ROMA – Il sorriso di Jasmine Paolini mette tutti d’accordo: di questa ragazza ti puoi fidare. Sai che in campo non ti tradirà mai. È successo anche ieri, in un Centrale che ha perso la testa per questa piccola, caparbia, indistruttibile guerriera. Lo sguardo di ghiaccio di Peyton Stearns, giovane americana che impugna la racchetta quasi con ferocia, non l’ha mai intimorita: neppure quando quella stava per stravincere il primo set. Invece.
Invece in finale agli Internazionali d’Italia ci va “Jas”: sorpresa?
«Se me l’avessero detto all’inizio del torneo, non ci avrei creduto. Non è stato un cammino facile: ho battuto Ostapenko, che per me è sempre stata un’avversaria complicato, e Shnaider, che sta giocando molto bene».
Sì, ma anche lei è una delle migliori giocatrici del mondo: n…
ROMA – Il sorriso di Jasmine Paolini mette tutti d’accordo: di questa ragazza ti puoi fidare. Sai che in campo non ti tradirà mai. È successo anche ieri, in un Centrale che ha perso la testa per questa piccola, caparbia, indistruttibile guerriera. Lo sguardo di ghiaccio di Peyton Stearns, giovane americana che impugna la racchetta quasi con ferocia, non l’ha mai intimorita: neppure quando quella stava per stravincere il primo set. Invece.
Invece in finale agli Internazionali d’Italia ci va “Jas”: sorpresa?
«Se me l’avessero detto all’inizio del torneo, non ci avrei creduto. Non è stato un cammino facile: ho battuto Ostapenko, che per me è sempre stata un’avversaria complicato, e Shnaider, che sta giocando molto bene».
Sì, ma anche lei è una delle migliori giocatrici del mondo: numero 5 nel ranking Wta, reduce da uno straordinario 2024. Però molti dubitavano potesse ripetersi in questa stagione.
«I risultati dell’anno passato mi hanno dato una speranza, una consapevolezza, una fiducia che prima non avevo. Ogni volta si ricomincia da zero, lo so bene: però non ho dimenticato quello che ho vissuto. E mi aiuta».
Vincere aiuta a vincere.
«Quella è stata la stagione delle scoperte: non pensavo di poter raggiungere un livello del genere, ogni volta mi sorprendevo di ciò che stavo facendo. Ho giocato molte partite, ogni volta ho messo qualcosa da parte: conoscenza, esperienza. Poco alla volta e tutto all’improvviso ti rendi conto che hai già vissuto certe situazioni e ci puoi stare dentro, le gestisci. Anche se è sempre bello stupirsi: essere in finale a Roma è una cosa pazzesca».
Lei è sbocciata a 28 anni.
«Ognuno matura quando è il momento. Nessun rimpianto, guardiamo l’aspetto positivo: godiamocela, adesso».
Quanto è importante avere Sara Errani accanto?
«Fondamentale. Intanto, siamo compagne di doppio e qui al Foro Italico dobbiamo difendere il titolo (oggi in semifinale affrontano Andreeva-Shnaider, ndr). E poi, lei è parte della mia squadra: mi conosce, studia tante partite, sa sempre dirmi la cosa giusta. L’altro giorno, contro Shnaider, ero in crisi, stavo buttando via la partita. Con poche parole è riuscita a riportami alla calma: mi ha dato la tranquillità per ribaltare l’incontro».
L’ultima italiana in finale qui è stata proprio Sara, nel 2014.
«Mi ricordo che aveva fatto qualcosa di speciale, ma non ci conoscevamo ancora».
Anche con Stearns è stata un’altalena di emozioni.
«Partita particolare: sono entrata in campo un po’ nervosa, non mi sentivo molto bene. Ma dopo un paio di giochi perduti, sullo 0-40, mi sono detta: “Jas, adesso è arrivato il momento di provare a spingere un po’ di più”. Ho accelerato, lei mi ha regalato qualcosa. Sono tornata dentro alla partita. E più passava il tempo, più mi sentivo rilassata e in controllo. Forse non avrò giocato il mio miglior tennis, ma l’importante era vincere».
Però in finale servirà qualcosa di più.
«Dovrò alzare il livello ed essere più costante, altrimenti diventa difficile».
Il pubblico impazzisce per “Jas”.
«Se ho vinto, è anche per merito di chi non ha smesso di incitarmi un istante. Giocare qui è un sogno».
Il momento magico del tennis azzurro non finisce mai.
«Sono fierissima di far parte di un movimento e di un bel gruppo di amici. La finale tra Jannik e Lollo sarebbe un sogno, voglio fare un in bocca al lupo a Matteo Berrettini, che è un ragazzo eccezionale. Ma domani tocca a me. Me la voglio godere».