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Diretta Italia-Serbia 2-1: il doppio è azzurro, Sinner ci trascina in finale di Davis 25 anni dopo l’ultima volta

Diretta Italia-Serbia 2-1: il doppio è azzurro, Sinner ci trascina in finale di Davis 25 anni dopo l’ultima volta
(afp)
I ragazzi di capitan Volandri si giocheranno il titolo mondiale contro l’Australia, domenica alle 16
1 minuti di lettura

Il sogno azzurro di tornare in una finale di Coppa Davis per la prima volta dal 1998 è realtà. Tutto merito del nostro fuoriclasse, Jannik Sinner, che ha annullato tre match point al numero uno al mondo, Novak Djokovic, prima di sconfiggerlo per la seconda volta e la terza volta in 12 giorni: in singolo e, poco dopo, anche nel doppio decisivo, insieme a Lorenzo Sonego.

Il resoconto dell’impresa

Come siamo tornati in finale 25 anni dopo l’ultima volta? Ce lo racconta il nostro inviato, Paolo Rossi, qui sotto.

Volandri: “Ai tre match point la vedevo dura dura...”

Volandri: “Godiamoci questa vittoria per cinque minuti perché domani abbiamo una finale importantissima. Jannik è stato strepitoso”.

“Nella pausa fra il singolo e il doppio ci siamo detti che dovevamo crederci e andare per la vittoria. Alla fine però sono saltati tutti gli schemi e i ragazzi sono stati molto bravi, Jannik ha servito per il match in maniera strepitosa”.

“Se ho mai dubitato? Ai tre match point la vedi dura dura… Nole sembra veramente non fare la minima fatica”.

Sinner: “Ho fatto il massimo”

Sinner: “Oggi è stata una giornata lunga, intensa. Musetti ha fatto un’ottima partita in singolare. Io ho fatto il mio massimo contro Novak, al terzo poteva andare in tutti i modi. Adesso abbiamo l’opportunità di vincere un’altra Davis. Abbiamo fatto un ottimo doppio”

Sinner: “Annullare tre match point a Djokovic? Non succede tutti i giorni. Le palle erano abbastanza nuove. Sullo 0-40 lui ha sbagliato una palla facile, poi ho servito molto bene e questo ti dà l’energia di andare avanti”

Sonego: “L’obiettivo è vincere, ma siamo contenti di quello che abbiamo fatto oggi. Sinner è stato bravissimo, è incredibile come ha affrontato quei tre match point. I ragazzi che giocano a tennis dovrebbero imparare dal suo atteggiamento”

Sinner: “C’è da dire che a Fifa abbiamo un livello assurdo, li portiamo a scuola tutti”

Sinner senza limiti

Fra le 15 e le 20 di oggi il numero uno italiano ha battuto Novak Djokovic due volte. Al serbo non era mai successo di perdere due partite nello stesso incontro di Coppa Davis, figuriamoci nello stesso giorno.

Il match point

L’Italia è in finale di Coppa Davis

Jannik Sinner e Lorenzo Sonego completano una rimonta epica battendo Djokovic/Kecmanovic nel doppio decisivo: 6-3, 6-4 in un’ora e 35 minuti. Gli azzurri si giocheranno la possibilità di sollevare l’insalatiera per la prima volta dal 1998, quando la Svezia ci sconfisse 4-1 e Sinner ancora non era nato.

La Serbia allunga il match: 5-4

Gli azzurri mettono pressione, spingono fino al 30-40. Dopo il cambio campo serve Jannik Sinner per portarci in finale.

L’Italia si lancia sul 5-3

Serve Sonego e parte col botto. Dopo due ace, però, la Serbia ci riprende a 40-40. Arriva il terzo ace del game magistrale di Lorenzo a consolidare il break. Siamo a tanto così dalla finale.

Torniamo avanti di un break: 4-3

Il punto della partita è nel settimo game e ha la firma di Lorenzo Sonego, che spinge la volée decisiva dopo una difesa incrollabile di Kecmanovic. Sul 15-30 Sinner non è abbastanza lesto sotto rete e perde l’occasione di arrivare a doppia palla break. La palla del 4-3 ce l’ha prima la Serbia, ma la sbaglia Djokovic. Eccola la palla break, ce la prendiamo con una signora risposta vincente di Sinner, che alla fine di uno scambio estenuante da fondo però non imbecca il momento giusto per intervenire a rete. La seconda è quella buona, torniamo avanti.

L’Italia annulla quattro palle break: 3-3

La Serbia arriva a sette punti consecutivi. Vuol dire 0-40, nonostante ci sia Sinner a servire. L’ottavo punto lo evita uno smash di Sonego a seguire una gran prima di Jannik. Un ace annulla la seconda palla break, una volée sotto rete di Lorenzo cancella pure la terza. Arriviamo ai vantaggi e Djokovic non ci sta: fa punto e poi chiama i fischi del pubblico. Vuole incamerare energia. Kecmanovic e il collega ormai puntano Sonego sotto rete, lo prendono a pallate e lo stendono a più riprese. Arriva la quarta palla break, annullata con un’altra prima ed ecco ancora i fischi del pubblico. Dopo la sesta parità la spuntiamo noi. Una faticaccia solo a guardarli.

La Serbia torna avanti: 3-2

Un doppio fallo e quattro servizi vincenti. Djokovic fa e disfa.

Controbreak Serbia: 2-2

Il sorpasso dura poco. La Serbia tira fuori l’orgoglio, si costruisce la prima occasione per recuperare e la sfrutta subito, grazie al rovescio fuori giri di Sonego che non regge il confronto da fondo con Djokovic.

Break azzurro nel secondo set: 2-1

Il primo doppio fallo della partita è di Kecmanovic e ci lancia a 30-30. Arriviamo a palla break, ma Sonego non riesce a chiuderla. Vinciamo però un duello sotto rete e abbiamo un’altra opportunità: ce la incarta e regala Novak Djokovic, che sbagliando sotto rete ci manda avanti. È il primo break del secondo parziale.

L’Italia si sblocca nel secondo set: 1-1

Sinner apre il suo secondo set con un ace, poi si becca una risposta vincente di Djokovic, che evidentemente non muore dalla voglia di perdere due partite in un giorno. Ma Jannik non ne vuole perdere nemmeno una, e allora quel 15 rimane l’unico che subisce nel suo turno di battuta.

Riparte Djokovic: 0-1

Djokovic è sembrato spaesato nei movimenti da doppista, così come il suo compagno. Ma al servizio non importa la specialità. Tiene il primo turno del secondo set a 15.

Il primo set è azzurro

Jannik Sinner e Lorenzo Sonego si portano avanti per 6-3 dopo 36 minuti. Decisivo il break al sesto game. Ci manca un set per tornare in finale di Coppa Davis 25 anni dopo l’ultima volta.

La Serbia allunga il set: 5-3

Torna a servire Kecmanovic. Sinner mette grandissima pressione in risposta, ma non basta. L’Italia va a servire per il primo set con l’altoatesino.

Sonego conferma il break: 5-2

La Serbia non ci sta e si porta sul 15-30, ma Sonego inizia uno show di prime fatto di quattro servizi vincenti in un solo game. Una palla del 5-2 la manca Sinner sotto rete, un’altra sfugge a Lorenzo che stecca da fondo. Ce la facciamo alla terza. Consolidato il break, era fondamentale.

Break Italia: avanti 4-2

Sonego regge da fondo, Sinner si muove bene sotto rete. E viceversa. Sono più a loro agio gli azzurri nella veste di doppisti rispetto ai serbi. È chiaro, e infatti arriva la prima palla break della partita: la chiude Sinner a un passo dalla rete. È una prova di fuga.

Italia avanti 3-2

Riparte il giro con Sinner in battuta. Ancora nessun break, con le due coppie che, senza specialisti, si aggrappano a questo fondamentale. Noi ci godiamo anche l’esaltazione di Sonego, che dopo un gran movimento sotto rete esulta come se avesse vinto la Davis.

Tiene anche Kecmanovic: 2-2

Ottimo turno di servizio del singolarista che ha battuto Musetti. Tiene a 15.

L’Italia tiene con Sonego: 2-1

Per la prima volta nel match va Sonego al servizio. Contro l’Olanda in questo fondamentale era stato l’anello debole della coppia, ma si disimpegna bene. Lo tradisce una lettura sbagliata a rete di Sinner e chiudiamo a 30.

Djokovic pareggia: 1-1

Il primo game di servizio della Serbia tocca a Djokovic, che va al serve and volley quando fronteggia Sinner. Gli azzurri si spingono a 30 e non vanno oltre, ma sembrano centrati.

Comincia l’incontro decisivo

Al servizio Jannik Sinner. Djokovic risponde da sinistra.

I doppisti in campo

Entrano sul Martin Carpena di Malaga le due coppie impegnate nello scontro decisivo: Sinner/Sonego e Djokovic/Kecmanovic. Per chi di loro sarà l’ultimo match del 2023?

La statistica

Novak Djokovic non perdeva in Coppa Davis dal 2011, quando si ritirò contro l’argentino Del Potro. Parliamo di 4451 giorni fa.

Alle 18:20 il doppio decisivo

Nel mentre potete leggere il resoconto del match appena finito, firmato dal nostro inviato Paolo Rossi.

Jannik Sinner ha vinto questa partita

Chi per il doppio?

Entrambi i capitani cambiano gli schieramenti comunicati a inizio giornata. L’Italia, come prevedibile, va a giocarsi tutto con Sinner/Sonego, la Serbia scende in campo con i due singolaristi, Djokovic e Kecmanovic.

L’ha fatto di nuovo

Jannik Sinner ha battuto Novak Djokovic per la seconda volta in 12 giorni.

Il punto è di Sinner: l’Italia si gioca tutto nel doppio

Tutti in piedi per Jannik Sinner. L’azzurro batte Novak Djokovic 6-2, 2-6, 7-5 dopo due ore e 32 di gioco e porta la serie con la Serbia sull’1-1.

Sinner si prende il break: servirà per il match

Tre match point sfumati dopo, anche Djokovic inizia a sbagliare. Non poco, non bene. Sinner gli ha fatto male, lo sfida punto a punto e si porta a 30-40. Palla break, che l’azzurro si porta a casa con un super passante. Nove degli ultimi 11 punti. Questo ragazzo qui è qualcosa che non abbiamo mai visto. Servirà per portare la serie sull’1-1 e forzare un doppio decisivo.

Sinner annulla tre match point: 5-5

Quanto c’è da sudarselo, questo doppio. Sinner deve annullare tre match point per poter arrivare al 5-5. E sarebbe già un’impresa così, contro il giocatore più vincente di sempre nella storia del tennis. Chiude con un ace. Attributi, categoria. Chiamatelo come volete, ma questo è forte davvero.

La Serbia a un game dalla finale

Djokovic tiene a zero e si lancia sul 5-4 nel set decisivo. Tutta la pressione ora è su Sinner, che in un game di servizio ha in mano le possibilità azzurre di restare nella competizione.

Sinner annulla una palla break: 4-4

Il dato è che Sinner fatica molto di più della controparte nel tenere i turni di servizio. E arriva, infatti, un’altra palla break per Djokovic. Il modo in cui se la gioca Sinner è da fenomeno, a tutto braccio, con autorità dirompente. È da fenomeno anche l’ace che arriva dopo, preludio all’errore di dritto del serbo che sancisce la vittoria del game per gli azzurri.

Djokovic lascia un 15 e va: 3-4

È diventato uno scontro fisico. Si scambia con una pesantezza di palla che ricorda quella già vista a Torino, solo che qui siamo su un cemento ben più lento. E come a Torino, Nole sembra diventato inscalfibile al servizio, dove ha subito solo tre punti nel set decisivo.

Sinner tiene testa al serbo: 3-3

Ormai in campo c’è il miglior Djokovic. Niente di meno. Sinner deve fare gli straordinari per intascarsi i punti, ma si cala comunque nel ruolo. Sprinta al 40-0 e, allo scoccare della seconda ora di gioco, viene raggiunto sul 40-40. Lo aiutano le prime a chiudere.

Djokovic tiene a 15: 2-3

Sinner fa un punto tre o quattro volte nello stesso scambio, ma per qualche sortilegio tennistico finisce a esultare Djokovic mentre l’altoatesino resta appeso alla rete dopo aver sbagliato la volée decisiva. Cos’è giocare contro il serbo, in una foto.

Sinner trova fiducia: 2-2

Sinner torna ad alzare il pugno, anche se c’è da fare i conti con i miracoli in risposta di Djokovic. In un paio di punti, però, è Jannik a farlo impazzire, obbligandolo a inventarsi disperate difese a tutto campo con il gioco di mano nello stretto. E la prima sembra tornata.

Djokovic senza esitazioni: 2-1

A Sinner era appena servito uno sforzo sovrumano per tenere il servizio. Djokovic ci mette una frazione del tempo per fare lo stesso, al netto di una bellissima risposta vincente con il rovescio dell’altoatesino.

Sinner trema, ma tiene: 1-1

Un game traballante per Sinner, che non dà grandi segnali ora che Djokovic sta imponendo nuove condizioni alla partita. Mette due doppi falli, il doppio di quanti ne aveva giocati in tutto il match, e si costringe ai vantaggi. Il game diventa infinito, e dopo 17 punti arriva la prima palla break. Se ne esce con una prima a 210 km/h, un ace a 209 e un ace a 205 in un game avarissimo di prime in campo. Sospirone di sollievo. Ormai sa come comandare il servizio nei momenti di massima tensione, ma se non alza la media questo set va veramente in salita.

Djokovic riparte al servizio: 1-0

E riparte alla grande. Sinner prova a spingere, ma il serbo mette in fila quattro punti. È abissale ormai la differenza fra il suo livello adesso e quello nel primo set. Due giocatori diversi.

Due set speculari

Prima il 6-2 di Sinner, poi il 6-2 di Djokovic in un’ora 20 di gioco. Due break per parte. Tutti nel primo per l’azzurro e tutti nel secondo per il serbo, che era partito molto male ma in un attimo si è riacceso, all’alba del secondo set.

Tutto da rifare: il secondo set è di Djokovic

Djokovic non ha voglia di aspettare il proprio turno di servizio e mette pressione su quello di Jannik. Va 15-30, poi il nastro tradisce Sinner e manda il serbo a doppio set point. Uno è annullato con un servizio vincente, l’altro se lo mangia Nole con uno slice contro la rete. Ne arriva presto un terzo: questa volta se lo prende perché il dritto di Sinner cade al di là della linea.

Sinner serve per restare nel set: 2-5

A Jannik serve sempre uno sforzo extra per trovare il punto e adesso riesce a comandare meno scambi. Che è tutto nella norma, considerando l’avversario, e comunque non significa che vengano a mancare i punti. Da 40-15 schizza a 40-40, grazie a una bella palla corta e a una discesa a rete puntuale. Alla fine, però, torna a spuntarla Nole con un ace (è a quota sei).

Sinner resta attaccato: 2-4

Jannik apre il game con una prima a 206 km/h. È già un messaggio. Arriva anche il quinto ace della partita dell’altoatesino prima che finisca il gioco. La sfida vera però è adesso: serve un break nel prossimo turno per non lasciare il set nelle mani del serbo.

Djokovic conferma il break a zero: 1-4

Il serbo adesso grida e mostra i muscoli. Conferma il break, sancendo che finalmente ha trovato continuità al servizio. Sinner non ha abbassato il livello, ma adesso ha di fronte l’avversario che si aspettava dall’inizio.

Break di Djokovic: 1-3

Djokovic tira fuori il pugnetto e si attacca alle caviglie di Sinner. 15-0, poi 15-15. 30-15, poi 30-30. 40-30, poi 40-40, con un rovescio lungolinea che finalmente assomiglia al vero Djokovic. Lì si spezza il ritmo: secondo punto di fila per il serbo, che va a palla break. Riesce a concretizzarla per un doppio di fallo di Sinner, che va a tutto braccio sulla seconda, sbagliando.

Djokovic torna avanti: 2-1

Il serbo si concede un game a zero. Una crescita c’è, almeno al servizio.

Sinner tiene: 1-1

Jannik mette a segno il quarto ace della partita (l’avversario è fermo a tre), prima di tornare a comandare gli scambi. Djokovic, invece, torna a commettere errori gratuiti. L’italiano chiude a 15.

Djokovic prova a resettare: 1-0

Il serbo deve cancellare una partenza non da numero uno al mondo. Sinner lo aiuta iniziando il set con tre errori. Il vincente di dritto arriva troppo tardi, Djokovic chiude con una gran prima.

Sinner fa suo il primo set

L’azzurro concretizza una partenza bruciante con un ace, mettendo a segno un 6-2 in appena 37 minuti. Decisivi i due break al terzo e al quinto game. Con Djokovic la partita non è finita fino all’ultimo punto, ma un set in un tale stato di confusione da parte del serbo non lo vedevamo da tempo.

Djokovic resta nel set: 5-2

Tre break di fila sarebbero stati una punizione troppo dura anche per una partenza così confusa di Djokovic. Sinner, che comunque si spinge fino a 30-40 con un dritto in controbalzo che fa impazzire il palazzetto, adesso andrà a servire per il primo set.

Sinner va di fretta: 5-1

Djokovic apre il game colpendo il tabellone con uno schiaffo al volo di dritto. Se già non era chiaro, c’è qualcosa che non va. Meglio approfittarne, prima che entri in partita. Sinner chiude a 15 e scappa via. È a un game dal primo set. Che contro il numero uno al mondo può non voler dire nulla, ma per Jannik è una grande iniezione di autostima.

Che Sinner, altro break ed è 4-1

Sinner capisce il momento e continua a mettere pressione. Da 30-0 passa a 30-30 e si guadagna un’altra palla break prendendo in contropiede il serbo con un vincente di dritto. Annullata con un ace. Ma eccone subito un’altra, che Sinner concretizza con una risposta formidabile di rovescio che schizza dritta lungo la linea.

Sinner conferma il break: 3-1

Cantare vittoria? Non ci pensa nessuno. Djokovic spinge subito dopo il break e va 0-30, a ricordare che non si può stare un secondo tranquilli, ma Jannik risponde con quattro punti di fila.

Sinner, è subito break: 2-1

Sinner inizia a fare capolino anche sul servizio del serbo. Trova la rete e si porta sul 15-30, poi comanda un lungo scambio da fondo ma è il primo a sbagliare. Djokovic va a palla del game con un ace, Jannik lo costringe ai vantaggi con un rovescio incrociato che lo lascia sul posto. Attenzione: doppio fallo e la prima palla break della partita è azzurra. Djokovic prova a inventarsi il serve and volley, ma sbaglia malamente. Il primo break praticamente se lo fa da solo. Ottima notizia.

Sinner risponde: 1-1

L’esordio al servizio di Sinner parte bene. Convinzione, profondità e aggressività a rete. Sono dell’altoatesino i primi due ace del match: servono, perché se Nole imbecca la risposta come sul 15-15 sono dolori.

Djokovic tiene il primo turno di servizio

Sinner si prende giusto un 15 nel game di apertura, in cui Djokovic gioca due seconde e con una di queste trova un servizio vincente.

Si comincia

Al servizio il serbo Novak Djokovic.

I giocatori in campo

Jannik Sinner e Novak Djokovic stanno svolgendo il riscaldamento, l’unica cosa ci separa dall’inizio del match.

La "bella"

Il primo incontro tra James Bond e Goldfinger avviene a Miami, si chiude con la famosa scena della ragazza dipinta d’oro e il gangster lo definisce “un caso”. Il secondo arriva poco tempo dopo su un percorso da golf fuori Londra, e per Goldfinger - beffato da una pallina nascosta da Bond - si tratta di “una coincidenza”. Passano alcuni giorni, e quando pesca l’agente segreto ficcanasare nei suoi affari in Svizzera capisce che è tutta “una premeditazione”. Continua a leggere il commento di Paolo Condò.

I precedenti

Sarà il sesto incontro fra gli attuali numero quattro e numero uno al mondo. Sinner ne ha vinto solo uno, a Torino, meno di due settimane fa, nei gironi delle ATP Finals. Ricordiamo tutti, però, come è finito l'ultimo: un doppio 6-3 con cui il serbo si è preso la finale, sempre a Torino.

Tutto nelle mani di Sinner

Come con l’Olanda, ci aggrappiamo all’altoatesino per rimontare. È subito decisiva la sua sfida con il numero uno al mondo Novak Djokovic, la terza in 12 giorni.

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