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Il malessere di Alcaraz, battuto da Ruud: “Mi è mancato il respiro”. Rischio Sinner in semifinale

Carlos Alcaraz, 21 anni 

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Lo spagnolo battuto in due set dal norvegese: “Mi sono svegliato con problemi allo stomaco, speravo passassero ma non è stato così. Facevo fatica a respirare quando lo scambio si allungava”
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TORINO. La prima grande delusione per il pubblico in estasi tennistica è arrivata ben prima delle cinque della tarde, il protagonista spagnolo dell’arena ha sparato palline fuori dalle righe e quando invece le ha degnate di morbide carezze le ha mandate a baciare la rete. C’è un ma: Carlitos Alcaraz non stava bene. “Mi sono svegliato con problemi allo stomaco, speravo che mi passassero nel riscaldamento ma non è stato così, facevo fatica a respirare quando lo scambio si allungava”. Poi, però, c’è l’altro ma: la pazienza. Che il suo principale rivale coltiva da sempre come un’arma decisiva, mentre lui continua a combatterla, in campo. Vittima del tanto talento, forse, di sicuro troppo alla ricerca del colpo vincente sempre e comunque. E nel tennis di oggi, nel quale tutti sono sempre tirati a lucido e ci arrivano e ribattono, questo non è possibile. Troppi errori, palle break sprecate — nel primo game, tanto per far capire la giornata, 15-40 sul servizio di Ruud, un dritto fuori, un ro…

TORINO. La prima grande delusione per il pubblico in estasi tennistica è arrivata ben prima delle cinque della tarde, il protagonista spagnolo dell’arena ha sparato palline fuori dalle righe e quando invece le ha degnate di morbide carezze le ha mandate a baciare la rete. C’è un ma: Carlitos Alcaraz non stava bene. “Mi sono svegliato con problemi allo stomaco, speravo che mi passassero nel riscaldamento ma non è stato così, facevo fatica a respirare quando lo scambio si allungava”. Poi, però, c’è l’altro ma: la pazienza. Che il suo principale rivale coltiva da sempre come un’arma decisiva, mentre lui continua a combatterla, in campo. Vittima del tanto talento, forse, di sicuro troppo alla ricerca del colpo vincente sempre e comunque. E nel tennis di oggi, nel quale tutti sono sempre tirati a lucido e ci arrivano e ribattono, questo non è possibile. Troppi errori, palle break sprecate — nel primo game, tanto per far capire la giornata, 15-40 sul servizio di Ruud, un dritto fuori, un rovescio facile facile sparato a mezza rete — e un vantaggio netto nel secondo (5-2) dilapidato con un break subito male e un parziale di cinque game a zero per il norvegese. Un campionario di orrori, ovvero la sublimazione degli errori, talmente ripetuti che dal pubblico — che pure lo ama magari solo un po’ meno di Sinner — sono partiti fischi.

Alcaraz: “Non cerco scuse ma mi mancava il respiro”

Okay, non stava bene, e questo nell’esasperazione attuale dei gesti fa molta differenza. "Non ne parlo mai di solito, non voglio cercare scuse e nemmeno togliere i meriti a Casper che ha giocato benissimo, però facevo davvero fatica a trovare il respiro quando si saliva di intensità. Mi era già successo la scorsa settimana mentre mi allenavo poi arrivato qui a Torino mi sembrava un problema superato, nei giorni scorsi in campo stavo bene ma si sa che un conto è l’allenamento, un altro la partita”.

In aggiunta, il tema stanchezza mentale, un nuovo capitolo dopo quello firmato il giorno prima da Daniil Medvedev. "Sono stanco mentalmente, lo siamo tutti, chi dice che è fresco scherza. Tante partite, pochi giorni di stacco, di riposo vero. Ho accumulato ore, giorni, con tornei in ogni parte del mondo. È dura. Eppure quest’anno è meglio dello scorso, ma io devo trovare il modo di offrire il mio miglior tennis anche quando sono stanco di testa”. Cosa che il suo amico rivale Sinner sa fare invece perfettamente e questo marca la differenza attuale.

Rischio con Sinner in semifinale

La sconfitta 6-1, 7-5 in un’ora e venticinque minuti con Casper Ruud — giocatore di grande sapienza tattica, il più sottovaluto dai tuttologi del tennis — può adesso aprire scenari nuovi nella Finals. Alcaraz potrebbe finire secondo nel girone e incrociare Sinner (che stasera affronta Fritz) già in semifinale. A domanda precisa, ha risposto con un sorriso. "Devo pensare giorno per giorno, in questo momento non posso guardare alla semifinale, se continuo a stare come contro Casper perdo e esco, ma il tennis e le Finals specialmente, con la loro formula, ti consentono di recuperare. Vedremo come mi sentirò”.

Con un precedente recentissimo: un anno fa Alcaraz perse il primo incontro, con Zverev, poi arrivò comunque in semifinale, sconfitto nettamente da Djokovic. Che non è qui ma il suo fantasma di campione in carica si aggira nei corridoi. E tutti sperano che consegni la corona a Sinner.

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