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Sinner torna in palestra, l’operazione rientro può iniziare

Jannik Sinner, 23 anni (afp)

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Il numero uno del mondo riprende gli allenamenti in attesa di individuare una struttura non affiliata ad alcuna federazione per lavorare sul campo. Cahill conferma l’addio a fine stagione e loda l’azzurro: “Sulla sua sospensione mi ha detto che non ha senso preoccuparsi delle critiche di persone dalle quali non accetteresti dei consigli”
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Jannik Sinner avvia l’operazione rientro. Allungamenti. Un po’ di corsa leggera. I primi esercizi per risvegliare la muscolatura, riattivare l’attenzione. E poi tapis-roulant, pesi leggeri. Una palestra privata di Montecarlo, insieme al preparatore atletico Marco Panichi e al fisioterapista Ulises Badio (Simone Vagnozzi li raggiungerà la prossima settimana): un paio d’ore questa mattina, altrettante nel pomeriggio.

Sinner, per ora niente racchetta

Da domani i carichi di lavoro aumenteranno progressivamente. Jannik è tornato. Ma niente racchetta, almeno per ora. Oggi è il primo giorno di ripresa degli allenamenti, dopo la vittoria negli Australian Open di gennaio e la lunga sosta – il ritorno a casa, le vacanze sulla neve – legata anche e soprattutto a…

Jannik Sinner avvia l’operazione rientro. Allungamenti. Un po’ di corsa leggera. I primi esercizi per risvegliare la muscolatura, riattivare l’attenzione. E poi tapis-roulant, pesi leggeri. Una palestra privata di Montecarlo, insieme al preparatore atletico Marco Panichi e al fisioterapista Ulises Badio (Simone Vagnozzi li raggiungerà la prossima settimana): un paio d’ore questa mattina, altrettante nel pomeriggio.

Sinner, per ora niente racchetta

Da domani i carichi di lavoro aumenteranno progressivamente. Jannik è tornato. Ma niente racchetta, almeno per ora. Oggi è il primo giorno di ripresa degli allenamenti, dopo la vittoria negli Australian Open di gennaio e la lunga sosta – il ritorno a casa, le vacanze sulla neve – legata anche e soprattutto all’accordo raggiunto con la Wada: 3 mesi di stop che termineranno ufficialmente il 4 maggio, in tempo per permettergli di partecipare agli Internazionali d’Italia.

Sinner con il trofeo degli Australian Open (reuters)

Jannik cerca un campo per allenarsi

Fino al 13 aprile, però, Sinner non potrà prepararsi in strutture pubbliche e associate alle federazioni, né con atleti tesserati. Lui e lo staff avrebbero voluto utilizzare i campi del Montecarlo Country Club, ma il circolo è affiliato tanto alla federazione monegasca quanto a quella francese (la struttura è a Roquebrune): e fino al mese prossimo – appunto – non potrà ospitare il campione.

(reuters)

Cahill e le parole di Sinner

Ci sono dunque buone ragioni per credere che nel futuro prossimo Jannik e il suo staff troveranno ospitalità altrove (chi dice a Marbella, chi a Miami, altri scommettono invece su strutture private tra la vicina Riviera dei Fiori e la Costa Azzurra). Nel frattempo, il lavoro di preparazione comincia proprio a Montecarlo, con la massima discrezione e in attesa anche dell’arrivo del supercoach Darren Cahill. Che nel suo intervento a Tennis Insider Club Podcast ha confessato la sua ammirazione per la mentalità di Sinner: “L’altro giorno abbiamo parlato di tutto quel rumore che si è fatto intorno alla storia della contaminazione involontaria. I commenti dei giocatori, degli allenatori, dei media. Jannik mi ha detto: ‘Non ha senso preoccuparsi delle critiche di persone dalle quali non accetteresti dei consigli’. Era un modo per dire: andiamo avanti. Incredibile, ho pensato: questo ragazzo ha solo 23 anni!”.

Cahill conferma l’addio a Sinner a fine stagione


Durante gli ultimi Australian Open Sinner ha rivelato che Cahill vuole interrompere il loro rapporto a fine stagione e dedicarsi alla sua vita personale. Di più: il numero uno al mondo ha cercato di convincerlo a ripensarci già nel corso della premiazione dello Slam vinto a Melbourne. Ma il coach non ha cambiato idea: “Dopo tre o quattro anni è il momento di qualcun altro, una voce diversa, un'ispirazione diversa. La finestra temporale ideale per un coaching è forse tre o quattro anni: se dura più a lungo, sei diventato altro, una persona che lo protegge o un manager”. “Invece – ha spiegato Cahill – in quei tre o quattro anni puoi davvero trasmettere di tutto all’atleta. Il modo migliore di allenare un giocatore è insegnargli le cose in modo che possa risolvere i problemi da solo. Per me dopo tre anni insieme, un tennista può arrivare a quel certo livello in cui quando gli dirai una cosa, lui la saprà già".

Sinner, 39 settimane da numero 1 del mondo

Numero uno nel ranking da 39 settimane (e quasi sicuramente resterà tale fino al suo rientro), Sinner è anche numero uno in simpatia e popolarità: è virale il video girato l’altro giorno a un distributore di benzina, col campione improvvisamente attorniato da tifosi in cerca di un selfie, lui che pazientemente si fa fotografare e una voce sullo sfondo che commenta di lasciarlo un po’ in pace: “Poverino, mamma mia: lasciatelo andare!”.

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