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Internazionali d’Italia, Sinner non c’è ma l’Italia resta fortissima

Jannik Sinner (ansa)
Nonostante l’assenza del suo campione, il tennis azzurro a Roma può puntare sulla forza di movimento che negli ultimi 6 anni ha vinto 33 tornei Atp
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Va bene, non c’è Jannik Sinner. Però, come amava dire un famoso direttore degli Internazionali, Carlo Della Vida, “il torneo è importante perché ci viene la gente, non perché vengono i giocatori”. Se questo assunto (molto sintetizzato) è vero, considerando il numero dei biglietti già acquistati per l'edizione 2024, il successo è assicurato. Certo è che se poi i giocatori, soprattutto quelli italiani, non danno il loro contributo, al boom non si arriva. E, oggettivamente, possiamo dire che gli ultimi sei anni del tennis italiano sono stati formidabili. Abbiamo iniziato con la semifinale di Marco Cecchinato al Roland Garros 2018, fino alla finale di Wimbledon 2021 di Matteo Berrettini per chiudere (a oggi) con il trionfo agli Australian Open 2024 di Jannik Sinner senza sottovalutare e dimenticare la storia Insalatiera di Malaga, la Coppa Davis edizione 2023.

Va bene, non c’è Jannik Sinner. Però, come amava dire un famoso direttore degli Internazionali, Carlo Della Vida, “il torneo è importante perché ci viene la gente, non perché vengono i giocatori”. Se questo assunto (molto sintetizzato) è vero, considerando il numero dei biglietti già acquistati per l'edizione 2024, il successo è assicurato. Certo è che se poi i giocatori, soprattutto quelli italiani, non danno il loro contributo, al boom non si arriva. E, oggettivamente, possiamo dire che gli ultimi sei anni del tennis italiano sono stati formidabili. Abbiamo iniziato con la semifinale di Marco Cecchinato al Roland Garros 2018, fino alla finale di Wimbledon 2021 di Matteo Berrettini per chiudere (a oggi) con il trionfo agli Australian Open 2024 di Jannik Sinner senza sottovalutare e dimenticare la storia Insalatiera di Malaga, la Coppa Davis edizione 2023.

I numeri sono dalla parte del tennis italiano

Poi ci sono i numeri. Copiosi e generosi, che confortano e confermano di come il tennis italiano abbia aperto un ciclo che mai si era visto. Il primo, il più vistoso, è un 33: i tornei Atp vinti da un italiano, sempre dal 2018 a oggi (il miglior anno il 2021, con sette sigilli). Ma se volessimo pensare al movimento (in passato si polemizzava su cosa fosse meglio: avere un fuoriclasse o un certo numero di giocatori nella Top 100), ecco il riscontro che taglia la testa al toro: ben 11 tennisti hanno sfondato la Top 100, e abbiamo anche il numero 2 del mondo (per ora).

Poi: abbiamo parlato dei tornei vinti. E delle finali? Cioè di chi ha visto il traguardo ma è stato beffato sul più bello? Beh, ne abbiamo perse 51 negli ultimi sei anni (soltanto nel 2021 erano 13). Un’enormità, a pensarci bene mordendoci le dita per le occasioni perse.

Sono dati che già basterebbero, ma perché fermarci? Grazie a Sinner e Berrettini abbiamo raggiunto 12 volte i quarti di finale degli Slam (sono in perfetta parità, 6 ciascuno), cui poi va aggiunto quello di Cecchinato. Se volgiamo all’indietro lo sguardo nei precedenti sei anni, ci sforzeremo inutilmente nella ricerca: zero. Infine, e poi davvero chiudiamo, un occhio alla classifica. Ebbene, ben 38 tennisti azzurri hanno fatto il loro ingresso nella Top 100, sempre in sei anni sia chiaro. Ecco, questi i fatti, il resto sono chiacchiere. Non c’è Jannik Sinner (sempre viva Jannik), ma godiamoci ugualmente il Foro Italico, location impagabile. Che lo spettacolo inizi.

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