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Sinner è agli ottavi, tutto facile con Giron: “Prima della partita ho fatto un pisolino”

Jannik Sinner (reuters)

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Il numero uno al mondo rivela di aver dormito prima del match con lo statunitense. Ora lo aspetta il danese Rune, che ha eliminato Berrettini
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Melbourne – Un pisolino per restare il numero uno. “Il sonno è fondamentale, per un atleta: il recupero migliore che ci sia. Se non dormi bene, poi sei giù fisicamente”. Jannik racconta che poco prima di scendere in campo ha chiuso gli occhi per una mezzoretta. Buonanotte. «Ma so quando è il momento di svegliarmi». Infatti. Poi ha preso a pallate il povero americano Marcos Giron, chiudendo la pratica in tre set e un paio d’ore. Lunedì, negli ottavi degli Australian Open, alla Rod Laver Arena lo aspetta un cliente difficile, che ha già mandato a casa Matteo Berrettini: il danese Holger Rune è un fuoriclasse nel leggere le partite, mandando fuori giri gli avversari. Gli è appena riuscito con Miomir Kecmanovic: il serbo sembrava aver saldamente in pugno il match, povero illuso. Rune – che ha battuto Jannik nei primi due precedenti e ha perso gli ultimi due (e i 4 incontri sono andati sempre al terzo set) – è un demonio di trucchi, che apparecchia regolarmente per mettere sotto pressione …

Melbourne – Un pisolino per restare il numero uno. “Il sonno è fondamentale, per un atleta: il recupero migliore che ci sia. Se non dormi bene, poi sei giù fisicamente”. Jannik racconta che poco prima di scendere in campo ha chiuso gli occhi per una mezzoretta. Buonanotte. «Ma so quando è il momento di svegliarmi». Infatti. Poi ha preso a pallate il povero americano Marcos Giron, chiudendo la pratica in tre set e un paio d’ore. Lunedì, negli ottavi degli Australian Open, alla Rod Laver Arena lo aspetta un cliente difficile, che ha già mandato a casa Matteo Berrettini: il danese Holger Rune è un fuoriclasse nel leggere le partite, mandando fuori giri gli avversari. Gli è appena riuscito con Miomir Kecmanovic: il serbo sembrava aver saldamente in pugno il match, povero illuso. Rune – che ha battuto Jannik nei primi due precedenti e ha perso gli ultimi due (e i 4 incontri sono andati sempre al terzo set) – è un demonio di trucchi, che apparecchia regolarmente per mettere sotto pressione l’avversario, insinuargli dei dubbi.

Sinner si rivede il match sul telefonino

Da questo punto di vista però, Sinner sembra impermeabile. Dovrà comunque tenere gli occhi bene aperti, e per farlo c’è bisogno di riposare profondamente. Sabato sera, finito l’incontro, se lo è riguardato sul telefonino, in un angolo dell’impianto e poi via a letto, prima di mezzanotte. Ossia nemmeno un’ora dopo aver incontrato i giornalisti e raccontato che l’ultimo match è stato il migliore che ha giocato nei primi tre turni del torneo. “Sono abbastanza felice per come sono andate le cose. Ho cercato di fare quel che mi riesce meglio, mentre in diversi momenti ho provato altre soluzioni – serve and volley, smorzate – e ci siamo: anche quando ho sbagliato, l’ho fatto con un atteggiamento positivo. Ma devo alzare il mio livello, se voglio andare avanti nel torneo”. E il pisolino pomeridiano? “Di solito, la sera non ho problemi a chiudere gli occhi. Per una volta è stato diverso, e allora nel pomeriggio ho rimediato con quel sonnellino”. Un altro segnale della serenità con cui – nonostante l’ombra nera del processo davanti al Tas di Losanna, e l’annunciato addio del supercoach Darren Cahill a fine stagione – il campione altoatesino affronta la sua avventura australiana. “Non penso troppo ai miei avversari, preferisco concentrarmi su me stesso”, ripete.

Quel calendario che sorride al numero uno

Però, anche se non lo dirà mai, il calendario gioca a suo favore. Rune è un osso duro? Nei quarti potrebbe sfidare il gioiello di casa De Minaur, in semifinale Shelton detto la Montagna, giustiziere ieri del talentuoso Musetti, o magari Sonego. C’è chi sta peggio. Nella parte bassa del tabellone, Carlos Alcaraz ha prima Draper, dalle 5.30 ora italiana, poi dovrebbe vedersela nei quarti con Djokovic (che alle 9 incontra Lehecka), e infine con Zverev (per lui alle 8 c’è Humbert) in semifinale. Tutti bruttissimi clienti.

La parte alta del tabellone, che ha sorriso a Sinner dall’inizio, ha appena perso un altro tennista potenzialmente ostico: l’americano Fritz è stato battuto da Gael Monfils, vecchio leone (38 anni) francese, che ha dedicato il successo a sua figlia e alla mamma, Elina Svitolina. Grande festa in famiglia, ieri, perché pure l’ucraina ha vinto. Buttando fuori, purtroppo, la nostra Paolini. Per Jasmine c’è però ancora una opportunità in doppio con Sara Errani, compagna nel trionfo olimpico un’estate fa.

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