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Sinner, ritorno alla normalità: come sta e cosa ci ha detto la vittoria su Eubanks

Jannik Sinner (afp)
Esordio agevole per l’azzurro, ora il francese Gasquet
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Alle 11.11 è cominciato il Roland Garros di Jannik Sinner. In perfetta sintonia con i colori del Roland Garros: sapremo a posteriori se la maglia orange era un look in omaggio ai suoi capelli o alla terra rossa di Parigi.

Va bene, va bene: andiamo subito alle domande: come sta? Come ha giocato? Ha provato dolore? È sembrato dolorante?

Dunque: ci ha messo qualche minuto per riprendere confidenza, e dopo nove minuti di gioco il primo break, alle 11.20, al buon Cristopher Eubanks.

Tranquillo, concentrato e paziente: così è apparso il tennista azzurro, che è sembrato subito aver vita facile contro un avversario con le caratteristiche di attaccante, dunque non per una sueprficie come quella del Roland Garros.

Un avversario perfetto per scrollarsi un po’ di ruggine, recuperare gli automatismi, riprendere confidenza con la partita agonistica (l’allenamento è pur sempre un’altra cosa).

Alle 11.11 è cominciato il Roland Garros di Jannik Sinner. In perfetta sintonia con i colori del Roland Garros: sapremo a posteriori se la maglia orange era un look in omaggio ai suoi capelli o alla terra rossa di Parigi.

Va bene, va bene: andiamo subito alle domande: come sta? Come ha giocato? Ha provato dolore? È sembrato dolorante?

Dunque: ci ha messo qualche minuto per riprendere confidenza, e dopo nove minuti di gioco il primo break, alle 11.20, al buon Cristopher Eubanks.

Tranquillo, concentrato e paziente: così è apparso il tennista azzurro, che è sembrato subito aver vita facile contro un avversario con le caratteristiche di attaccante, dunque non per una sueprficie come quella del Roland Garros.

Un avversario perfetto per scrollarsi un po’ di ruggine, recuperare gli automatismi, riprendere confidenza con la partita agonistica (l’allenamento è pur sempre un’altra cosa).

Ha effettuato scivolate, scelto smorzate, perfino discese a rete: non sono stati visibili sintomi di fatica. Nemmeno quando, per caso, ha poggiato le mani sui fianchi. Quasi a toccarsi le anche (tutte e due, sì).

Tecnicamente non è stato il miglior Sinner, ma come avrebbe mai potuto esserlo? Non giocava una partita da Madrid: il 30 aprile, contro Karen Khachanov.

In conclusione: Sinner ha portato a casa il match, ha gestito l’avversario ma soprattutto se stesso. Ora avrà un giorno e mezzo per preparare il prossimo turno (verosimilmente mercoledì, contro il francese Gasquet, altro ex cliente di Riccardo Piatti) e – come è solito dire – ‘sentire’ il suo corpo, vedere il fisico come reagisce.

Intanto, domani, si godrà in poltrona l’esordio di Djokovic. Nel mondo degli appassionati di tennis c’è già fermento per la classifica virtuale Atp che dà Sinner numero uno (al serbo sono stati tolti i 2000 punti della vittoria a Parigi 2023): ogni match sarà per Novak come quello dell’ultima spiaggia per salvare la leadership: se perdesse con il francese Herbert il sorpasso sarebbe automatico. E storico.

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