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Billie Jean King Cup, l’Italia torna in finale dieci anni dopo: battuta anche la Slovenia

Billie Jean King Cup, l’Italia torna in finale dieci anni dopo: battuta anche la Slovenia
(reuters)

Le vittorie nel singolo di Martina Trevisan e Jasmine Paolini ci portano a giocarci il titolo mondiale contro il Canada

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A tanto così dal fare la storia: l’Italia del tennis femminile si giocherà domenica il titolo mondiale, esattamente come 10 anni fa. Nel 2013, quando ancora si chiamava Fed Cup, a vincere fu la mitica squadra di Sara Errani, Roberta Vinci, Flavia Pennetta e Karin Knapp. Oggi che la competizione si chiama Billie Jean King Cup, come la pioniera del tennis femminile, le ragazze di Tathiana Garbin proveranno a ripetere l’impresa e conquistare il quinto trofeo mondiale.

Nella semifinale con la Slovenia sono state ancora una volta decisive Martina Trevisan e Jasmine Paolini, entrambe vincitrici nel singolo, com’era già successo con Francia e Germania nel girone. Ne resta una sola: dalle 15 di domenica, sul veloce indoor della Cartuja di Siviglia, troveremo il Canada di Leylah Fernandez, che ha superato la Repubblica Ceca per 2-1.

Trevisan oltre l’insidia Juvan

Il primo punto della serie l’ha conquistato Martina Trevisan con un’altra vittoria di lotta e concentrazione. La nostra numero 2 e n.43 WTA ha superato per 7-6(6), 6-3 una grossa insidia come Kaja Juvan, n.104 al mondo perché passata per momenti personali complicati, ma che in questo torneo è stata la stella che ha trascinato la Slovenia alla sua prima, storica semifinale.

Il match è stato una fotocopia del suo precedente contro la tedesca Lys: alla fine di un parziale discontinuo e pieno di errori, da un lato e dall’altro, la fiorentina si è fatta trascinare nel tiebreak. Lo ha fatto suo, ma non prima di aver affrontato e annullato una palla del set avversaria. Juvan stava giocando un’ottima partita, finché, stanca e nervosa, non ha iniziato ad avvertire forti tremori alle mani. L’intervento del medico li ha placati quanto bastasse per tornare a giocare, ma in quelle condizioni il match è scivolato in tasca alle azzurre.

Paolini certifica la finale

Fra tutti, se c’era un incontro sulla carta abbordabile era quello di Jasmine Paolini. La nostra numero uno (30 WTA) è arrivata a questo finale di stagione con l’entusiasmo di chi sta vivendo la miglior annata della propria carriera e non aveva mai perso contro Tamara Zidansek. Davanti, però, ha trovato un’avversaria che ha venduto carissima la pelle. Dopo un netto 6-2 del primo parziale, la slovena, n.100 al mondo, ha alzato il livello, Jasmine ha sentito il peso del momento e ha sbagliato tanto (20 errori non forzati solo nel secondo set, il conteggio finale sarà di 50 contro i 51 dell’avversaria).

Nel terzo, la reazione è stata da grande giocatrice. La concentrazione è tornata nel tennis e nel volto di Paolini. Che era infuriata, si vedeva, per l’occasione sprecata, e ha canalizzato la rabbia per tenere testa a una Zidansek che ha fatto tutto il possibile per rovinarci la festa. L’84% di prime nel terzo parziale l’ha lanciata verso il 6-2, 4-6, 6-3 finale.

Garbin: “Un sogno”

Niente doppio: non c’è bisogno, ora si festeggia. "Non ci si accontenta mai. Dobbiamo festeggiare, sì, ma non ci accontentiamo”, ha detto, emozionata, la capitana Garbin. “Domani andiamo per vincere la finale. Le nostre avversarie sono fortissime ma noi abbiamo dalla nostra parte la nostra passione e la passione degli italiani che spero domani accorrano qui in Spagna. Domani sarà un altro giorno, ma ci divertiremo. È un sogno che parte da lontano e che si è realizzato oggi”.

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