Lorenzo Musetti: “Io, romantico del tennis, al Queen’s per il titolo”
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA — «Sono orgoglioso di me, finalmente». Completo giallo canarino, colore della felicità e finalmente del sole di Londra, Lorenzo Musetti ha appena obliterato il 6-3 7-5 contro l’inglese Harris. Dopo il punto decisivo e un periodaccio, si tuffa sull’erba posh del Queen’s e urla liberazione. Oggi la semifinale contro l’australiano Jordan Thompson, che ha eliminato Taylor Fritz, qui l’unico vincitore di un Atp 500 oltre al 22enne carrarino (Amburgo 2022). Carlos Alcaraz invece, campione in carica e dell’ultimo Roland Garros, è stato affondato giovedì dal mancino inglese Draper e scivolerà al n. 3 del mondo. E Alex De Minaur lo aveva buttato fuori proprio Musetti all’esordio a West London, la sua prima vittoria sull’erba contro un top ten.
Musetti, è già il suo miglior risultato sul tappeto verde. Oggi le tocca Thompson. Pensa di vincere il Queen’s? Yes, we can?
«Penso a una partita per volta. Thompson sarà un avversario tosto. Ma oggi sono emozionato, dopo un periodo difficile. E …
LONDRA — «Sono orgoglioso di me, finalmente». Completo giallo canarino, colore della felicità e finalmente del sole di Londra, Lorenzo Musetti ha appena obliterato il 6-3 7-5 contro l’inglese Harris. Dopo il punto decisivo e un periodaccio, si tuffa sull’erba posh del Queen’s e urla liberazione. Oggi la semifinale contro l’australiano Jordan Thompson, che ha eliminato Taylor Fritz, qui l’unico vincitore di un Atp 500 oltre al 22enne carrarino (Amburgo 2022). Carlos Alcaraz invece, campione in carica e dell’ultimo Roland Garros, è stato affondato giovedì dal mancino inglese Draper e scivolerà al n. 3 del mondo. E Alex De Minaur lo aveva buttato fuori proprio Musetti all’esordio a West London, la sua prima vittoria sull’erba contro un top ten.
Musetti, è già il suo miglior risultato sul tappeto verde. Oggi le tocca Thompson. Pensa di vincere il Queen’s? Yes, we can?
«Penso a una partita per volta. Thompson sarà un avversario tosto. Ma oggi sono emozionato, dopo un periodo difficile. E certo posso vincere il Queen’s: ho fiducia e consapevolezza di andare in fondo. Un torneo così prestigioso sarebbe un sogno».
E manca pure Alcaraz.
«Penso a concentrarmi su me stesso. Se faccio le mie cose giuste e in maniera autoritaria, posso dar fastidio a tutti. Sono orgoglioso del mio ultimo mese».
Perché?
«Avevo perso la fiducia, dopo i brutti risultati. Ora gioco con autorità e consapevolezza. Con questo atteggiamento posso ribaltare partite che prima non sarei riuscito, vedi contro De Minaur qualche giorno fa».
Quando è arrivata la svolta?
«Mi hanno aiutato i due recenti Challenger per mettere partite e continuità nelle gambe. C’è stato quell’intoppo del secondo set contro Berrettini a Stoccarda. Non doveva succedere. Ma a Parigi sono andato molto bene e quel match perso contro Djokovic paradossalmente mi ha aiutato. Perché mi sono concentrato sulle cose da migliorare, soprattutto la gestione della partita. Ora ne sto raccogliendo i frutti».
Anche in ottica Wimbledon, dove potrebbe mancare proprio Nole?
«Assolutamente sì. Posso fare meglio del terzo turno dell’anno scorso. Sinner e Alcaraz sono un passo avanti. Ma dietro siamo in tanti a scalpitare, inclusi Berrettini e Draper. Io mi trovo sempre più a mio agio sull’erba, si adatta bene al mio stile. So che non faccio giocare bene gli avversari con il mio tennis diverso...».
Come il suo rovescio a una mano.
«Ho cominciato così a 4 anni. Mio padre era infatuato da quella sua generazione di tennisti a una mano. Non ho più cambiato. Mi crea un po’ di problemi nelle risposte. Ma è il colpo che mi viene più naturale. E mi permette di variare molto il gioco».
Da Sinner in giù, questa è una generazione stellare del tennis italiano. Lei che posto vuole occupare?
«Vorrei essere riconosciuto come un atipico. Diverso da tutti e dal gioco moderno. L’unico italiano di questa cerchia col rovescio a una mano. Cerco di riportare il passato di questo sport, attualizzandolo. A fine carriera, vorrei tanto essere ricordato come un romantico del tennis».
A proposito di romanticismi: pochi mesi fa è nato il suo primo bambino. Enzo Ferrari diceva che un figlio costa un secondo in pista a un pilota. Per lei?
«Non è una distrazione, affatto. È il regalo più bello della vita, per me e la mia compagna. È una gioia immensa svegliarmi con il suo sorriso. Ora è lui che mi dà la forza e la motivazione per continuare e crederci ogni giorno, anche nei momenti più bui».