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"Djokovic deve rispettare i tempi dell’antidoping”: polemica in Francia

Novak Djokovic

Novak Djokovic

 (afp)

L’attacco di Marc Madiot dopo la Coppa Davis. Il serbo si era lamentato perché una persona l’aveva seguito per tutto il giorno

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Il caso Novak Djokovic e il controllo antidoping un’ora e mezza prima di Serbia-Gran Bretagna in Coppa Davis a Malaga ritorna oggetto di discussione in Francia dove è intervenuto sull’argomento Marc Madiot, ex ciclista oggi team manager in Francia e ha chiesto una punizione per il numero uno del mondo. Il tennista serbo s’era lamentato di essere stato seguito da una persona per tutto il giorno e di non aver consegnato il campione perché non lo aveva completato.

Madiot ha sostenuto che i controlli vanno fatti in tempo perché ci sono sostanze che poi non sono rintracciabili. Eppure la vicenda era già stata chiusa proprio da Marion Bartoli, ex tennista che aveva ricordato le regole: “Quando sai che stai per fare un test antidoping, hai qualcuno che ti segue tutto il giorno. Quindi non vedo cosa cambi se lo si fa prima o dopo, soprattutto perché dopo le partite è più importante la concentrazione urinaria”.

Non solo: alla fine il portavoce dell'International Tennis Integrity Agency (ITIA) aveva voluto mettere un punto. “A causa del formato delle competizioni a squadre, inclusa la Coppa Davis, le squadre potrebbero essere informate di essere state selezionate per i test prima dell’inizio delle partite e fornire i campioni quando saranno pronti”.

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