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L’urlo di Berrettini in finale a Stoccarda. Sinner riparte da Halle

Matteo Berrettini, 28 anni 

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Matteo domina il derby con Musetti e sfida Draper per il titolo. Jannik debutta lunedì con Griekspoor e farà anche il doppio
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Se non esce al primo turno, allora è finale. Così va il 2024 di Matteo Berrettini: cinque tornei, tre finali (una persa a Phoenix, una vinta a Marrakech e un’altra oggi a Stoccarda) e due eliminazioni al via (Miami e Montecarlo), ma in fondo sembra anche una costante della sua vita, saliscendi da montagne russe. “Sono felice, sono stati due anni difficili con tutti gli infortuni che ho patito...” ha detto in Germania a fine match, dopo aver avuto la meglio nell’inedito derby azzurro (mai una semifinale tutta italiana) contro Lorenzo Musetti, durato in realtà un set, il primo: dopo averlo incassato (salvando tre palle break, 0-40 sul servizio del 5-4),

Berrettini ha visto Musetti uscire dal match senza ottenere nemmeno più un game. Per il romano ci sono numeri simbolicamente interessanti: la 40ª vittoria sull’erba e la 14ª finale in carriera (ha vinto otto delle tredici disputate finora), la terza a Stoccarda (dove ha già vinto nel 2019 e nel 2022 e, trionfando, potrebbe eguagliare Raf…

Se non esce al primo turno, allora è finale. Così va il 2024 di Matteo Berrettini: cinque tornei, tre finali (una persa a Phoenix, una vinta a Marrakech e un’altra oggi a Stoccarda) e due eliminazioni al via (Miami e Montecarlo), ma in fondo sembra anche una costante della sua vita, saliscendi da montagne russe. “Sono felice, sono stati due anni difficili con tutti gli infortuni che ho patito...” ha detto in Germania a fine match, dopo aver avuto la meglio nell’inedito derby azzurro (mai una semifinale tutta italiana) contro Lorenzo Musetti, durato in realtà un set, il primo: dopo averlo incassato (salvando tre palle break, 0-40 sul servizio del 5-4),

Berrettini ha visto Musetti uscire dal match senza ottenere nemmeno più un game. Per il romano ci sono numeri simbolicamente interessanti: la 40ª vittoria sull’erba e la 14ª finale in carriera (ha vinto otto delle tredici disputate finora), la terza a Stoccarda (dove ha già vinto nel 2019 e nel 2022 e, trionfando, potrebbe eguagliare Rafa Nadal). Di fronte l’inglese Jack Draper, n. 40 Atp: “Non abbiamo mai giocato prima, mi sa che sarà una battaglia di servizi” dice Berrettini, anticipando quello che sarà il tema tattico.

A prescindere dall’esito di oggi, restano due dati significativi. Primo: Berrettini sembra aver superato la convalescenza. Secondo: la sua presenza nel tabellone di Wimbledon sarà un bel problema per chiunque dovrà incontrarlo. L’erba ha guarito e rivitalizzato il romano che ha già guadagnato trenta posizioni risalendo al n. 65 della classifica. Vincendo, ne scalerebbe altri dieci, arrivando al 55.

Sinner non trova Alcaraz, che farà il Queen’s

Dopo la finale Berrettini si sposterà da Stoccarda ad Halle Westfalen, dove l’Italia resta indiscussa protagonista, numero uno assoluta: c’è Jannik Sinner al suo primo torneo da leader mondiale nel singolare, e ci sono Simone Bolelli/Andrea Vavassori prime teste di serie nel torneo di doppio. Avranno tutti lo stesso avversario, Tallon Griekspoor. L’olandese affronterà lunedì Sinner in singolare e poi, insieme al tedesco Struff, il doppio azzurro.

Sarà un test subito probante, per l’altoatesino. "Sicuramente Tallon è molto pericoloso. Ma un torneo così è difficile, e questo lo sapevamo. Poi bisogna aggiungere che l’erba richiede adattamento ed è la superficie che te ne dà di meno, ovviamente pensando all’obiettivo finale che è Wimbledon. Sono contento di tornare a giocare qui, in Germania”. Sinner farà anche il doppio con il polacco Hurkacz: debutto martedì contro gli americani Withrow e Lammons. In Germania Sinner è accompagnato da Darren Cahill che, dopo il Roland Garros, s’è riposato qualche giorno in Romania (dove ha lasciato molti amici dopo aver allenato per anni Simona Halep). L’altro coach, Simone Vagnozzi, li raggiungerà direttamente a Londra per i primi allenamenti a Wimbledon. “Sì, perché il verde non è uguale e bisogna prenderci le misure”. Non ci sarà incrocio con il grande rivale Carlos Alcaraz: lo spagnolo campione del Roland Garros ha scelto di giocare il Queen’s, dove difende il titolo e i punti del 2023. Appuntamento per la rivincita rimandato a luglio.

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