Musetti da applausi a Wimbledon, ma contro Djokovic non basta ancora
dal nostro inviato Paolo RossiLONDRA - Non c’è stata l’epica dei poemi, ma soltanto un paio di singoli gesti, magìe che hanno letteralmente mandato sì in sollucchero gli esteti del tennis, ma non sufficienti per sconfiggere un gigante come Novak Djokovic, che festeggia la sua decima finale a Wimbledon.
L’applauso del Centrale per Musetti
Exit, dunque, per Lorenzo Musetti a Wimbledon. Il carrarino è stato accompagnato dal lungo applauso del Centrale, una standing ovation per il suo talento e i due incredibili colpi, due passanti (uno di rovescio e uno di dritto) sfoggiati durante la semifinale. “Mi vedete, sono triste ma non abbacchiato. Ho poco da recriminare: ho cercato di tirare fuori il meglio di me, ma lui non me l’ha permesso. Non ho mai incontrato un Djokovic di questo livello, credo che il suo tipo…
LONDRA - Non c’è stata l’epica dei poemi, ma soltanto un paio di singoli gesti, magìe che hanno letteralmente mandato sì in sollucchero gli esteti del tennis, ma non sufficienti per sconfiggere un gigante come Novak Djokovic, che festeggia la sua decima finale a Wimbledon.
L’applauso del Centrale per Musetti
Exit, dunque, per Lorenzo Musetti a Wimbledon. Il carrarino è stato accompagnato dal lungo applauso del Centrale, una standing ovation per il suo talento e i due incredibili colpi, due passanti (uno di rovescio e uno di dritto) sfoggiati durante la semifinale. “Mi vedete, sono triste ma non abbacchiato. Ho poco da recriminare: ho cercato di tirare fuori il meglio di me, ma lui non me l’ha permesso. Non ho mai incontrato un Djokovic di questo livello, credo che il suo tipo di gioco si adatti all’erba, anzi sia la superficie ad esaltarlo. In fondo ha perso solo la finale dell’anno scorso, dal 2018. Quindi non devo dire altro...”.
In fondo non era questa la partita che “doveva” vincere, “per questo mi porto via solo sensazioni positive, e l’idea di poter battere chiunque”. Ha perso in tre set, Musetti, cedendo i punti chiave. Per il resto il livello del tennis è stato davvero alto. “Mi sento come un fiore che rinasce, sì. Non si è trattato di seguire allenamenti extra di tennis. Penso fosse solo una valutazione di me stesso, cercare di cambiare le cose, avere più responsabilità in campo e cercare di crescere. Poi, man mano che cresci nella vita, man mano che diventi più maturo, puoi fare esattamente la stessa cosa anche in campo, ed è quello che ora cerco di fare. Partendo dagli allenamenti, dai dettagli della giornata, da come affrontare una partita e certi suoi momenti”. Imparare anche dalla sconfitta. “Esatto. Da una partita come quella di oggi posso semplicemente imparare, migliorare me stesso anche in quella parte”.
La finale Alcaraz-Djokovic
Wimbledon avrà il suo remake, richiesto a gran voce: una finale Alcaraz-Djokovic. “Carlos vincerà tanti Slam, spero non nei prossimi due giorni. E poi quando mi sarò ritirato, tra quindici anni” ha scherzato a fine match il serbo che, rispetto alle prime partite sembra davvero avere recuperato la forma fisica. “Non mi è sembrato avesse problemi nei movimenti” ha confermato Musetti. Il quale prova a guardare avanti, e gli obiettivi sono interessanti e suggestivi. “Giocherò Umago, e poi ci sono le Olimpiadi. Per me è un onore indossare la maglia azzurra, che siano i Giochi oppure la Coppa Davis o le competizioni a livello juniores che mi sono capitate. Confesso che a Tokyo non ho vissuto l’atmosfera olimpica, colpa del Covid. Invece a Parigi, al Roland Garros, diventa interessante”.
Il doppio con Sinner e le Finals
Poi ci sarà anche il doppio con Sinner. “Sì, penso che nel doppio olimpico con Jannik l’intesa sarà immediata, anche perché non ci saranno schemi: siamo due ragazzi talentuosi che cercheranno di colmare il non essere doppisti specializzati”. E poi c’è il vero “gol” che vorrebbe segnare il toscano, che lunedì sarà n. 16 del mondo (+9 rispetto a inizio Wimbledon): “Le Atp Finals di Torino. Mi piacerebbe tanto giocarle. E, adesso posso dirlo, ho la seconda parte della stagione a mio favore, se faccio buoni risultati: rispetto all’anno scorso non ho punti da difendere". In questo momento, nella Race che definisce gli otto partecipanti, Musetti è n. 14, dunque le possibilità ci sono e i nomi da scavalcare sono intuibili: il greco Tsitsipas, l’australiano De Minaur e il norvegese Ruud, se facessero qualche passo falso. Ma il destino è realmente nelle mani, pardon nella racchetta, di Musetti stesso. Non deve fare altro che desiderarlo.