TORINO – Il ritorno dei fantasmi del passato. Così, all’improvviso. Sembrava imbattibile, Sascha Zverev, non solo per come aveva vinto a Parigi ma soprattutto per quello che aveva mostrato qui, dalla prima all’ultima partita di qualificazione, con Alcaraz. Invece, ad un tratto, la paura che tante volte gli ha frenato il braccio è riapparsa e si è impadronita nuovamente di lui. Rendendolo meno efficace, soprattutto meno aggressivo. Si è arrivati comunque al tiebreak del terzo set. Ma lì Taylor Fritz ha completato il suo miglior lavoro della stagione sfruttando le opportunità, ovvero un regalo del tedesco, e giocando bene sul suo servizio. 6-3, 3-6, 7-6 il punteggio in due ore e ventuno. E prima sorpresa vera del torneo. L’americano affronterà il vincente di Sinner-Ruud.
Fritz, vittoria meritata
Vittoria meritata per un Taylor Fritz ispirato. Giocare leggero, senza il peso del pronostico. È lì il segreto di tutto, entrando in campo leggero Fritz ha fatto andare il braccio, special…
TORINO – Il ritorno dei fantasmi del passato. Così, all’improvviso. Sembrava imbattibile, Sascha Zverev, non solo per come aveva vinto a Parigi ma soprattutto per quello che aveva mostrato qui, dalla prima all’ultima partita di qualificazione, con Alcaraz. Invece, ad un tratto, la paura che tante volte gli ha frenato il braccio è riapparsa e si è impadronita nuovamente di lui. Rendendolo meno efficace, soprattutto meno aggressivo. Si è arrivati comunque al tiebreak del terzo set. Ma lì Taylor Fritz ha completato il suo miglior lavoro della stagione sfruttando le opportunità, ovvero un regalo del tedesco, e giocando bene sul suo servizio. 6-3, 3-6, 7-6 il punteggio in due ore e ventuno. E prima sorpresa vera del torneo. L’americano affronterà il vincente di Sinner-Ruud.
Fritz, vittoria meritata
Vittoria meritata per un Taylor Fritz ispirato. Giocare leggero, senza il peso del pronostico. È lì il segreto di tutto, entrando in campo leggero Fritz ha fatto andare il braccio, specialmente nel primo set, come raramente gli è capitato mentre Zverev, che era il grandissimo favorito, è tornato a steccare il dritto se non a giocarlo senza spinta, il suo punto debole è riapparso come nei peggiori sogni. Tutto si giocava sui turni di servizio, quattordici minuti per i primi cinque game raccontavano tutto, poi un break di Fritz che gli è valso l’allungo. Nel secondo, break al quarto gioco di Zverev che poi ha rischiato, ne ha salvata una e ha pareggiato, non solo nel conteggio dei set ma anche dei game. Inevitabile terzo. Le occasioni, in questi casi, vanno prese, tre palle break a testa, nessuna trasformata. Si è arrivati al tiebreak e l’errore clamoroso di rovescio, il suo colpo migliore, al secondo punto è costato il match a Zverev, il grande sconfitto.
Fritz: “Bravo e fortunato”
“Con Sascha è così, bisogna riuscire a cogliere l’occasione, sono stato bravo e fortunato” ha spiegato Fritz, che riporta gli Usa all’ultimo atto delle Finals diciotto anni dopo James Blake. “E’ stupendo arrivare in finale qui”. Curiosità. Attimo Var al trentaduesimo minuto quando l’arbitro ha chiamato un doppio rimbalzo su un recupero di Zverev. Due minuti di attesa perché l’immagine non partiva poi il video ha decretato l’errore arbitrale con esultanza di Zverev e delusione di Fritz che aveva chiuso facilmente al volo. Punto da rifare e errore dell’americano. Seconda curiosità. Debutto di Thiago Motta tra gli spettatori, applausi, qualche fischio all’inquadratura e un forza Juve. Certamente non il boato di quando è apparso Sinner nello spot del caffè. Ma si sa, Sinner ormai batte tutti.