Sorride due milioni di volte, Jannik Sinner. Il terzo slam in carriera – la seconda volta consecutiva in Australia – vale una fortuna. Merito di un aumento dell’11,6 per cento fissato dagli organizzatori rispetto al montepremi del torneo di un anno fa, che porta l’azzurro a incassare un assegno da 3.500.000 dollari australiani, al cambio 2.104.440 euro. Circa 200 mila in più degli Australian Open del 2024, dove il numero uno ha centrato il suo primo slam contro Daniil Medvedev.
Guadagni complessivi per 40 milioni di dollari
L’inizio della stagione dei record, con la scalata verso la vetta del ranking, incassando vittorie e premi da re del tennis. Basti pensare al successo agli Us Open di settembre, quando Sinner, battendo Taylor Fritz in finale, si è portato a casa 3.200.000 euro. Num…
Sorride due milioni di volte, Jannik Sinner. Il terzo slam in carriera – la seconda volta consecutiva in Australia – vale una fortuna. Merito di un aumento dell’11,6 per cento fissato dagli organizzatori rispetto al montepremi del torneo di un anno fa, che porta l’azzurro a incassare un assegno da 3.500.000 dollari australiani, al cambio 2.104.440 euro. Circa 200 mila in più degli Australian Open del 2024, dove il numero uno ha centrato il suo primo slam contro Daniil Medvedev.
Guadagni complessivi per 40 milioni di dollari
L’inizio della stagione dei record, con la scalata verso la vetta del ranking, incassando vittorie e premi da re del tennis. Basti pensare al successo agli Us Open di settembre, quando Sinner, battendo Taylor Fritz in finale, si è portato a casa 3.200.000 euro. Numeri da campione, che fanno lievitare il suo bilancio. Ma quanto ha guadagnato Sinner nel corso della sua carriera? Con la vittoria agli Australian Open, il totale si aggira intorno ai 40 milioni di dollari. Così Jannik si avvicina a Pete Sampras (settimo) nella classifica all-time dei montepremi, che tiene conto di tutte le vittorie nel circuito. Al primo resiste ancora Novak Djokovic, con oltre 185 milioni di dollari centrati in carriera. A questi numeri bisogna aggiungere pure il Six Kings Slam, fuori dal circuito Atp. Nel torneo delle leggende, organizzato a ottobre in Arabia Saudita, vincendo in finale l’azzurro ha conquistato altri sei milioni di dollari.
Il fattore fiscale
Senza contare le tasse, sia chiaro. Come funzionano? I tennisti sono soggetti alle leggi fiscali del paese in cui risiedono: Montecarlo, nel caso di Sinner. In generale però, i premi vinti nei tornei internazionali possono essere tassati sia nel paese di residenza sia nel paese ospitante la competizione. Facciamo qualche esempio. La Cina (a Shanghai l’azzurro ha vinto il Masters 1000) applica una tassa sui premi che varia tra il 10 e il 20 per cento, in base al reddito totale ed eventuali trattati fiscali tra Pechino e il paese di origine del giocatore. Oltre a quella sul reddito, i tennisti possono anche essere soggetti a una tassa di ingresso per partecipare al torneo: una percentuale del loro montepremi o un importo fisso.
A queste uscite vanno aggiunte pure quelle per il team e gli spostamenti. Costi sostenibili, considerando le vittorie di Sinner. Senza contare gli introiti garantiti da sponsor e pubblicità, da Nike a Gucci fino a Lavazza. Soltanto dal colosso dello sport americano Jannik incassa 15 milioni all’anno (merito di un contratto decennale che in totale vale 150 milioni). A questi andrebbero aggiunti almeno altri 5 milioni provenienti dagli altri brand. Volendo ragionare infine sul patrimonio totale di Sinner, sommando gli accordi di sponsorizzazione ai prize money dei tornei, la cifra si aggirerebbe tra i 70 e gli 80 milioni.