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Zverev perde con Musetti e se la prende con le palline: “Con un tipo così ci giocavo a 8 anni”

Alexander Zverev (ansa)

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Il tedesco si è molto lamentato, in corso di match e dopo: “Fare vincenti così è impossibile. Sono stanco di questa m****”
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Roma – Prima lo dice al giudice di sedia, poi lo ripete davanti ai giornalisti. Alexander Zverev ha un bersaglio chiaro dopo la sconfitta di ieri sera contro Lorenzo Musetti: le palline. Troppo gonfie, troppo lente, impossibili da spingere. «Giocavo con palle così quando avevo otto anni», sbotta in campo nel pieno del primo set, dopo aver mancato tre set point consecutivi. Poi alza il tono sempre nei confronti del giudice di sedia: «Fare vincenti così è impossibile. Sono stanco di questa m****. Dammi pure un warning, non me ne frega niente».

Furia Zverev: “Palle così le usavo a 8 anni”

È l’inizio di una furia che accompagnerà il tedesco per tutta la partita, persa in due set (7-6, 6-4), e che lo segue fino alla mixed zone. Durante il match sbraita verso il suo angolo, dove siede anche il calcia…

Roma – Prima lo dice al giudice di sedia, poi lo ripete davanti ai giornalisti. Alexander Zverev ha un bersaglio chiaro dopo la sconfitta di ieri sera contro Lorenzo Musetti: le palline. Troppo gonfie, troppo lente, impossibili da spingere. «Giocavo con palle così quando avevo otto anni», sbotta in campo nel pieno del primo set, dopo aver mancato tre set point consecutivi. Poi alza il tono sempre nei confronti del giudice di sedia: «Fare vincenti così è impossibile. Sono stanco di questa m****. Dammi pure un warning, non me ne frega niente».

Furia Zverev: “Palle così le usavo a 8 anni”

È l’inizio di una furia che accompagnerà il tedesco per tutta la partita, persa in due set (7-6, 6-4), e che lo segue fino alla mixed zone. Durante il match sbraita verso il suo angolo, dove siede anche il calciatore della Roma Mats Hummels. Al cambio campo scuote la testa, borbotta, si gira più volte con lo sguardo acceso, e a un certo punto arriva a mordere la maglia che ha addosso, un gesto rabbioso che fotografa lo stato emotivo della serata.

Impossibile chiudere i punti con palline così

Poi davanti ai microfoni, il bersaglio resta lo stesso: «Le palle oggi erano un disastro. Veramente troppo grandi. È da tre o quattro anni che ne parliamo, ma il problema persiste. Giochiamo con certe palle a Montecarlo, Madrid, Monaco, poi arriviamo a Roma e cambia tutto. Qui sono enormi, difficili da spingere, difficili da mandare fuori dalla racchetta. Per chi, come me, cerca punti rapidi col servizio e con colpi aggressivi, non è semplice».

Quei quattro set-point sfumati sul servizio

Non è la prima volta che Zverev si lamenta delle condizioni, ma ieri — con un campo Centrale pesante e umido — la frustrazione ha raggiunto il picco. E con lui, anche Daniil Medvedev da tempo guida la protesta contro palline giudicate poco performanti, che si gonfiano facilmente e non garantiscono vincenti. «Ho avuto quattro set point nel primo set, tutti sul mio servizio. Di solito, in quelle situazioni, quel set lo porto a casa. Ma oggi è stato difficile. Non riuscivo a fare vincenti, la palla non usciva mai dal campo». Il problema, per Zverev, è il contesto. Ma per Musetti — che ha fatto il suo con variazioni, palle corte e intelligenza — il contesto è stato l’alleato perfetto.

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