Paolini vince gli Internazionali di Roma, battuta Gauff: “Emozione enorme, grazie Mattarella”
di Massimo CalandriRoma – «Jasmine sorride sempre: anche prima di giocare un match point, o dopo aver commesso un errore. Perché è serena. E ha un’intelligenza superiore, che le permette di anticipare le mosse di avversarie fisicamente molto più forti. E’ la cosa più bella capitata al tennis negli ultimi anni». Sportivamente innamorato, Mats Wilander svela le armi segrete della Paolini: il sorriso, l’intelligenza. La piccola (1,62), gigantesca Jas, come potrebbe altrimenti competere con le valchirie del circuito che servono a quasi 200 all’ora? Invece lei corre, si tuffa, colpisce forte, lotta e s’arrampica fino in cielo per schiacciare. La toscana ha vinto gli Internazionali d’Italia – 40 anni dopo Raffaella Reggi, ma allora si giocava a Taranto -, domattina sarà numero 4 del mondo. Con grinta, e leggerezza. «Ci metto gioia, quando impugno la racchetta. Della mia passione ho fatto un lavoro, ma non mi faccio schiacciare dalle aspettative. Preferisco andare in campo per divertirmi».
Roma – «Jasmine sorride sempre: anche prima di giocare un match point, o dopo aver commesso un errore. Perché è serena. E ha un’intelligenza superiore, che le permette di anticipare le mosse di avversarie fisicamente molto più forti. E’ la cosa più bella capitata al tennis negli ultimi anni». Sportivamente innamorato, Mats Wilander svela le armi segrete della Paolini: il sorriso, l’intelligenza. La piccola (1,62), gigantesca Jas, come potrebbe altrimenti competere con le valchirie del circuito che servono a quasi 200 all’ora? Invece lei corre, si tuffa, colpisce forte, lotta e s’arrampica fino in cielo per schiacciare. La toscana ha vinto gli Internazionali d’Italia – 40 anni dopo Raffaella Reggi, ma allora si giocava a Taranto -, domattina sarà numero 4 del mondo. Con grinta, e leggerezza. «Ci metto gioia, quando impugno la racchetta. Della mia passione ho fatto un lavoro, ma non mi faccio schiacciare dalle aspettative. Preferisco andare in campo per divertirmi».
Coco Gauff dominata dal primo game
Coco Gauff, seconda nel ranking Wta, partiva favorita ma ieri non ci ha capito niente: si è fatta strappare il servizio nei 2 turni iniziali del primo set, e nei primi 3 del secondo: ‘Jas’ sembrava leggerle nel pensiero, l’americana cambiava idea all’ultimo, e sbagliava. «Avevo tutto chiaro, mi sentivo bene, sapevo quando e come colpire: braccia e gambe giravano, ho mantenuto la tensione alta fino all’ultimo. Sono state due settimane indimenticabili, e questa probabilmente una delle migliori partite della mia carriera»: la Paolini lo dice così, con semplicità. Con ‘quel’ sorriso. Non serve altro. Negli occhi rimarrà per sempre l’allegria contagiosa al termine del match: ‘Jas’ balla, ride, salta. Mentre il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si alza in piedi e l’applaude. «Che responsabilità, sapere che c’era anche lui tra il pubblico! Infatti nei primi giochi non mi sono mica girata, verso la tribuna: temevo di perdere la concentrazione». I due si sono parlati a lungo, dopo la premiazione. «L’ho ringraziato di essere venuto qui, dopo che ci aveva ricevuto con la Nazionale al Quirinale».
L’abbraccio con mamma Jacqueline e papà Ugo
Jasmine ha abbracciato Jacqueline, la mamma polacca con origini ghanesi, e il babbo, Ugo: «Mi hanno sempre lasciata libera di fare le mie scelta, però restandomi accanto. Sono contenta, di come stiamo bene insieme». Poi lo staff. L’allenatore, Marc Lopez, che recentemente ha preso il posto di Renzo Furlan. La capitana azzurra Tathiana Garbin, che dice di lei: «Ha una straordinaria determinazione, e voglia di fare bene. Crede nei suoi sogni, ma lavora duro per realizzarli». Poi c’è Sara Errani, inseparabile amica e consigliera fondamentale in questo percorso romano – una coppia perfetta – con cui oggi, non prima di mezzogiorno, giocherà la finale del doppio contro la belga Mertens e la russa Kudermetova.
Un appello al pubblico: “Venite prima per la finale del doppio”
Appello: «Per favore, venite un po’ in anticipo al Foro Italico, rispetto al match di Jannik: ci siamo noi, e avere il supporto del pubblico sarà molto importante». Adesso deve riposare. «Tra fotografie, la festa e i massaggi mi resterà poco tempo per dormire. Ma devo ritrovare la concentrazione. Lo devo a Sara». Le chiedono se è la favorita del Roland Garros, Parigi è praticamente alle porte. Lo scorso anno raggiunse la finale. «Non credo di essere favorita», risponde con una risata sincera. «Cercherò di fare il massimo, spero di giocare più incontri possibile». Con intelligenza. E col sorriso.