«Per fortuna ci saranno altri tornei, e altre occasioni». Matteo Berrettini guarda avanti: prossima tappa, la terra rossa di Montecarlo. Ma il grande obiettivo sono gli Internazionali di Roma: ai primi di maggio, a casa sua. La sconfitta nei quarti di finale con lo statunitense Taylor Fritz (numero 4 del ranking) ha confermato i progressi del 28enne tennista romano, protagonista sul cemento di Miami di un incontro entusiasmante: ha annullato 6 match-point all’avversario, cedendo solo al terzo set e dopo 2 ore e 44 minuti di autentica, spettacolare battaglia sportiva.
L’attestato di Taylor Fritz
«Una delle mie migliori partite di sempre su questa superficie», ha sorriso con un pizzico di amarezza. Dopo 4 sconfitte in altrettante sfide con Fritz, il successo non era mai stato così vicino. «P…
«Per fortuna ci saranno altri tornei, e altre occasioni». Matteo Berrettini guarda avanti: prossima tappa, la terra rossa di Montecarlo. Ma il grande obiettivo sono gli Internazionali di Roma: ai primi di maggio, a casa sua. La sconfitta nei quarti di finale con lo statunitense Taylor Fritz (numero 4 del ranking) ha confermato i progressi del 28enne tennista romano, protagonista sul cemento di Miami di un incontro entusiasmante: ha annullato 6 match-point all’avversario, cedendo solo al terzo set e dopo 2 ore e 44 minuti di autentica, spettacolare battaglia sportiva.
L’attestato di Taylor Fritz
«Una delle mie migliori partite di sempre su questa superficie», ha sorriso con un pizzico di amarezza. Dopo 4 sconfitte in altrettante sfide con Fritz, il successo non era mai stato così vicino. «Peccato, perché la semifinale è stata a un paio di punti. Ma sono comunque orgoglioso: giocare una partita alla pari con un tennista del genere, sul cemento, non è scontato». Il suo avversario, che nel prossimo turno incontrerà il 19enne ceco Jacub Mensik (l’altra semifinale è tra Djokovic e il bulgaro Gregor Dimitrov), gli ha dedicato delle belle parole: «Matteo ha giocato veramente bene, alzando il livello durante l’incontro». Tra il primo e l’ultimo match-point dell’americano sono trascorsi 70 minuti, a testimonianza dell’incertezza in campo. «A un certo punto dovevo scegliere: o cadere nella frustrazione e arrendermi, o accettare il fatto che lui fosse molto forte e provare a resistere per dare poi qualcosa di più», ha confessato Fritz.
«Per Matteo è solo l’inizio: tornerà nella Top10»
Vincenzo Santopadre, suo storico allenatore e mentore, lo aveva previsto dopo le buone prestazioni nello Slam di Melbourne: «Questo per Matteo è solo l’inizio». Erano 4 anni che Berrettini non raggiungeva i quarti di finale in un Masters 1000, quello in Florida è stato il suo miglior risultato degli ultimi 2 anni e mezzo. Nella classifica virtuale della Atp è già risalito alla posizione numero 27. «Ha tutte le potenzialità per tornare nella Top10. Traguardo durissimo, perché i migliori 10 del mondo sono in realtà più di 10. È un mosaico con tante tessere che devono incastrarsi. Matteo ha la qualità e la conoscenza, e la vittoria su Djokovic a Doha gli ha dato una grande iniezione di fiducia. È più ‘vivo’, sta riuscendo di nuovo a fare quel che gli piace: giocare, essere competitivo. Se sei forte, sei anche consapevole che alla fine i risultati ti daranno ragione. Ora serve continuità, anche un po’ di fortuna: perché sei sempre al limite, tutte le cose buone devono allinearsi. Si riprenderà quello che gli apparteneva». La sua Roma lo aspetta a braccia aperte.