Il medico dei campioni che collabora con Sinner: “Jannik ha una potenza mentale enorme, vuole migliorarsi sempre”
di Alessandra ReticoJannik Sinner ci lavora da quasi tre anni. Ayrton Senna è stato tra i primi a cercarlo. Charles Leclerc è cresciuto con lui. In sella, anche Jorge Martin. La sciatrice Mikaela Shiffrin ha bussato alla sua porta. Riccardo Ceccarelli allena la mente degli atleti, ma non solo. Medico, classe 1960, ha iniziato 35 anni fa dal motorsport per costruire un metodo di lavoro sul motore più importante: il cervello. Con strumenti scientifici e ingegneristici: mental bend, software, algoritmi, risonanze, grafici, test sotto pressione. Ha un centro di addestramento di eccellenza a Viareggio, Formula Medicine, e ha aperto una palestra a Milano con la nuova società, Mental Economy, in partnership con Pwc nella Torre di City Life. In tutto, 20 esperti a tempo pieno e 70 collaboratori.
Perché si rivolgono a voi?
“Siamo gli unici a fornire un approccio scientifico al mentale. Il che aiuta a sfatare il tabù, dovuto a mancanza di cultura e offerta, che sia un campo di indagine per chi ha problemi. In…
Jannik Sinner ci lavora da quasi tre anni. Ayrton Senna è stato tra i primi a cercarlo. Charles Leclerc è cresciuto con lui. In sella, anche Jorge Martin. La sciatrice Mikaela Shiffrin ha bussato alla sua porta. Riccardo Ceccarelli allena la mente degli atleti, ma non solo. Medico, classe 1960, ha iniziato 35 anni fa dal motorsport per costruire un metodo di lavoro sul motore più importante: il cervello. Con strumenti scientifici e ingegneristici: mental bend, software, algoritmi, risonanze, grafici, test sotto pressione. Ha un centro di addestramento di eccellenza a Viareggio, Formula Medicine, e ha aperto una palestra a Milano con la nuova società, Mental Economy, in partnership con Pwc nella Torre di City Life. In tutto, 20 esperti a tempo pieno e 70 collaboratori.
Perché si rivolgono a voi?
“Siamo gli unici a fornire un approccio scientifico al mentale. Il che aiuta a sfatare il tabù, dovuto a mancanza di cultura e offerta, che sia un campo di indagine per chi ha problemi. Invece da noi vengono sempre più aziende e manager. E i campioni che vogliono evolvere. Come Sinner: da forte è diventato fortissimo”.
Mentalmente?
“Di base ha una potenza mentale enorme, è determinato, non si arrende mai, è molto resistente di carattere. Si è fortificato crescendo da solo da quando aveva 13 anni. È solido e intelligente, aveva solo bisogno di utilizzare queste sue risorse al meglio. L’abbiamo aiutato in questo percorso, lo seguivamo a Bordighera quando era con Piatti, poi a Montecarlo e a Milano. Jannik non cerca scuse e vuole lavorare su se stesso. Concreto, coi piedi per terra, educato ai valori”.
Contano per essere forti?
“Nel suo caso, i valori lo determinano. Così gli hanno insegnato i genitori. È calato nella realtà, unisce la sua determinazione col pragmatismo e il realismo di una persona che sa che sta vivendo un’avventura che altri sognerebbero soltanto. È il ragazzo con l’ombrello che protegge la raccattapalle: si preoccupa degli altri e porta rispetto, anche a chi non è presidente della Repubblica. Non è un animale da palcoscenico e il suo manager, Alex Vittur, è come lui uno che guarda alla sostanza così come tutto il suo entourage. Sono tutti calati nel tennis e il resto — a partire dalle apparizioni a Sanremo — non è funzionale, porta via qualcosa: concentrazione, attenzione, energie mentali”.
Ci spiega il suo metodo?
“Il campione, non solo nello sport, è chi raggiunge la performance col minor dispendio energetico al livello mentale. Sprechi quando soffri le emozioni, hai pensieri negativi, sei sotto stress, sei fuori dalla zona di comfort. Mi ha stupito Oliver Bearman, che ha sostituito Carlos Sainz sulla Ferrari al gp di Gedda: ha reagito calmo, senza errori. A 18 anni parte da un’economia di base interessante. Noi alleniamo alla massima resa con la minima spesa attraverso il “mental economy training”, portiamo a sviluppare un consumometro interno di energie cerebrali. Più semplicemente, all’autoconsapevolezza: si arriva a percepire in maniera millimetrica se stessi”.
Con chi altro state lavorando?
“Abbiamo allenato il colonnello Walter Villadei, pilota della navicella che è andata sulla stazione internazionale per conto della Axiom Tre. Da due anni collaboriamo con militari italiani e americani, corpi speciali ed elicotteristi. Da questo campionato, con gli arbitri della Var di Serie A, ci vediamo una volta al mese a Milano e puntiamo a proseguire la collaborazione. Quattro club di calcio al livello Champions, tra Italia e Europa, si stanno interessando a noi. In F1 seguiamo un paio di piloti dopo averne allevati molti compreso Leclerc, Ricciardo, Ericsson. Eravamo con la Toro Rosso quando ci correva Verstappen. In MotoGp, c’è Jorge Martin e nel golf, Lorenzo Scalise. Molti atleti a caccia dei pass per Parigi. Mi chiamano da Arabia Saudita e Australia. L’ex campione olimpico della neve, Svindal, per prepararsi a correre nel campionato Porsche svedese. Shiffrin è venuta a Viareggio per 4 giorni a febbraio mentre era infortunata, è tornata nel circuito e ha vinto. Ci ha conosciuti attraverso la nazionale canadese di sci che seguivamo: ai Mondiali di Courchevel 2023 è stata battuta nello slalom da Laurence St-Germain, nostra allieva. Kilde, fidanzato della Shiffrin, sconfitto in superG dal canadese James Crawford, allenato sempre da noi. È la mentalità del campione moderno: volersi sempre migliorare”.