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Il fratello di Sinner: ''Abbiamo visto il trionfo di Jannik da un container durante il lavoro, il successo non ci ha cambiati''

Mark, tre anni più grande del vincitore degli Australian Open, è nel team della sicurezza sanitaria nella Coppa del mondo di sci femminile. Domenica scorsa ha seguito l'impresa di Melbourne come ha potuto

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Mentre Jannik Sinner domenica scorsa conquistava a Melbourne il suo primo Slam della carriera, il fratello Mark continuava a svolgere regolarmente il proprio lavoro, nonostante Jannik stesse compiendo un'impresa storica per il tennis italiano. ''Abbiamo visto il quinto set da un container, prima riuscivamo solo a sbirciare ogni tanto il telefonino'', le parole di un collega del più grande dei figli di papà Hanspeter e mamma Siglinde, impegnato come responsabile del servizio di sicurezza sanitaria della Coppa del Mondo di sci alpino femminile.

Sinner, da Cortina a Melbourne

Nato a Rostov, in Russia, nel 1998 e adottato all'età di nove mesi, Mark Sinner oggi è un istruttore dei Vigili del Fuoco a Vilpiano, piccola frazione a pochi chilometri da Bolzano. Domenica scorsa, in concomitanza con la finale dell'Australian Open, Mark si trovava sulle nevi di Cortina d'Ampezzo dove era in calendario il Super-G femminile, vinto da Gut-Behrami. Come raccontato da un collega di Mark alla Gazzetta dello Sport, il Sinner meno famoso dei due si è dovuto arrangiare sbirciando di tanto in tanto sul cellulare il match del fratellino, in grande difficoltà nei primi due set contro Daniil Medvedev prima della leggendaria rimonta. Fortuna ha voluto che, una volta terminata la gara sciistica, Mark abbia fatto in tempo a guardare tutto il quinto e decisivo parziale: ''All'inizio eravamo in difficoltà, poi ci siamo rifugiati in un container'', racconta il collega.

Mark Sinner: ''Il successo non ci ha cambiati''

La famiglia Sinner è molto unita. Durante la cerimonia di premiazione a Melbourne, Jannik ha pubblicamente ringraziato i genitori Hanspeter e Siglinde per il ruolo fondamentale nella sua crescita. E anche il rapporto con il fratello è molto stretto. ''Il successo e la popolarità non ci hanno cambiati, la mia vita è rimasta la stessa. Continuo a fare quello che ho sempre fatto'', racconta Mark, che in una recente intervista al quotidiano Alto Adige aveva raccontato qualche aneddoto familiare: ''Sono felice dei risultati che Jannik sta ottenendo, lo seguo tutti i giorni, come mamma e papà. Qualche volta abbiamo litigato, ma facevamo subito pace. Il tennis? Ho provato a giocare con lui. Inizialmente scambiavano, poi ha preso il volo ed è stato impossibile''. Sei in buona compagnia, Mark.

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