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Nadal fuori al Roland Garros. “Ma non è un addio, ne riparliamo dopo le Olimpiadi”

Lo spagnolo sconfitto dal tedesco Zverev, il re di Roma. “Voglio concedermi un’altra chance”
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Parigi ha perso il suo Cesare, Rafael Nadal, alle 18.26 del 27 maggio 2024. Ma, almeno, il Roland Garros ha avuto la fortuna di poterlo salutare in campo, sul Suo campo, tributando l’ultimo omaggio al campione più amato, cosa che — per esempio — Wimbledon non ha potuto fare con Roger Federer.

C’era la folla dei momenti importanti: c’era Djokovic. C’era Alcaraz. Perfino Swiatek intenta a scattare foto ricordo. Lo Chatrier pieno zeppo, esaurito come fosse il 9 giugno, giorno della finale.

E chapeau ad Alexander Zverev, che ha vinto la partita (in tre set) e rafa nadal repubblica

ha fatto un passo indietro, a fine match, lasciando il palcoscenico a Nadal («Non è il mio momento») unendosi all’applauso collettivo. Il tutto dopo aver vinto una partita del tipo “solo contro tutti”, un po’ come Djokovic nella finale di Wimbledon 2019 contro Federer.

(afp)

Chissà che da questo match non si potrà poi tratta u…

Parigi ha perso il suo Cesare, Rafael Nadal, alle 18.26 del 27 maggio 2024. Ma, almeno, il Roland Garros ha avuto la fortuna di poterlo salutare in campo, sul Suo campo, tributando l’ultimo omaggio al campione più amato, cosa che — per esempio — Wimbledon non ha potuto fare con Roger Federer.

C’era la folla dei momenti importanti: c’era Djokovic. C’era Alcaraz. Perfino Swiatek intenta a scattare foto ricordo. Lo Chatrier pieno zeppo, esaurito come fosse il 9 giugno, giorno della finale.

E chapeau ad Alexander Zverev, che ha vinto la partita (in tre set) e rafa nadal repubblica

ha fatto un passo indietro, a fine match, lasciando il palcoscenico a Nadal («Non è il mio momento») unendosi all’applauso collettivo. Il tutto dopo aver vinto una partita del tipo “solo contro tutti”, un po’ come Djokovic nella finale di Wimbledon 2019 contro Federer.

(afp)

Chissà che da questo match non si potrà poi tratta una storia cinematografica, per il grande spessore di cultura sportiva espresso e vissuto da tutti: pubblico, giocatori, giudici e raccattapalle. Tanta commozione ma nessuna lacrima. Come voleva Rafa Nadal, finto burbero e invece grande, grandissimo sportman. Fiero agonista che ha accettato la possibilità di un’uscita di scena anticipata, lui che aveva perso solo tre volte nelle sue diciotto partecipazioni, e mai al primo turno. Lui, che aveva perso solo 48 match sui 527 giocati sulla terra rossa.

È finita? No, perché ci sarà un secondo Roland Garros: le Olimpiadi. Per le quali lo spagnolo rinuncerà a Wimbledon (vedrete), per darsi la chance di chiudere in bellezza. «Visto che ero competitivo? C’è mancato poco, e Zverev è al top. Per questo non dico oggi che vado in pensione: dopo un anno e mezzo che non mi sono dato una vera possibilità, ora che sono un po’ più sano, smetto? Vedete, sono un ragazzo semplice. Mi piace quello che faccio. Sono appassionato di sport, della competizione. Mi piace allenarmi, mi piace giocare a tennis. Sono in un momento diverso della mia vita personale, viaggio con mio figlio, mia moglie, sai. Mi sto godendo questi momenti e mi dico: se continuo a divertirmi e mi sento abbastanza competitivo e in salute, posso e voglio andare avanti per un po’. Non so per quanto tempo, ma per un po’». La grandezza di Rafa Nadal. «Se è stata l’ultima volta qui va bene, sono in pace con me stesso. Gli altri sono venuti a vedermi? Significa che ho dato un’eredità positiva. Ma datemi due mesi, riparliamone dopo le Olimpiadi. Oggi no».

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