Sinner pronto per Wimbledon: “Non guardo la classifica”
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA — È il numero uno al mondo, «ma ancora non ho raggiunto il 100% del mio potenziale», confessa quando gli chiediamo a che punto della sua carriera si trovi. Jannik Sinner continua a far sognare gli italiani e, alla vigilia del torneo più prestigioso, arriva a Wimbledon da favorito insieme al campione in carica Carlos Alcaraz e il totem Novak Djokovic, ginocchio permettendo. «È un superuomo», scherza lo spagnolo.
Sinner contro Hanfmann al primo turno
Eppure, tutte le pressioni sembrano scivolare addosso al 22enne prodigio italiano. Che domenica esordisce a Church Road contro il tedesco Yannick Hanfmann, 32 anni, n. 85, qui sempre sconfitto. Prima di un possibile derby contro Matteo Berrettini: «Per me, nonostante tutto, giocare a tennis è ancora un hobby», spiega candido Sinner, «anche in grandi occasioni come queste. Perciò amo questo sport: penso a divertirmi. Sono un uomo fortunato».
LONDRA — È il numero uno al mondo, «ma ancora non ho raggiunto il 100% del mio potenziale», confessa quando gli chiediamo a che punto della sua carriera si trovi. Jannik Sinner continua a far sognare gli italiani e, alla vigilia del torneo più prestigioso, arriva a Wimbledon da favorito insieme al campione in carica Carlos Alcaraz e il totem Novak Djokovic, ginocchio permettendo. «È un superuomo», scherza lo spagnolo.
Sinner contro Hanfmann al primo turno
Eppure, tutte le pressioni sembrano scivolare addosso al 22enne prodigio italiano. Che domenica esordisce a Church Road contro il tedesco Yannick Hanfmann, 32 anni, n. 85, qui sempre sconfitto. Prima di un possibile derby contro Matteo Berrettini: «Per me, nonostante tutto, giocare a tennis è ancora un hobby», spiega candido Sinner, «anche in grandi occasioni come queste. Perciò amo questo sport: penso a divertirmi. Sono un uomo fortunato».
Sinner: “Rispetto a un anno fa sono cresciuto”
«Essere testa di serie n. 1 non conta per me» assicura Jannik, «così come la celebrità. Mi sento protetto, mi circondo di persone che mi vogliono bene». E poi, «ogni anno è diverso, penso partita per partita. Mi sento molto bene. Il mio sogno è raggiungere il 100% del mio potenziale». E quando arriverà al suo zenit? «Non lo so. Forse a 28, 29 anni, quando hai più esperienza e il tuo corpo è maturato. Nel frattempo, l’importante è migliorare le semifinali dell’anno scorso. Da allora sono cresciuto in tante cose, come nel servizio».
Alcaraz: “Difficile riconfermare la vittoria di un anno fa”
Alcaraz lo teme, insieme a Djokovic, «anche perché in genere mi servono alcune partite per entrare in forma», dichiara il 21enne spagnolo. «Ma mi sento alla grande. La sconfitta al Queen’s, qualche giorno fa, mi ha permesso di concentrarmi sui movimenti, sui colpi sull’erba. Sarà molto difficile ripetersi quest’anno, soprattutto dopo aver vinto il Roland Garros, ma ci proverò».
L’infortunio di Djokovic
Djokovic, sette volte campione da queste parti, si presenta guascone in sala stampa, dopo tutti i misteri e le speculazioni degli ultimi giorni: «Volete sapere del mio ginocchio, vero?». Risate. Poi spiega: «Dopo l’intervento ho chiesto lumi a Taylor Fritz e Lindsey Vonn, che hanno avuto infortuni simili in passato. Mi hanno spiegato come comportarmi. Mi sono allenato qui negli ultimi giorni e sinora è andato tutto bene». Ma non sarà un rischio? «Ancora non lo so», ammette il 37enne serbo, «ma non potevo mancare, soprattutto qui a Wimbledon. Avevo un desiderio incredibile di esserci. Non so come andrà. Ma ci sono anch’io per il titolo». Popcorn. E fragole con la panna.