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Swiatek e il doping “senza colpa significativa”: similitudini e differenze con il caso Sinner

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La polacca è stata fermata per assunzione involontaria di Trimetazidina: lo stop si esaurirà il 4 dicembre. A meno che non intervenga, come nel caso dell’azzurro, la Wada
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ROMA – Tennis e doping, ci risiamo. Dopo Jannik Sinner tocca a Iga Swiatek, attuale n.2 della classifica Wta — ma n.1 al momento del controllo positivo — dover rispondere dell’assunzione non intenzionale di una sostanza. Non il Clostebol contenuto nel Trofodermin, come nel caso dell’altotesino, ma la Trimetazidina, un farmaco per la cura di patologie cardiache e circolatorie. La contaminazione, secondo quanto riporta l’Itia (l’agenzia che si occupa di corruzione e doping nel tennis) nel dispositivo — un mese di squalifica totale — , è avvenuta a causa di un medicinale contenente melatonina assunto in Polonia dalla vincitrice del Roland Garros (6-2 6-1 in finale su Jasmine Paolini) per via dei problemi di jet lag e disturbi del sonno. Il controllo positivo (fuori competizione) è datato 12 agosto, il giorno prima dell’inizio del Cincinnati Open, dove Swiatek venne poi battuta in semifinale dall’attuale n.1 del mondo, Aryna Sabalenka. Considerate le risultanze del colloquio con la tennis…

ROMA – Tennis e doping, ci risiamo. Dopo Jannik Sinner tocca a Iga Swiatek, attuale n.2 della classifica Wta — ma n.1 al momento del controllo positivo — dover rispondere dell’assunzione non intenzionale di una sostanza. Non il Clostebol contenuto nel Trofodermin, come nel caso dell’altotesino, ma la Trimetazidina, un farmaco per la cura di patologie cardiache e circolatorie. La contaminazione, secondo quanto riporta l’Itia (l’agenzia che si occupa di corruzione e doping nel tennis) nel dispositivo — un mese di squalifica totale — , è avvenuta a causa di un medicinale contenente melatonina assunto in Polonia dalla vincitrice del Roland Garros (6-2 6-1 in finale su Jasmine Paolini) per via dei problemi di jet lag e disturbi del sonno. Il controllo positivo (fuori competizione) è datato 12 agosto, il giorno prima dell’inizio del Cincinnati Open, dove Swiatek venne poi battuta in semifinale dall’attuale n.1 del mondo, Aryna Sabalenka. Considerate le risultanze del colloquio con la tennista e il suo staff e il fatto che al medicinale si può avere accesso in Polonia senza prescrizione medica, il livello di colpa della 23enne cinque volte vincitrice di tornei dello Slam è stato valutato come il più lieve nel campo dell’assunzione involontaria.

La squalifica e i tornei saltati

La polacca ha preso parte agli Us Open, ma, dopo aver saputo della positività (il 12 settembre) non ha giocato a causa della sospensione provvisoria (22 settembre-4 ottobre) nei tornei di Seul, Pechino e Wuhan. “Per motivi personali” la sua spiegazione, allora. Nel frattempo il suo entourage ha scoperto la provenienza della positività, la polacca ha richiesto l’interruzione dello stop e la Itia non si è opposta: di lì il ritorno in campo alle Wta Finals di Riad (2 vittorie e una sconfitta, eliminata al round robin) e nella Final 8 di Bjk Cup (Polonia eliminata dall’Italia). Per completare il mese complessivo di squalifica le restano 8 giorni, da scontare ora, a tornei finiti, più la decurtazione dei premi e dei punti guadagnati a Cincinnati. Swiatek ha accettato la sanzione il 27 novembre. Il 4 dicembre tutto sarà alle spalle.

Similitudini e differenze con il caso Sinner

Un danno tutto sommato lieve. A meno che, come nel caso di Sinner — punito con la decurtazione dei premi e dei punti guadagnati a Indian Wells, ma senza un vero e proprio periodo di squalifica — , la Wada o l’agenzia antidoping polacca (la Polada) non facciano appello al Tas di Losanna, la cassazione dello sport. In quel caso tutto tornerebbe in discussione. Una, ma fondamentale la differenza rispetto al caso Sinner: quella di Swiatek è un’assunzione diretta che è stata valutata come evitabile. Sinner, contaminato dall’azione del suo fisioterapista, era stato giudicato senza “nessuna colpa”. Swiatek non ha “nessuna colpa significativa”. D’altro canto, però, il farmaco assunto dalla polacca non recava sull’etichetta la dicitura “doping”. La stessa è invece presente sul Trofodermin.

"Notti insonni”

“Negli ultimi due mesi e mezzo” ha scritto Swiatek su Instagram “sono stata sottoposta a un rigoroso procedimento da parte dell’Itia, che ha confermato la mia innocenza. L’unico test antidoping positivo nella mia carriera, che mostra un livello incredibilmente basso di sostanza vietata di cui non avevo mai sentito parlare prima, ha messo in discussione tutto ciò per cui ho lavorato così duramente per tutta la mia vita. So di non aver fatto nulla di male, ma è stata la peggiore esperienza della mia vita. Ho pianto molto e ho trascorso molte notti insonni”.

(reuters)

I casi nello sport

La Trimetazidina è uno stimolante utilizzato per la sua azione anti-ischemica. Insieme ad un gran numero di altri farmaci, la sostanza era stata rinvenuta a fine 2021 nei campioni della pattinatrice Kamila Valieva, squalificata per quattro anni dal Tas. La Trimetazidina è al centro della vicenda dei 23 nuotatori cinesi positivi nel 2021 ma mai squalificati: la Wada ha accettato la giustificazione della contaminazione alimentare, attirandosi su di sé però tantissime polemiche. Sul doping non intenzionale è al lavoro una task force voluta dalla Wada nel 2022 e aperta al contributo di scienziati e studiosi. La materia è assai controversa. Tanto che Karen Moorhouse, Ceo della Itia, ha dichiarato sul caso Swiatek: “È bene ricordare che la regolamentazione di questo tipo di sostanze non è la stessa ovunque”.

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