Nadal: “Djokovic? La frustrazione l’ha motivato. In futuro mi piacerebbe fare il presidente del Real Madrid”
Rafa Nadal stringe la mano al presidente del Real Madrid, Florentino Perez
Rafael Nadal ha 22 trofei dello Slam in vetrina e un futuro incerto. Novak Djokovic, suo storico rivale insieme a Roger Federer, di major ne ha vinti 24, e il conto non pare chiuso. In Spagna hanno chiesto allo spagnolo se gli dispiacesse non poter finire la carriera come il più vincente di sempre. “Mi sarebbe piaciuto”, ha detto Nadal a Movistar+. “Ma non è mai stata un’ossessione né una frustrazione. Con 22 Slam non si può vivere frustrati. Novak lo vive in un altro modo. Per lui sarebbe stata una frustrazione più grande non riuscirci, forse è per questo che ce l’ha fatta”. “In quanto a titoli, Djokovic è il migliore della storia e non c’è niente da dibattere”, ha aggiunto ad As.
Le prospettive per il rientro di Nadal
Non è certo quello il primo dei pensieri per Nadal, oggi. Il tennista, 37 anni e una carriera ferma da inizio stagione, si è operato lo scorso giugno all’anca e sta lavorando per tornare nel 2024. “Potrebbe essere il mio ultimo anno, ma non posso confermarlo. Ci sono le possibilità, perché so come sta il mio corpo. Vivo con la speranza di poter decidere”. In vista ci sono anche le Olimpiadi di Parigi. “Mi piacerebbe andarci un’altra volta”, ha dichiarato. Il doppio con Carlos Alcaraz può essere più di una suggestione: “Non ne abbiamo parlato, però sarebbe bello e una buona motivazione”. E se dopo il tennis il suo futuro fosse da presidente del Real Madrid, squadra di cui è tifoso? “Non so se sarei capace, però, sì, mi piacerebbe”.
Per il momento, si allena tre volte a settimana per 40 minuti. Ancora “poco tennis, molta palestra e riabilitazione”, ha spiegato ad As. “Ma fiducioso che, per come stanno le cose, fra due mesi si veda un cambio radicale e possa prepararmi come vorrei per l’anno prossimo”.