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Musetti, umiltà e talento per sgambettare Djokovic. E Sinner se ne va al mare (con Anna)

Lorenzo Musetti, 22 anni (afp)
Il toscano sfida Nole in semifinale. Coach Tartarini: “Non ha niente da perdere”. Carovana di tifosi da Carrara. Jannik in vacanza in Costa Smeralda con la fidanzata Kalinskaya
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LONDRA – Sliding doors e destini che cambiano. Il primo è quello di Jannik Sinner che, suo malgrado, ha noleggiato un aereo privato e da Londra è sbarcato in Costa Smeralda per smaltire la delusione dell’uscita anzitempo da Wimbledon. Non ci è andato da solo, ma con Anna Kalinskaya, la fidanzata anche lei triste per l’infortunio al polso che le è costato il ritiro dallo stesso torneo Slam. “Vogliamo regalarci un week end?” deve averle proposto Jannik, consapevole che una simile congiuntura astrale difficilmente si sarebbe potuta ripetere. E così è iniziata una nuova fase della vita di Sinner: in passato, nei momenti tristi, aveva sempre cercato rifugio nelle sue montagne, a casa in famiglia.

Sinner, l’operazione Olimpiadi

Non stavolta: per staccare ha scelto il mare dorato, un modo per conoscersi meglio, anche lontano dagli sguardi protettivi dei team. Due ragazzi, due fidanzati, semplicemente in vacanza. Fino a domenica, quando il volo di ritorno atterrerà a Nizza e poi, da m…

LONDRA – Sliding doors e destini che cambiano. Il primo è quello di Jannik Sinner che, suo malgrado, ha noleggiato un aereo privato e da Londra è sbarcato in Costa Smeralda per smaltire la delusione dell’uscita anzitempo da Wimbledon. Non ci è andato da solo, ma con Anna Kalinskaya, la fidanzata anche lei triste per l’infortunio al polso che le è costato il ritiro dallo stesso torneo Slam. “Vogliamo regalarci un week end?” deve averle proposto Jannik, consapevole che una simile congiuntura astrale difficilmente si sarebbe potuta ripetere. E così è iniziata una nuova fase della vita di Sinner: in passato, nei momenti tristi, aveva sempre cercato rifugio nelle sue montagne, a casa in famiglia.

Sinner, l’operazione Olimpiadi

Non stavolta: per staccare ha scelto il mare dorato, un modo per conoscersi meglio, anche lontano dagli sguardi protettivi dei team. Due ragazzi, due fidanzati, semplicemente in vacanza. Fino a domenica, quando il volo di ritorno atterrerà a Nizza e poi, da martedì, ricominceranno gli allenamenti verso le Olimpiadi, e questo vale soprattutto per Sinner.

Jannik Sinner 

Musetti contro re Djokovic

Invece l’altra porta che si è aperta e mostra l’accesso a un altro mondo è quella di Lorenzo Musetti che, stasera - dal tardo pomeriggio in poi - sfiderà Novak Djokovic per un posto al sole, ossia la finale nel tempio del tennis. Entreranno in campo conoscendo già l’altro finalista, perché alle 14.30 si affronteranno Carlos Alcaraz e Daniil Medvedev. “Lorenzo si è regalato Djokovic in semifinale a Wimbledon, che cos’avrà mai da perdere?” ha detto ieri Simone Tartarini, coach e per l’occasione anche organizzatore di eventi: parte della sua vigilia l’ha trascorsa per preparare l’arrivo dall’Italia della carovana di tifosi carrarini, che quest’oggi non faranno mancare il sostegno all’azzurro.

La tattica per fermare Djokovic

Il serbo naturalmente è favorito, anche per via degli scontri diretti. Eppure, proprio l’analisi delle sfide precedenti mostra dei dati da non sottovalutare con leggerezza: “Djokovic ama palleggiare, cosa che non dispiace neppure a Lorenzo” spiega Tartarini che si è tolto qualche soddisfazione con quest’impresa, essendo sempre finito sul banco degli imputati per la ritardata esplosione del suo pupillo. “Nole cercherà dei colpi vincenti? Non è nella sua natura, ma di certo va evitato il fianco, con il suo lungolinea di rovescio...”.

Novak Djokovic, 37 anni (afp)

Il precedente al Roland Garros

Ma che Djokovic soffra in qualche maniera Musetti lo si è visto al Roland Garros in due diversi anni, dove i match sono entrambi stati decisi dal quinto set, a vantaggio del più esperto. Eppure oggi le cose appaiono diverse: il serbo non ha ancora vinto nulla, in questo 2024. Mentre Musetti sembra davvero aver allontanato le ansie da prestazione, le crisi di panico del passato, certi atteggiamenti in campo e tentativi di addossare le sconfitte a motivi futili. Ha trovato il giusto mix di umiltà e talento come sportivo, che si aggiunge a una serenità familiare che lo ha rafforzato come uomo. Ha, certo, dovuto effettuare un lavoro su di sè, “Mi sono guardato dentro, ho lavorato su di me” e con l’uomo il tennis ha ritrovato il suo esteta, tanto in fiducia da lanciare il guanto di sfida in diretta tv, alla fine del quarto di finale contro Taylor Fritz: “Djokovic è leggenda, non c’è nessuno che ha realizzato quello che lui ha fatto qui a Wimbledon. Ma io sono un ragazzo ambizioso, e vorrei giocarmela. Per cui vi aspetto per una bella semifinale, e una grande battaglia sportiva”. Lorenzo Musetti è ragazzo d’onore, ci tiene a onorare le promesse.

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