Sinner torna in palestra, l’operazione rientro può iniziare
di Massimo CalandriJannik Sinner avvia l’operazione rientro. Allungamenti. Un po’ di corsa leggera. I primi esercizi per risvegliare la muscolatura, riattivare l’attenzione. E poi tapis-roulant, pesi leggeri. Una palestra privata di Montecarlo, insieme al preparatore atletico Marco Panichi e al fisioterapista Ulises Badio (Simone Vagnozzi li raggiungerà la prossima settimana): un paio d’ore questa mattina, altrettante nel pomeriggio.
Sinner, per ora niente racchetta
Da domani i carichi di lavoro aumenteranno progressivamente. Jannik è tornato. Ma niente racchetta, almeno per ora. Oggi è il primo giorno di ripresa degli allenamenti, dopo la vittoria negli Australian Open di gennaio e la lunga sosta – il ritorno a casa, le vacanze sulla neve – legata anche e soprattutto a…
Jannik Sinner avvia l’operazione rientro. Allungamenti. Un po’ di corsa leggera. I primi esercizi per risvegliare la muscolatura, riattivare l’attenzione. E poi tapis-roulant, pesi leggeri. Una palestra privata di Montecarlo, insieme al preparatore atletico Marco Panichi e al fisioterapista Ulises Badio (Simone Vagnozzi li raggiungerà la prossima settimana): un paio d’ore questa mattina, altrettante nel pomeriggio.
Sinner, per ora niente racchetta
Da domani i carichi di lavoro aumenteranno progressivamente. Jannik è tornato. Ma niente racchetta, almeno per ora. Oggi è il primo giorno di ripresa degli allenamenti, dopo la vittoria negli Australian Open di gennaio e la lunga sosta – il ritorno a casa, le vacanze sulla neve – legata anche e soprattutto all’accordo raggiunto con la Wada: 3 mesi di stop che termineranno ufficialmente il 4 maggio, in tempo per permettergli di partecipare agli Internazionali d’Italia.
Jannik cerca un campo per allenarsi
Fino al 13 aprile, però, Sinner non potrà prepararsi in strutture pubbliche e associate alle federazioni, né con atleti tesserati. Lui e lo staff avrebbero voluto utilizzare i campi del Montecarlo Country Club, ma il circolo è affiliato tanto alla federazione monegasca quanto a quella francese (la struttura è a Roquebrune): e fino al mese prossimo – appunto – non potrà ospitare il campione.
Cahill e le parole di Sinner
Ci sono dunque buone ragioni per credere che nel futuro prossimo Jannik e il suo staff troveranno ospitalità altrove (chi dice a Marbella, chi a Miami, altri scommettono invece su strutture private tra la vicina Riviera dei Fiori e la Costa Azzurra). Nel frattempo, il lavoro di preparazione comincia proprio a Montecarlo, con la massima discrezione e in attesa anche dell’arrivo del supercoach Darren Cahill. Che nel suo intervento a Tennis Insider Club Podcast ha confessato la sua ammirazione per la mentalità di Sinner: “L’altro giorno abbiamo parlato di tutto quel rumore che si è fatto intorno alla storia della contaminazione involontaria. I commenti dei giocatori, degli allenatori, dei media. Jannik mi ha detto: ‘Non ha senso preoccuparsi delle critiche di persone dalle quali non accetteresti dei consigli’. Era un modo per dire: andiamo avanti. Incredibile, ho pensato: questo ragazzo ha solo 23 anni!”.
Cahill conferma l’addio a Sinner a fine stagione
Durante gli ultimi Australian Open Sinner ha rivelato che Cahill vuole interrompere il loro rapporto a fine stagione e dedicarsi alla sua vita personale. Di più: il numero uno al mondo ha cercato di convincerlo a ripensarci già nel corso della premiazione dello Slam vinto a Melbourne. Ma il coach non ha cambiato idea: “Dopo tre o quattro anni è il momento di qualcun altro, una voce diversa, un'ispirazione diversa. La finestra temporale ideale per un coaching è forse tre o quattro anni: se dura più a lungo, sei diventato altro, una persona che lo protegge o un manager”. “Invece – ha spiegato Cahill – in quei tre o quattro anni puoi davvero trasmettere di tutto all’atleta. Il modo migliore di allenare un giocatore è insegnargli le cose in modo che possa risolvere i problemi da solo. Per me dopo tre anni insieme, un tennista può arrivare a quel certo livello in cui quando gli dirai una cosa, lui la saprà già".
Sinner, 39 settimane da numero 1 del mondo
Numero uno nel ranking da 39 settimane (e quasi sicuramente resterà tale fino al suo rientro), Sinner è anche numero uno in simpatia e popolarità: è virale il video girato l’altro giorno a un distributore di benzina, col campione improvvisamente attorniato da tifosi in cerca di un selfie, lui che pazientemente si fa fotografare e una voce sullo sfondo che commenta di lasciarlo un po’ in pace: “Poverino, mamma mia: lasciatelo andare!”.