Alex Michelsen dalla racchetta magica. Leggeva Harry Potter e guardava Star Wars, il biondino ribelle dal talento fantascientifico. Il ventenne classe 2004, il più giovane americano a entrare in top 200 Atp, giovedì 29 agosto sfiderà Jannik Sinner nel secondo turno degli Us Open. A tre anni colpiva rovesci nel suo garage di Laguna Hills in California, oggi è il tennista numero 49 al mondo. Prima di prendere la racchetta in mano, ha giocato a baseball e a calcio, ispirato dal suo atleta preferito, Lionel Messi. Poi “ho scelto il tennis perché lo trovo molto più divertente della maggior parte degli sport e soprattutto perché sono una persona molto competitiva”.
Figlio di tennisti universitari, un genio a volte sregolato
Figlio di due ex tennisti universitari, cresce con gli insegnamenti della madre Sondra, con cui si è allenato ogni giorno fino all'età di 15 anni. Poi il debutto nel circuito juniores, dove ha disputato due finali di doppio nei tornei del Grande Slam, vincendo quella a Wimbledon nel 2022. Lo stesso anno dell’esordio tra i professionisti, dove ha già raggiunto tre finali Atp 250. L’ultima a Winston Salem, sconfitto da Lorenzo Sonego 6-0 6-3. Contro l’azzurro un gesto di frustrazione ha macchiato la sua prestazione: dopo aver subito un break l’americano ha scagliato la pallina verso l’alto, centrando una spettatrice in tribuna. Michelsen ha subito chiesto scusa, ma ha rischiato la squalifica, vista la natura antisportiva del gesto. La giudice di sedia Aurelie Tourte però ha preferito infliggere soltanto un warning. Ora l’americano ritrova Sinner dopo averlo già affrontato al secondo turno del Cincinnati Open (6-4 7-5 per il numero uno al mondo), l’ultimo Masters 1000 vinto dall’azzurro. Grande collezionista di monete, Michelsen non vuole perdere un’occasione così prestigiosa.