Paolo Canè: “Sinner ti fa vedere i fantasmi, tutti hanno paura di lui”
di Giuseppe Antonio Perrelli“Che spazzata ha preso Medvedev! Quando gioca con Sinner adesso vede i fantasmi”.
Paolo Canè, l’azzurro non aveva mai dominato così nettamente un giocatore di questo livello.
“E pensare che per me il russo con Alcaraz è l’unico nel circuito che può dargli veramente fastidio. Ma devono giocare al massimo e Jannik deve essere stanco, un po’ scarico, come è successo quando lo spagnolo ha vinto in semifinale a Indian Wells”.
Cosa è cambiato in pochi mesi?
“Lascia stare le classifiche, che poi possono cambiare dopo la fine di questo torneo: adesso Sinner è il più forte tennista al mondo. La Coppa Davis ce l’ha detto, gli Australian Open ce l’hanno confermato. Hanno tutti paura di lui, perché non sbaglia niente, non ti concede nulla. Studiano a tavolino tattiche su tattiche ma poi, quando entrano in campo, non riescono a trovare le contromisure e vengono travolti”.
“Che spazzata ha preso Medvedev! Quando gioca con Sinner adesso vede i fantasmi”.
Paolo Canè, l’azzurro non aveva mai dominato così nettamente un giocatore di questo livello.
“E pensare che per me il russo con Alcaraz è l’unico nel circuito che può dargli veramente fastidio. Ma devono giocare al massimo e Jannik deve essere stanco, un po’ scarico, come è successo quando lo spagnolo ha vinto in semifinale a Indian Wells”.
Cosa è cambiato in pochi mesi?
“Lascia stare le classifiche, che poi possono cambiare dopo la fine di questo torneo: adesso Sinner è il più forte tennista al mondo. La Coppa Davis ce l’ha detto, gli Australian Open ce l’hanno confermato. Hanno tutti paura di lui, perché non sbaglia niente, non ti concede nulla. Studiano a tavolino tattiche su tattiche ma poi, quando entrano in campo, non riescono a trovare le contromisure e vengono travolti”.
Eppure Medvedev era in gran forma.
“Altroché! Era arrivato fino alla finale di Indian Wells e si era presentato a questa semifinale senza aver perso neanche un set. Ma i rapporti di forza si sono capovolti: prima quando Jannik vinceva contro tennisti di questo livello, aveva compiuto una grande impresa. Adesso è vero il contrario: sono gli altri che devono fare i numeri per batterlo, giocare i match perfetti, quelli che ti riescono una volta ogni tanto, mica sempre. Insomma, l’impresa la devono fare i suoi avversari. E ho detto tutto”.
Il match con Medvedev è durato un’ora e nove minuti.
“Ma si è visto subito come finiva. Pronti, via e Sinner se n’è andato, perché Medvedev non ha iniziato al 100% e Jannik non l’ha perdonato. Ma non è stata questa la partita più difficile di Sinner a Miami”.
L’unico capace di portarlo al terzo set è stato l’olandese Griekspoor nei sedicesimi di finale.
“Lì ha rischiato tanto perché non ha giocato bene, ma ha vinto in rimonta un grande match, che vale doppio. Mi è piaciuto tanto quello che ha detto dopo, a caldo: “Bisogna portare a casa queste partite e trovare le soluzioni giuste anche quando non sei al massimo”. I campioni fanno questo”.
Cosa succederà nei prossimi mesi a Jannik?
“Sarà sempre meglio. Sinner può avere qualche passaggio a vuoto, qualche momento di stanchezza. Ma ha programmato molto bene la stagione. E sarà sempre di più lui l’uomo da battere”.