Sinner e la protesta elegante contro l’arbitro: “Puniscimi, ma non è giusto”
Un campione, anche nelle proteste. Sta facendo il giro dei social network il video in cui Jannik Sinner, qualificato ai quarti di Indian Wells, si lamenta in modo educato con l’arbitro, senza andare in escandescenze. L’episodio al tie-break del primo set degli ottavi contro Ben Shelton, sul 2-0 per l’azzurro. Il pubblico ha applaudito il numero tre del mondo per il suo comportamento. Ma cosa è successo?
Sinner è alla battuta e si accorge che una delle palline fornite dal raccattapalle rimbalza in modo non corretto. Così ne chiede un’altra. Operazione che lo porta oltre i 25 secondi consentiti dal regolamento e che gli costa la time violation. Jannik a quel punto appare leggermente infastidito, ma perde il controllo: si fa restituire dal raccattapalle la palla rifiutata in precedenza e la porta all'arbitro per mostrargliela. Sinner poi, con grande tranquillità, dice di non essere lì per evitare il warning, ma solo per spiegare le sue ragioni e sottolineare come la palla non andasse bene. Una questione di principio per l’azzurro.
Vicini, l'arbitro dice a Sinner: "C’è qualcosa che non va con la pallina? Dillo a me, non al raccattapalle". Sinner risponde deciso: "A me non piace come rimbalza questa, per me sono palle diverse". Mentre l'arbitro di sedia prosegue sulla propria linea ("Vieni a dirlo a me se rimbalza male"), Sinner interviene di nuovo: "È tutto ok. Dammi la time violation, ma non è giusto". Giù il cappello.