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Azzurro Davis, l’Italia raccontata attraverso otto finali

Azzurro Davis, l’Italia raccontata attraverso otto finali

Il Collettivo Banfield ripercorre le sfide dal 1960 allo scorso anno, aggiungendo al racconto sportivo gli aspetti storici e culturali del paese

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Le imprese di Nicola Pietrangeli, Adriano Panatta, Jannik Sinner (e tanti altri) insieme al racconto del boom economico, degli anni di piombo, della nascita di Google e dell'era contemporanea. In "Azzurro Davis", libro uscito lo scorso 2 ottobre edito da "Rai Libri", il Collettivo Banfield ripercorre oltre 60 anni di tennis raccontando le otto finali che l'Italia ha disputato dal 1960 al 2023 in Coppa Davis, unendo alle gesta sportive, gli aspetti socio-storico-culturali del nostro Paese.

Da Pietrangeli alla prima Davis nel '76

All'interno del volume troviamo otto capitoli, dove vi è il racconto di grandi sfide sportive e umane e di come sia cambiato il Belpaese toccando argomenti come politica, costume, spettacolo e società civile. Si parte da Nicola Pietrangeli e Orlando Sirola che trascinarono l’Italia alla prima finale di Davis nel 1960 (sconfitta dall’Australia), anno in cui il Paese era in pieno boom economico e cercava di affermarsi come potenza industriale e culturale, per arrivare alla prima storica affermazione del 1976 in Cile realizzata da Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci e Antonio Zugarelli, che rappresentò un momento di unità nazionale e orgoglio, in un periodo non facile per la patria.

Il trionfo del 2023 con Sinner

Il racconto prosegue, passando per Gaudenzi, Sanguinetti, Nargiso, fino all'edizione del 2023 a Malaga (quando la Davis ha già da diversi anni cambiato format), dove viene celebrata l’impresa di Jannik Sinner e del team capitanato da Volandri, che conquistarono la seconda coppa a distanza di 47 anni dalla prima: atleti cresciuti in un’Italia che intanto ha fatto passi da gigante in termini di tecnologia, cultura e apertura verso il mondo.

''Raccontiamo la storia dell'Italia''

Il libro è frutto del lavoro del Collettivo Banfield, una formazione letteraria variabile fondata da Diego Mariottini nel 2016, nota per le sue opere incentrate su tematiche e protagonisti sportivi. ''Il Collettivo Banfield - dice Mariottini - si occupa sempre di personaggi ed eventi sportivi in grado di andare oltre i fatti in sé. Qui, con Azzurro Davis, c’è la storia italiana degli ultimi sessant’anni. Dal boom economico alla globalizzazione passando attraverso gli anni di piombo, il crollo del Muro di Berlino e la rivoluzione digitale. Il tennis di Pietrangeli, Panatta, Bertolucci, Sinner e via via tutti gli altri ha avuto il potere di incollarci agli schermi, di farci sentire ancor più italiani. Se pensiamo alle otto finali di Coppa Davis siamo ancora in credito con la sorte ma alla nostra squadra attuale non è precluso alcun traguardo. In totale controtendenza rispetto al momento del nostro Paese. Un lavoro in team di ricerca e di scrittura faticoso ma anche sorprendente, al quale nessuno aveva pensato''.

Attesa e speranza per Malaga

Gli autori che hanno contribuito ad Azzurro Davis (Lucio Biancatelli, Germana Brizzolari, Lorenzo Fabiano, Diego Mariottini, Matteo Mosciatti, Alessandro Nizegorodcew, Andrea Pelliccia e Carlo Rinaldi) sono accomunati dalla passione per lo sport e dalla capacità di raccontarlo non solo come competizione, ma come fenomeno culturale e sociale. E chissà che, in vista delle Finals della Davis 2024 in programma dal 19 al 24 novembre a Malaga, il libro non si arricchisca di un capitolo aggiuntivo. Sinner e compagni d'altronde hanno tutte le carte in regole per bissare il trionfo di 12 mesi fa.

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