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Il consiglio del coach Vagnozzi a Sinner: così è cambiata la finale contro Medvedev

Sotto di un set e in difficoltà, l’allenatore ha suggerito all’altoatesino un cambio di strategia

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Il trionfo agli Australian Open ha un retroscena. C’è stato un momento in cui la partita di Sinner, che ricorderemo epica, pareva già finita. Rispondeva lento, non riusciva né ad attaccare al servizio, né a difendere sulle prime palle di Medvedev. A quel punto, con lo sguardo rivolto alla sua panchina, Jannik sembrava chiedere aiuto, come a dire: “Cosa devo fare?”. Era sotto al secondo set e la partita pareva già indirizzata.

Vagnozzi, il consiglio a Sinner

Poi, dalla panchina, si è alzato il coach Vagnozzi. E qualcosa cambia. Dal suo angolo, l’altoatesino riceve una indicazione semplice, ma per lui, evidentemente, chiarissima: “È ora di cambiare qualcosa, è ora di cambiare gioco. Stai più dietro sul servizio. Dai, eh”. Gli mima qualcosa, un gesto che forse, però, fa scattare un clic nella testa del tennista azzurro. Le risposte diventano più efficaci, Sinner riesce a conquistare due palle break. Ma soprattutto il gioco cambia. Si fa più fluido. Inizia a mettere in difficoltà il russo. Sinner perde comunque il game 6-3. Ma da quando inizia il terzo set, che qualcosa sia cambiato davvero, come chiedeva Vagnozzi, diventa ancora più evidente. E forse è nascosta lì, in quei messaggi tra il diretto e il subliminale, la chiave della trasformazione che ha portato Sinner alla vittoria.

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