L’uno contro l’altro, ancora a Torino, cinque giorni dopo l’ultima volta. Jannik Sinner, numero quattro al mondo, ritrova il numero uno, Novak Djokovic, nella finale delle ATP Finals. I due sono in campo per decidere chi solleverà il titolo
Il discorso di Djokovic: “Jannik, sei vicino allo Slam e al numero uno”
“Proviamo in italiano. Grazie per le belle parole, Jannik. Congratulazioni per la buonissima settimana. Puoi essere orgoglioso con il tuo anno. Ti auguro un bell’anno il prossimo anno, sei vicino a vincere uno Slam ed essere numero uno al mondo”.
“Grazie al mio team. Sono molto grato per loro, la mia famiglia, i miei bambini. Mi hanno dato molta gioia e serenità”.
“Quest’anno è molto speciale. Vedere quanto supporto questo sport ha in questo Paese è veramente in credibile, grazie per la vostra presenza, sia a Roma che qui”.
Il discorso di Sinner
“Congratulazioni per questa stagione, Nole. L’hai iniziata vincendo e l’hai chiusa vincendo. Sei un’ispirazione. La professionalità tua e del tuo team è pazzesca”.
“Voglio ringraziare il mio team. Gli ultimi due, tre mesi abbiamo fatto tante partite, ci siamo migliorati durante tutta la stagione. Abbiamo avuto la fortuna di giocare contro i migliori al mondo. Possiamo guardare tanto le cose positive che abbiamo dato durante tutta la stagione. Siamo partiti a inizio anno che ero un giocatore e ora sono un altro. Grazie a voi che mi fate capire tante cose”.
“Voglio ringraziare la Federazione. Nel 2019 ho avuto una wildcard per le Next Gen, non avrei mai pensato di essere qui a Torino oggi”.
“Soprattutto grazie a voi. È stata una settimana… Mi avete raccolto come un piccolo bambino e mi avete portato fin qui, mi avete dato forza nei momenti difficili. Ora arriverà la Coppa Davis, speriamo di far bene anche lì”.
Una macchina da record
Djokovic ha appena vinto il suo 98º titolo. Nel tennis maschile detiene il record di vittorie di Slam (24), ATP Finals (7), Masters 1000 (40) e successi contro i Top 10 (257).
Djokovic: “Una delle mie migliori stagioni”
“È speciale” superare Roger Federer come il giocatore che ha vinto più volte le ATP Finals (sette titoli contro sei), ha detto nell’intervista in campo Novak Djokovic. “Una delle migliori stagioni della mia vita. Sono molto orgoglioso delle mie performance con Alcaraz e Sinner. Ho dovuto fare qualcosa in più contro di loro, per come stanno giocando”.
Djokovic campione: Sinner sconfitto in finale
Il serbo vince il suo settimo titolo delle ATP Finals battendo l’italiano 6-3, 6-3 in una finale durata un’ora e 44 minuti. Dalla semifinale in poi abbiamo visto un livello sovrumano di Novak Djokovic, insuperabile in entrambi i match decisivi contro i migliori giovani del circuito: prima Carlos Alcaraz, poi ne ha fatto spese Jannik Sinner. Impossibile immaginare un epilogo differente, per come ha giocato.
Djokovic a un game dal titolo
Serve Djokovic, che inizia a vacillare con la prima e Sinner si infila nel game: subito 0-30. C’era un’altra seconda di servizio su cui banchettare, ma Jannik regala un 15 all’avversario con un dritto a rete. Nel punto successivo fa l’esatto opposto e lo spara fuori. Sul 30-30 forza col rovescio e Djokovic ha la prima palla del 5-2. Col rovescio può sbagliare anche Nole, però: 40-40. Ne arriva un’altra di palla per il game perché Sinner spara a rete un ghiotto schiaffo di dritto. Chiude con un ace. Il serbo è a un gioco dal suo settimo trofeo alle ATP Finals.
Sinner tiene: 4-3, ma che fatica
Più che un game, una tortura. Sedici minuti, due palle break sventate. Sinner fa e disfa con il dritto: trova un vincente da sogno, poi una stecca da incubo, lo aiuta a uscire da una buona prima di servizio, finisce a rete sulla palla del game, gli dà il vantaggio con un passante d’alta scuola. E poi arriva il dritto di Nole, che schiaffeggia la pallina e riporta tutto in parità. Altro vantaggio con una gran prima per Sinner, ma il dritto torna a non rispondere. L’azzurro ringrazia il nastro nel punto successivo e può chiudere ancora, ma si fa bruciare sul serve and volley. Il servizio gli dà ancora il vantaggio, ma il rovescio vincente casca al di là della riga. Arivantaggio dopo una buona accelerazione di rovescio, ma, ancora una volta, un errore. Il peggiore, su uno schiaffo al volo che andava solo messo in campo. Non si poteva andare avanti così e infatti arriva la palla break per Djokovic, che per fortuna dell’azzurro sbaglia il tempo sullo slice. Una discesa a rete tambureggiante dà al serbo un’altra palla del 5-2 ed è ancora lo slice a tradirlo. Il serbo perdona ancora Jannik sotto rete e Sinner risponde prendendosi sto benedetto settimo game. Otto parità, abbiamo sudato noi per lui.
Sinner spreca due palle break
Notizia: Sinner ha fatto i suoi primi punti in risposta nel secondo set. Notizia ancora più rilevante: anche Djokovic può sbagliare. Non sempre, ma è già qualcosa. L’italiano va sullo 0-30. Il pubblico di Torino fischia con scarsa etichetta il serbo, che inaspettatamente cede due palle break. Le annulla con due servizi vincenti. Si prende il vantaggio con un classico servizio e dritto e, infine, il game inducendo l’avversario all’errore nello scambio da fondo. Un’occasione gigantesca, sprecata. Speriamo non l’ultima.
Jannik tiene: 3-2
Un game a 15, in cui respirare e far esaltare il pubblico di nuovo: ci voleva. In mezzo ci sono anche un ace a 200 km/h e un servizio vincente (oltre a un vincente di dritto stellare di Djokovic). Sinner, nonostante le difficoltà, riesce a caricarsi.
Sinner non fa punti in risposta: 3-1 Djokovic
Djokovic è imperturbabile mentre scaglia tre ace e un servizio vincente, uno dopo l’altro, contro l’autostima di Sinner. Jannik non ha fatto un punto in risposta nel secondo set e deve recuperare un break.
Sinner annulla tre palle break: 2-1
È durissima, ma Jannik non si scompone. Sinner parte subito con uno 0-30 nel suo secondo turno al servizio in questo set per colpa di due errori negli scambi da fondo. Riesce a ricomporsi e, finalmente, a indurre lui in errore l’avversario. 30-30, Torino prova a caricarlo gridando il suo nome. Risponde Djokovic con un drittone a incrociare che gli dà un’altra palla break, annullata con un servizio vincente alla “T”. Ai vantaggi il nastro punisce l’azzurro e Novak ha un’altra palla del 3-0. A quel punto il nastro pareggia i conti ed evita che il serbo concretizzi un punto costruito su una difesa inumana. Non è finita: tocca difendere una terza palla break. Sinner lo fa con un ace. Un altro servizio vincente porta finalmente a vantaggio Sinner, che ruggisce con il pubblico quando riesce a portare a casa il game più duro di tutto il match.
Quando batte Djokovic non si gioca: 2-0
Djokovic comincia il secondo set come aveva finito il primo: umiliando l’avversario nei suoi turni di servizio. Arriva a nove ace nell’ennesimo game tenuto in battuta a zero. Sinner in tutto il match è fermo a due punti in risposta.
Subito break per Djokovic nel secondo set
Il set perso? Una botta durissima. Sinner serve nel primo gioco del secondo e subisce un break senza neanche accumulare un punto. Così si rischia di finire presto.
Un dominio al servizio: le statistiche del set
Questo Djokovic è ingiocabile, soprattutto se Sinner manterrà il 64% di prime in campo. Nole è a 73%, ma soprattutto ha lasciato all’altoatesino solo due punti in risposta. Parliamo dell’88% di punti con la prima e del 100% con la seconda. Ma il vero fattore del primo parziale è uno dei cosiddetti “intangibili”: il volto Djokovic dalle semifinali in poi è molto diverso da quello visto nei gironi.
Djokovic domina il primo set: 6-3
Impressionante. Il serbo tiene anche questo game al servizio a zero e chiude il primo parziale dopo 38’. Sinner paga un break subito al terzo gioco e, forse, un po’ di stanchezza accumulata dalle maratone di questi giorni.
Il serbo servirà per far suo il primo set
Sinner va sul 30-0 ma si fa raggiungere con il suo decimo errore non forzato della partita (in quel momento Djokovic è fermo a due). Torna avanti e chiude con due ace, che arrivano in aiuto nel momento più complicato. Potrebbero non bastare per evitare la vittoria del set da parte di Novak, che è sul 5-3.
Djokovic a un game dal primo set
Tre prime in campo, una è un ace. La seconda, comunque, è un servizio vincente perché Jannik stecca col dritto. Game a zero ed è 5-2. Adesso Sinner serve per restare nel primo set, e siamo appena alla mezz’ora.
Sinner resta attaccato al set
È un momento complicato ma Jannik non si scompone. Sale sul 4-2 riuscendo a mettere solo prime di servizio, che inizia a essere necessario contro questo Djokovic. Tiene a 15 regalandosi anche il primo ace.
Djokovic conferma il break: 4-1
La palla di Nole è molto più pesante, almeno in questo inizio di partita. L’andamento degli scambi dipende quasi sempre dalle sue scelte. Conferma il break con il quinto ace, mentre Jannik è fermo a zero.
Break Djokovic: 3-1
Djokovic è entrato in campo con la stessa determinazione che abbiamo visto nella semifinale contro Carlos Alcaraz. Non è una buona notizia. Sinner ottiene due punti del game con una gran smorzata per cui persino Novak gli regala un applauso. Nello scambio successivo i ruoli si invertono, con il serbo che beffa l’azzurro con un delicatissimo pallonetto. Un errore di dritto di Jannik ci porta per la prima volta ai vantaggi. Altre due imprecisioni sanciscono il primo break. Il primo set è già in salita.
Nole torna avanti: 2-1
Il primo punto in risposta di Sinner arriva grazie a un rovescio incrociato che l’avversario manda in corridoio. Non basta per avvicinarsi al break, con un Djokovic che è partito benissimo al servizio: sono già quattro gli ace in due turni di battuta.
Tiene anche Sinner: 1-1
Il primo punto del secondo game è già in lizza per il premio al migliore scambio della partita. Lunghissimo e velocissimo, se lo prende Sinner che passa dalla difesa all’attacco trovando un angolo strettissimo con il dritto. L’altoatesino si guadagna due palle per l’1-1 con quattro prime di servizio. Chiude alla seconda, inducendo Djokovic all’errore sotto rete con una demi-volée vellutata.
A Djokovic il primo game
Djokovic raccoglie il primo punto della partita andando al serve and volley, il secondo con un ace, così come il terzo. Game chiuso a zero inducendo l’errore di Jannik con un bel dritto.
Si comincia con Djokovic al servizio
Ready? Play. Il numero uno al mondo Novak Djokovic ha vinto il sorteggio e ha scelto di servire.
I giocatori scendono in campo
Il tifo di Torino accompagna Jannik Sinner per il gran finale delle ATP Finals, di cui può diventare il primo campione italiano della storia. Di fronte a lui, il numero uno al mondo Novak Djokovic. Adesso il lancio della monetina, il riscaldamento e poi si potrà cominciare.
Il dato che sorride a Djokovic
È la ventesima volta nella storia della competizione in cui si affrontano in finale due giocatori che già si erano scontrati nel girone. È la quarta volta per Djokovic. In 11 delle ultime 19 volte, il tennista che aveva perso il primo incontro ha poi vinto la finale. Alexander Zverev lo ha fatto nelle ultime due occasioni (2018, 2021).
I dati che sorridono a Sinner
Jannik è arrivato imbattuto alla finale. È il giocatore che in questo torneo ha totalizzato più ace (45), giochi di servizio vinti (56 su 58, il 97%), palle break salvate (8 su 10, l'80%). Ha anche convertito il 40% delle palle break (10 su 25), la percentuale più alta fra chi ha giocato più di tre partite.
Scontro generazionale
Sinner, 22 anni, può diventare il campione più giovane delle ATP Finals da Stefanos Tsitsipas (21 anni nel 2021). Novak Djokovic, 36 anni, deve difendere il titolo. È già diventato il campione più anziano nella storia del torneo dei maestri un anno fa, oggi può staccare Roger Federer e, conquistando le Finals per la settima volta, diventare l'uomo che più volte ne ha sollevato il trofeo.
Il segreto di Sinner? La pasta al pomodoro
Cioè, la sua teoria della pasta al pomodoro. L’ha spiegata dopo la vittoria con Daniil Medvedev in semifinale, quando ha detto che il tennis “è come la pasta al pomodoro. La fai la prima volta e magari manca di sale. Poi però la seconda volta ci metti i pomodorini freschi. Poi magari ci metti il basilico e il piatto viene sempre più buono. È un processo così anche per il tennis, aggiungi sempre qualcosina, ma devi stare attento a non aggiungere troppo, altrimenti poi il piatto lo rovini. È così, è un percorso di crescita e si impara giorno dopo giorno”.
Cosa serve per battere Djokovic (di nuovo)?
E adesso come la mettiamo? Jannik Sinner ritrova dunque Novak Djokovic, che aveva battuto martedì sera. Ha avuto la possibilità di liberarsene, Sinner avrebbe potuto eliminare il serbo. Ma avrebbe dovuto essere antisportivo e invece ha giocato seriamente, battendo Rune e qualificando il numero uno del mondo. E ora rieccoli di fronte per l’ultimo atto delle ATP Finals: si può battere Djokovic, numero uno del mondo, per due volte in meno di una settimana? L’analisi completa in questo articolo.
I precedenti
Sinner e Djokovic si sono scontrati già quattro volte. L’azzurro ha vinto solo l’ultimo incontro fra i due, cinque giorni fa, nella fase a gironi di questo stesso torneo, per 7-5 (5)6-7 7-6(2). Prima di Torino, il serbo aveva superato l’attuale numero quattro al mondo a Wimbledon (erba, in due occasioni) e Montecarlo (terra, nel 2021).
L'ultima scoperta
Jannik Sinner ha imparato a fare il catenaccio. A chiudersi in difesa. Ad attendere il momento giusto per il contropiede. Certo, è una roba tecnica, ma anche così si realizzano le imprese. Questa novità, poi, è stata imposta da Daniil Medvedev che ha optato per un match clamorosamente aggressivo, mai visto prima. Continua a leggere qui l'articolo di Paolo Rossi.
Quanto può vincere Sinner?
Jannik punta al ricco bottino da campione imbattuto. Facciamo tutti i conti in questo articolo.
Alle 18 in campo
È l'atto conclusivo delle ATP Finals. A Torino si scontrano per la seconda volta questa settimana Jannik Sinner, idolo di casa e numero quattro al mondo, e Novak Djokovic, numero uno del circuito.