L’ovazione di Wimbledon per Paolini, la finalista sconfitta che ci rende orgogliosi
dal nostro inviato Paolo RossiLONDRA – L’applauso è immenso, come quello che le ha tributato il Centrale. Per il talento, la fierezza, l’impegno. L’essere stata tutto quello che è stata in queste due settimane. L’unica, singola parola è: peccato. Ma, a parte tutto questo, l’analisi è che Jasmine Paolini ha portato aria nuova, nel tennis mondiale. Una nuova via, un nuovo modo di giocare, di approcciare le cose. È diventata la risposta alla potenza delle amazzoni dell’Est, un antidoto con la sua esplosività, la sua rapidità nei movimenti in campo, il controtempo e gli attacchi a rete.
«la cronaca della finale di Wimbledon»
Non le è riuscito il colpaccio fino alla fine, ma due finali Slam consecutive, nei due Majors più tradizionali che esistano – Roland Garros e Wimbledon – la consacrano definitivamente. Ecco, quella ragazza che faticava a credere in se stessa ora non deve far altro che sciogliere i lacci che magari ancora ne rallentano qualche sfogo tattico. La sconfitta al terzo set contro Barbora Krejcikova al te…
LONDRA – L’applauso è immenso, come quello che le ha tributato il Centrale. Per il talento, la fierezza, l’impegno. L’essere stata tutto quello che è stata in queste due settimane. L’unica, singola parola è: peccato. Ma, a parte tutto questo, l’analisi è che Jasmine Paolini ha portato aria nuova, nel tennis mondiale. Una nuova via, un nuovo modo di giocare, di approcciare le cose. È diventata la risposta alla potenza delle amazzoni dell’Est, un antidoto con la sua esplosività, la sua rapidità nei movimenti in campo, il controtempo e gli attacchi a rete.
«la cronaca della finale di Wimbledon»
Non le è riuscito il colpaccio fino alla fine, ma due finali Slam consecutive, nei due Majors più tradizionali che esistano – Roland Garros e Wimbledon – la consacrano definitivamente. Ecco, quella ragazza che faticava a credere in se stessa ora non deve far altro che sciogliere i lacci che magari ancora ne rallentano qualche sfogo tattico. La sconfitta al terzo set contro Barbora Krejcikova al terzo set (6-2, 2-6, 6-4) è il punto da cui ripartire.
Paolini lascia comunque Londra con un signor assegno (dettaglio non trascurabile) e con una nuova responsabilità: da oggi è la nuova icona del tennis italiano, e ne dovrà portare le responsabilità, oltre che gli onori. Ma siamo certi che non si farà condizionare dal peso che l’attende.
Jasmine Paolini dopo la finale persa a Wimbledon: "Sono triste ma sorrido: ho vissuto un sogno"