Sinner da urlo, sempre più padrone del tennis. Il trionfo a Cincinnati e un 2024 da favola
di Paolo RossiQui comando io. Molto semplicemente, e molto sinteticamente. Jannik Sinner nella notte ha sovrastato Frances Tiafoe (7-6 6-2), l’altro finalista al torneo di Cincinnati. Categoria Masters 1000, cioè giusto un gradino più sotto degli Slam. Il termine “comandare” non è usato a caso. Il body language dell’azzurro, per tutto il match, è stato esattamente quello.
La scelta di Sinner
Giocava negli Stati Uniti contro un americano, non ha mai esultato/esagerato nel comportamento. Ha mostrato dei colpi clamorosi, in risposta a degli attacchi ritenuti vincenti da Tiafoe senza la minima emozione. Da numero uno. Ha accettato la sfida del tipo “vediamo chi tira più forte”, “vediamo chi tira più veloce”, e abbiamo assistito a degli scambi da videogame, con le braccia dei tennisti …
Qui comando io. Molto semplicemente, e molto sinteticamente. Jannik Sinner nella notte ha sovrastato Frances Tiafoe (7-6 6-2), l’altro finalista al torneo di Cincinnati. Categoria Masters 1000, cioè giusto un gradino più sotto degli Slam. Il termine “comandare” non è usato a caso. Il body language dell’azzurro, per tutto il match, è stato esattamente quello.
La scelta di Sinner
Giocava negli Stati Uniti contro un americano, non ha mai esultato/esagerato nel comportamento. Ha mostrato dei colpi clamorosi, in risposta a degli attacchi ritenuti vincenti da Tiafoe senza la minima emozione. Da numero uno. Ha accettato la sfida del tipo “vediamo chi tira più forte”, “vediamo chi tira più veloce”, e abbiamo assistito a degli scambi da videogame, con le braccia dei tennisti che andavano a velocità innaturali, oggettivamente. In tutto questo Sinner non ha fatto una piega. Ha accettato e aspettato che Tiafoe si sfiatasse, che la sua energia diminuisse, che si stancasse. Ha conquistato il dodicesimo tie-break degli ultimi tredici disputati, e per farlo ci vuole una testa di ferro.
Quinto titolo nel 2024
Lo sapevamo, vero? Non fosse così, Jannik Sinner non sarebbe il leader del tennis da undici settimane. Non avrebbe vinto – in questa stagione – uno Slam, due Masters 1000 e due Atp 500. E neppure 48 partite delle 53 disputate. Sono numeri da urlo: per l’altoatesino è il titolo numero 15 in carriera, la quinta coppa alzata quest’anno (ha vinto tutte le finali giocate), il terzo Masters 1000 della carriera, l’unico ad averne vinti due quest’anno (prima di Cincinnati aveva trionfato a Miami). E le classifiche? Ha 2300 punti di vantaggio sul numero 2 (Djokovic), e 1440 sul n. 2 della Race (Alcaraz), che è il ranking che porta a Torino, alle Atp Finals. Ah, scusate: per queste è già ufficialmente qualificato già da Ferragosto.
La continuità di Sinner
Il vero dato spaventoso è la continuità che sta dando alla sua annata: in ogni torneo che ha disputato è sempre riuscito ad approdare almeno ai quarti di finale. Come disse Simone Vagnozzi, il coach, a inizio stagione: “L’obiettivo? Arrivare in fondo ai tornei: se ci si riesce, qualcosa si prende”. Aveva capito tutto.
Sinner: “Pronto per gli Us Open”
Prossima tappa gli US Open, ultimo Slam dell’anno al via lunedì prossimo: "Sono felice, è stata una settimana dura – ha detto Sinner dopo la finale -. Questa partita è stata mentalmente complicata. Entrambi venivamo da semifinali lunghe, con tanta tensione. Sono felice della mia prestazione, di come ho gestito la partita e tutta la settimana. Sono pronto a giocare gli US Open, spero di recuperare al meglio. E' il nostro obiettivo principale per questa parte di stagione in Nord America, spero di poter mostrare del bel tennis a Flushing Meadows”.