Sinner e Musetti al Foro fanno il bello e il cattivo tempo
di Massimo CalandriROMA – Ha avuto le risposte "vere", quelle che cercava. In una giornata impossibile, con la partita che per via della pioggia è cominciata con 4 ore e mezzo di ritardo rispetto al previsto. E con un avversario tosto, molto tosto — Francisco Cerundolo, numero 18 del ranking Atp — specialista sulla terra rossa e nel creare problemi. Ma Jannik c’è. Forse non sarà ancora al 100% — e non potrebbe esserlo, dopo quei 104 giorni di stop — però eccolo, guardatelo: è di nuovo il Re, lo è sempre stato. "Ho bisogno di crescere attraverso sfide difficili come questa", sorride. Dopo due set diversi nella trama, però uguali nel finale, due ore e un quarto di pura battaglia, muscoli e nervi, ha superato il quarto turno degli Internazionali d’Italia e approda così ai quarti di finale. "È stata una giornata molto lunga e dura, dal punto di vista fisico e mentale. Avevo bisogno di una sfida così. Sono molto contento. E fortunato, a trovarmi qui". Voleva alzare il livello: è stato accontentato. È già tem…
ROMA – Ha avuto le risposte "vere", quelle che cercava. In una giornata impossibile, con la partita che per via della pioggia è cominciata con 4 ore e mezzo di ritardo rispetto al previsto. E con un avversario tosto, molto tosto — Francisco Cerundolo, numero 18 del ranking Atp — specialista sulla terra rossa e nel creare problemi. Ma Jannik c’è. Forse non sarà ancora al 100% — e non potrebbe esserlo, dopo quei 104 giorni di stop — però eccolo, guardatelo: è di nuovo il Re, lo è sempre stato. "Ho bisogno di crescere attraverso sfide difficili come questa", sorride. Dopo due set diversi nella trama, però uguali nel finale, due ore e un quarto di pura battaglia, muscoli e nervi, ha superato il quarto turno degli Internazionali d’Italia e approda così ai quarti di finale. "È stata una giornata molto lunga e dura, dal punto di vista fisico e mentale. Avevo bisogno di una sfida così. Sono molto contento. E fortunato, a trovarmi qui". Voleva alzare il livello: è stato accontentato. È già tempo di aumentare l’indice di difficoltà. Prima però, i pisolini. "Avrò una giornata di riposo e voglio sfruttarla al massimo, per recuperare le energie". All’inizio del torneo si sarebbe accontentato di vincere la prima partita, è già a quota 3: nel gioco e nello spirito, è un crescendo così come testimonia l’andamento del match. "Vedremo cosa mi aspetta, ho una gran voglia di tennis".
Il precedente di due anni fa
Alla vigilia, i precedenti erano in parità: due vittorie a testa. La cosa inquietante è che l’ultima volta era stato proprio qui, al Foro Italico, due anni fa, e sempre al quarto turno. Aveva vinto Cerundolo. Che martedì sera si è subito confermato un instancabile cagnaccio, pronto a sfruttare le eventuali incertezze di un Sinner inevitabilmente ancora in rodaggio. Il primo set è stato lungo e sofferto. Jannik ha strappato il servizio all’argentino, subito dopo però lo ha perso: riusciva a liberare i colpi in tutta la sua potenza e precisione ma sembrava volere accorciare gli scambi, temendo forse la migliore condizione atletica dell’altro. Sono arrivati al tie-break con lo stesso numero di punti complessivi. Ed ecco che, nel momento importante, Jannik ha spiccato il volo. Una parabola che lo ha portato a chiudere il secondo set (6-3) al quarto match point, con Francisco che mette in rete la seconda palla di servizio del campione altoatesino. "Grazie", scrive Jannik sulla lente della telecamera che lo inquadra. Sorride ma è un’espressione stanca. Sì, ora deve riposare e curare la vescica al piede che gli ha dato noia nel finale, costringendolo a chiedere l’intervento medico. Attraversa il ponte che dal Centrale porta alla Players Lounge, sono passate le dieci di sera: Olè-olèolè-olè, Sinner-Sinner. Il pubblico è ancora lì che lo aspetta.
Come Claudio Panatta e Cancellotti nel 1984
L’ultima volta che due italiani si erano qualificati per i quarti del singolare maschile risale al 1984: Claudio Panatta e Cancellotti. Ieri Lorenzo Musetti ha passato il turno con un po’ di anticipo rispetto a Sinner ma comunque al termine di una giornata faticosissima. "Lollo", che sta esprimendo con ogni probabilità il miglior tennis di una carriera già lunga, anche se è giovanissimo — 22 anni, contro i 23 di Jannik — ha sbaragliato un campione come il russo Medvedev, annichilito dai colpi di classe e pure dai servizi vincenti, nuovissima arma letale di Lorenzo. Chiuso un primo, solido set (7-5), è stato fermato dal diluvio proprio sul match point che s’era guadagnato con una formidabile smorzata. Dopo quasi tre ore di attesa è tornato in campo: ha forzato il servizio e sulla seconda palla, trascorsi 32 secondi, ha alzato le braccia al cielo in segno di vittoria. "Mi sono immaginato quel punto centomila volte in queste ore e nessuna di queste centomila finiva così: sono contento di aver rischiato. Voglio vincere questo torneo". Mercoledì sera sfida Zverev, il campione uscente. Jannik e Lollo, è solo l’inizio.