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Sinner, la resa dei conti: Jannik sfida Nole, il re degli Slam. “Vivo per questo”

Jannik Sinner e Novak Djokovic dopo la finale alle Atp Finals.

 
L’azzurro si sbarazza in tre set anche di Rublev. Venerdì la semifinale con Djokovic che a Melbourne ha già trionfato 10 volte
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La prossima impresa di Jannik Sinner sarà quella di arrampicarsi all’albero della salute, quello nel giardino di casa Djokovic, arrampicarsi sul punto più alto e restarci appeso su uno dei rami a scelta (almeno quello...), a testa in giù, per trentatré minuti e tre secondi. «Così si vince uno Slam» ha infatti rivelato, divertito, il serbo al suo intervistatore a bordo campo, Nick Kyrgios, alla fine del suo match vittorioso — nei quarti di finale — contro Taylor Fritz.

Il remake di Torino e Malaga

Dopo è toccato a Sinner scendere in campo, e l’azzurro non si è sottratto alla responsabilità e al piacere di una quinta vittoria senza lasciare set per strada, in questo caso all’altro rosso (di capelli) del circuito, il russo Andrey Rublev, regolato con il punteggio di 6-4, 7-6 (5), 6…

La prossima impresa di Jannik Sinner sarà quella di arrampicarsi all’albero della salute, quello nel giardino di casa Djokovic, arrampicarsi sul punto più alto e restarci appeso su uno dei rami a scelta (almeno quello...), a testa in giù, per trentatré minuti e tre secondi. «Così si vince uno Slam» ha infatti rivelato, divertito, il serbo al suo intervistatore a bordo campo, Nick Kyrgios, alla fine del suo match vittorioso — nei quarti di finale — contro Taylor Fritz.

Il remake di Torino e Malaga

Dopo è toccato a Sinner scendere in campo, e l’azzurro non si è sottratto alla responsabilità e al piacere di una quinta vittoria senza lasciare set per strada, in questo caso all’altro rosso (di capelli) del circuito, il russo Andrey Rublev, regolato con il punteggio di 6-4, 7-6 (5), 6-3. Siamo dunque arrivati a quel rendez-vous tanto atteso e auspicato: il remake di un’altra sfida tra Sinner e Djokovic. Proprio quest’ultimo anni fa si divertiva, nel rispondere alle domande sui suoi rivali, che vedeva più spesso Rafa Nadal della sua mamma. Chissà dunque cosa pensa in questi momenti, considerando di aver incrociato Jannik Sinner per ben tre volte nello spazio di quindici giorni (due volte a Torino, alle Atp Finals, e a Malaga in Coppa Davis) a novembre. E ora, nemmeno il tempo di ricominciare la stagione, gli tocca incrociare di nuovo il ricciolino rosso italiano.

Saranno due intensi giorni di pretattiche, trucchi e parrucchi: i due si affronteranno venerdì, e bisognerà fare i conti anche con i ricordi recenti che affioreranno. Non saranno felici per tutti, soprattutto per Novak Djokovic e quei tre match point che non riuscì a concretizzare a Malaga. Si può immaginare come gli bruci ancora quella ferita, per la quale si è assunto la colpa della sconfitta della (sarebbe andata la Serbia, in finale, contro l’Australia).

Jannik Sinner durante il match con Andrey Rublev

 (agf)

Sinner: “Ognuno cambierà qualcosa”

«Ognuno cambierà qualcosa, del gioco e della tattica. Lo facciamo ogni volta...» ha anticipato Jannik Sinner a domanda diretta. E la prima pretattica l’ha messa in atto proprio lui, cercando di evitare/allontanare il più possibile il pensiero della gara, evitando l’assillo della gara. «Gioco contro chi ha vinto dieci volte gli Australian Open. Beh, è un onore anche questo, no?». Una premessa sacrosanta, cui va aggiunto — a prescindere da quale sarà l’esito del match — che grazie all’exploit di Sinner l’Italia anche nel 2024 si è assicurata un risultato di tutto rilievo: è dal 2018 (escluso l’anno del Covid, il 2020) che c’è sempre stato un azzurro in una semifinale Slam: si cominciò con Cecchinato, poi Berrettini e adesso Sinner proseguono la scia. Prima di loro, giusto per ricordarlo, era stato Corrado Barazzutti nel 1978. Questo solo per certificare il valore della semifinale di Sinner. E, infine, Djokovic a Melbourne ha raggiunto ieri la sua 33ª vittoria consecutiva. Cosa potrà opporre Sinner al re di Melbourne, al gigante degli Slam? Una semplice verità: «Mi alleno per queste partite. E quindi non vedo l’ora di giocarla...».

Sinner: “Mi preparo per tante situazioni”

Paradossalmente Rublev ha dunque avuto un ruolo propedeutico, nel rendergli la vita difficile soprattutto nel secondo set, in quel tie-break condotto 5-1, prima di consegnarsi all’altoatesino. «Giuro che non lo so come ho fatto, e giuro che non ho pensato che avremmo fatto notte». Gli australiani gli hanno fatto questo dispettuccio, farlo giocare by night proprio quando è stato deciso che queste cose non sarebbero più dovute accadere. Poi hanno cercato di rimediare, proponendo il cambio campo, ottenendo invece «una mezz’ora in cui non si capiva cosa dovessimo fare, ma io mi sono detto di restare concentrato solo e soltanto sulla partita...».

Insomma, inutile fare previsioni per venerdì: «Cosa ci sarà di diverso? In assoluto siamo in un posto diverso, quindi già questo cambia. Poi, ripeto, sono queste le partite che mi piacciono, per cui vivo. Non si può sempre giocare uguale, quindi mi devo preparare per tante situazioni, anche mentalmente, ma soprattutto fisicamente. Giocheremo probabilmente di giorno, quindi anche questo andrà considerato. Ma so che quello che devo fare è giocare punto dopo punto, correre su qualsiasi palla. Questo è quello che controllo». Sugli eventuali malesseri poco si può, tipo il problemino all’addome durante il match con Rublev. «Non so se ho mangiato qualcosa di sbagliato oppure fosse un problema di respirazione: spero che in due giorni vada via e mi lasci in pace». I numeri del torneo — di Sinner e Djokovic — si somigliano molto, a parte che Sinner non ha ceduto set, e solo due volte il servizio. C’è un’ultima statistica che conforta Jannik: aver battuto dei Top Ten 10 volte negli ultimi 11 match. Non resta che continuare.

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