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Djokovic si arrabbia a Wimbledon con il pubblico: cosa è successo

Djokovic si arrabbia a Wimbledon con il pubblico: cosa è successo
(reuters)

Il serbo batte Rune e a fine match polemizza contro chi tifava il danese intonando ‘Ruuune’: “Conosco i vostri trucchetti”

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LONDRA – La polemica è nella coda. Novak Djokovic ha vinto, è nei quarti a Wimbledon e si è liberato in tre set di Holger Rune: intervista di rito ma, al microfono, il serbo sbotta, augurando la buonanotte a modo suo ad alcuni tifosi: "Guuuuud night….” (dalla pronuncia di good...). E poi spiega il suo punto di vista. “So che tifavano per Rune ma quella è una scusa per fare dei buuu... conosco tutti i trucchi. Ho giocato in ambienti molto più ostili. Ragazzi, non potete toccarmi. Rispetto le persone che sono venute per vedere tennis, che amano il tennis, ma non queste che hanno scelto di mancare di rispetto al giocatore. Per questo auguro loro una guuuud night”.

Gli insulti e i buu a Djokovic

Durante il match parte del pubblico aveva intonato cori del tipo "Ruuuune", per cui Djokovic ha realizzato di essere il bersaglio. Cosa che ha ribadito anche nel dopo match, a domanda su come possa intervenire il torneo per evitare casi simili in futuro. “Non so cosa possa fare Wimbledon in merito. Voglio dire, in quei particolari momenti in cui succede, la folla ha pagato il biglietto. Ha il diritto di essere lì e di tifare come vuole. È assolutamente qualcosa che i tifosi scelgono, come comportarsi o come scegliere di supportare il giocatore, dipende davvero da loro. Sì, potresti sostenere che forse un giudice di sedia, o chiunque altro, debba intervenire in certi momenti e calmarli, ma non c'è molto che tu possa fare. Non farai fuori l'intera sezione della folla o dello stadio perché si comportano male o mostrano mancanza di rispetto. È semplicemente così. Fa parte dello sport”.

"In realtà è uno dei motivi principali per cui siamo qui, per cui il torneo è così importante storicamente e per cui siamo stati riconosciuti a livello mondiale come tennisti, è per via dei fan, per l'interesse che mettono nel guardare le partite di tennis, nel pagare i biglietti, nel mettersi in coda per venire. Lo rispetto. Cerco di riconoscerlo. L'ho detto in campo: tutti i veri appassionati di tennis che rispettano i giocatori, ovviamente, sosterranno un giocatore o l'altro. Ovviamente dipende solo da loro. È del tutto comprensibile che abbiano la libertà di scegliere chi sostenere nella partita. Ma se qualcuno oltrepassa il limite, reagisco. Per questo ho detto quello che ho detto”.

I precedenti

Non è certo la prima volta che Djokovic battibecca con il pubblico: nel finale di stagione 2023 il serbo è stato particolarmente sollecitato: a Bercy, con dei parigini maleducati che gli avevano contestato il ‘toilet break’. Poi a Torino, alle Atp Finals, lo si era visto mimare i gesti di un direttore d’orchestra, a mo’ di direzione dei cori dei tifosi (contro di lui). La settimana successiva, in Coppa Davis a Malaga, aveva polemizzato contro dei tifosi inglesi, mandandogliele a dire: “In Coppa Davis c'è sempre la possibilità di incontrare persone irrispettose. Mi hanno dato fastidio ed è una mancanza di rispetto. Ho reagito duramente. Non permetto questo tipo di atteggiamento anche se so che queste cose in Coppa Davis accadono. Possono fare quello che vogliono ma risponderò sempre".

E anche quest’anno, agli Australian Open, addirittura la sfida verbale con un singolo tifoso, presumibilmente australiano, che gli aveva detto qualcosina durante il match contro il tennista di casa Popyrin. “Che hai detto? Vieni a dirmelo in faccia, se hai il coraggio, Vieni”.

C’è un dato, però. Ogni volta che Djokovic viene solleticato, i suoi detrattori ottengono il risultato opposto: gli alzano il livello di adrenalina e infatti Djokovic migliora il suo rendimento. E proprio a Wimbledon dovrebbero saperlo visto che, nella famosa finale del 2019 contro Federer, il serbo trionfò nonostante avesse lo stadio totalmente contro, che tifò a squarciagola per lo svizzero ma in modo normale, senza insulti.

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