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L’ovazione di Wimbledon per Paolini, la finalista sconfitta che ci rende orgogliosi

Jasmine Paolini (reuters)
La vittoria di Krejcikova al terzo set non cancella il 2024 strepitoso di Jasmine. Che, dopo aver lavorato tanto sulle proprie insicurezze, ora è una certezza del tennis mondiale
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LONDRA – L’applauso è immenso, come quello che le ha tributato il Centrale. Per il talento, la fierezza, l’impegno. L’essere stata tutto quello che è stata in queste due settimane. L’unica, singola parola è: peccato. Ma, a parte tutto questo, l’analisi è che Jasmine Paolini ha portato aria nuova, nel tennis mondiale. Una nuova via, un nuovo modo di giocare, di approcciare le cose. È diventata la risposta alla potenza delle amazzoni dell’Est, un antidoto con la sua esplosività, la sua rapidità nei movimenti in campo, il controtempo e gli attacchi a rete.

«la cronaca della finale di Wimbledon»

Non le è riuscito il colpaccio fino alla fine, ma due finali Slam consecutive, nei due Majors più tradizionali che esistano – Roland Garros e Wimbledon – la consacrano definitivamente. Ecco, quella ragazza che faticava a credere in se stessa ora non deve far altro che sciogliere i lacci che magari ancora ne rallentano qualche sfogo tattico. La sconfitta al terzo set contro Barbora Krejcikova al te…

LONDRA – L’applauso è immenso, come quello che le ha tributato il Centrale. Per il talento, la fierezza, l’impegno. L’essere stata tutto quello che è stata in queste due settimane. L’unica, singola parola è: peccato. Ma, a parte tutto questo, l’analisi è che Jasmine Paolini ha portato aria nuova, nel tennis mondiale. Una nuova via, un nuovo modo di giocare, di approcciare le cose. È diventata la risposta alla potenza delle amazzoni dell’Est, un antidoto con la sua esplosività, la sua rapidità nei movimenti in campo, il controtempo e gli attacchi a rete.

«la cronaca della finale di Wimbledon»

Non le è riuscito il colpaccio fino alla fine, ma due finali Slam consecutive, nei due Majors più tradizionali che esistano – Roland Garros e Wimbledon – la consacrano definitivamente. Ecco, quella ragazza che faticava a credere in se stessa ora non deve far altro che sciogliere i lacci che magari ancora ne rallentano qualche sfogo tattico. La sconfitta al terzo set contro Barbora Krejcikova al terzo set (6-2, 2-6, 6-4) è il punto da cui ripartire.

Paolini lascia comunque Londra con un signor assegno (dettaglio non trascurabile) e con una nuova responsabilità: da oggi è la nuova icona del tennis italiano, e ne dovrà portare le responsabilità, oltre che gli onori. Ma siamo certi che non si farà condizionare dal peso che l’attende.

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