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Renzo Furlan, coach di Paolini: “Jasmine è nella sua bolla, il successo non la cambierà”

Jasmine Paolini (afp)
Intervista al tecnico della finalista italiana di Wimbledon, esplosa nel 2024: “La vera svolta è stata l’ingresso tra le prime 30, perché ha potuto evitare sorteggi sfigati. Ma il tabellone non lo guardiamo mai”
2 minuti di lettura

LONDRA — Non chiedete di bagordi e bisbocce, restereste delusi. Renzo Furlan è rimasto lo stesso, esattamente com’era da giocatore, anche oggi che è il coach di Jasmine Paolini, ha 54 anni ed è il principale “segreto” dell’esplosione tennistica della ventottenne toscana. Furlan, veneto ex numero 19 del mondo è notoriamente uomo di poche parole, sagge e puntute, e va sempre dritto allo scopo. La notte post Wimbledon è servita per preparare il ritorno, fare le valigie.

Renzo, e adesso?

«Bisogna fare solo una cosa: recuperare le energie perché la stagione è lunga, ancora molto lunga».

Ma un minimo di festa l’avrete pur fatta: avete scritto pagine di storia del tennis...

«Il giusto, ma capisco che non ci crederete: per me è ancora troppo fresco il ricordo di Parigi, del Roland Garros. Figuriamoci Wimbledon... ho appena rimesso piede in Italia, dobbiamo somatizzare e ci vorrà del tempo».

LONDRA — Non chiedete di bagordi e bisbocce, restereste delusi. Renzo Furlan è rimasto lo stesso, esattamente com’era da giocatore, anche oggi che è il coach di Jasmine Paolini, ha 54 anni ed è il principale “segreto” dell’esplosione tennistica della ventottenne toscana. Furlan, veneto ex numero 19 del mondo è notoriamente uomo di poche parole, sagge e puntute, e va sempre dritto allo scopo. La notte post Wimbledon è servita per preparare il ritorno, fare le valigie.

Renzo, e adesso?

«Bisogna fare solo una cosa: recuperare le energie perché la stagione è lunga, ancora molto lunga».

Ma un minimo di festa l’avrete pur fatta: avete scritto pagine di storia del tennis...

«Il giusto, ma capisco che non ci crederete: per me è ancora troppo fresco il ricordo di Parigi, del Roland Garros. Figuriamoci Wimbledon... ho appena rimesso piede in Italia, dobbiamo somatizzare e ci vorrà del tempo».

E va bene. Però tutti gli italiani vogliono conoscere il segreto del boom di Jasmine.

«Anche qui credo che faticherete: la vera svolta è stata l’anno scorso, quando Jasmine è entrata tra le prime trenta del mondo».

Ok, ma adesso è cinque del mondo...

«Corretto. Ma entrando tra le prime trenta si diventa teste di serie. Cosa voglio dire? Che se andate a guardare i risultati di Jasmine, prima, vedrete che ha sempre trovato delle giocatrici forti al primo turno».

Il famoso sorteggio sfortunato.

«Esatto. Sfigato è la parola giusta, e possiamo usarla. Evitate le rivali toste, Jasmine è avanzata nei tornei, ha preso fiducia in se stessa e lo stiamo vedendo».

E arriviamo a oggi.

«Un attimo: l’altra svolta, l’altro clic, sicuramente è stato il torneo di Dubai, il Master 1000. Vincerlo le ha regalato la definitiva botta di consapevolezza».

Ma non sta semplificando troppo?

«Poi c’è il lavoro, naturale. Ma quello è automatico, è ovvio».

Come si fa a essere così tranquilli dopo questi risultati?

«Ognuno ha il suo carattere. Siamo così. Lo sono io, lo è Jasmine».

Quindi riformulo la domanda: quale congiunzione astrale vi ha fatto incontrare?

«Il destino, quello cinico e baro».

Scherzi a parte, ora sapete quel che vi attende?

«E cosa sarebbe, di grazia?».

Aspettative, notorietà, apparizioni in tv, mille altre domande.

«Bah, di che parliamo: Jasmine sa gestire la pressione, e per noi non cambia di una virgola il programma di lavoro».

Ah, ce l’avete un programma.

«Carpe diem. Un giorno per volta. Stop, non si va oltre».

Come sarebbe a dire?

«Che noi non guardiamo mai il tabellone, qualsiasi torneo giochiamo. Solo il primo turno. Cosa ci penso a fare ai quarti, se non supero i primi quattro turni?».

Non ci credo.

«È così. Vinta una partita, ci si concentra sulla successiva. Non si sgarra, siamo fatti così e lavoriamo così nel team».

Viene da dire: fantastico. Ma nessuno fa lo spoiler, svela chi si potrebbe incrociare eccetera eccetera?

«No, perché non parliamo con le altre tenniste, perché dovremmo? Abbiamo, chiamiamola così, la nostra bolla. Quindi...».

Per chiudere: i rapporti tra di voi? S’è mai arrabbiato con lei?

«Ma certo: noi ci confrontiamo, a volte anche con toni sopra le righe. Ma sia chiaro, sempre con il linguaggio giusto, da entrambe le parti...».

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