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Jasmine Paolini: «Poco tempo per godermi Roma, ma sono pronta per Parigi»

Jasmine Paolini (reuters)

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La n.4 del mondo dopo aver visto perdere la compagna di doppio Sara Errani: «Insieme a Los Angeles? Un po’ di pazienza, mancano ancora 3 anni»
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Parigi – Ieri era sui gradini del campo 6, a osservare Sara perdere l’ultimo turno delle qualificazioni contro la tedesca Friedsam. «Che peccato. Ha avuto anche un match point».

L’ultima partita in singolare a Parigi per la Errani, 38 anni. E adesso, Jasmine?
«Io lei andiamo avanti col doppio, e sono così felice di farlo: è una giocatrice straordinaria, un grande esempio, ha una incredibile intelligenza tattica e non solo. Sapevo che era il suo ultimo incontro, qui, ma è arrivato come inaspettato».

Errani-Paolini, fresche di titolo agli Internazionali d’Italia ma soprattutto: campionesse olimpiche in carica. Non è che ci riproverete ai Giochi di Los Angeles 2028?
«Vediamo. C’è già gente che sta cercando di convincerla. Un po’ di pazienza: mancano ancora 3 anni».

Qui fu un…

Parigi – Ieri era sui gradini del campo 6, a osservare Sara perdere l’ultimo turno delle qualificazioni contro la tedesca Friedsam. «Che peccato. Ha avuto anche un match point».

L’ultima partita in singolare a Parigi per la Errani, 38 anni. E adesso, Jasmine?
«Io lei andiamo avanti col doppio, e sono così felice di farlo: è una giocatrice straordinaria, un grande esempio, ha una incredibile intelligenza tattica e non solo. Sapevo che era il suo ultimo incontro, qui, ma è arrivato come inaspettato».

Errani-Paolini, fresche di titolo agli Internazionali d’Italia ma soprattutto: campionesse olimpiche in carica. Non è che ci riproverete ai Giochi di Los Angeles 2028?
«Vediamo. C’è già gente che sta cercando di convincerla. Un po’ di pazienza: mancano ancora 3 anni».

Qui fu un trionfo indimenticabile.
«Durante il riscaldamento il pubblico tifava contro di noi (affrontavano una coppia francese nel secondo turno, ndr): ma riuscii a trasformare quelle parole in energia positiva».

Qualche settimana prima era arrivata per la prima volta in finale in uno Slam. Per lei la terra rossa del Roland Garros è un po’ come gli spinaci per Braccio di Ferro.
«Alla fine a Parigi ci abbiamo passato un mese. Che flash back. Esperienza meravigliosa, indimenticabile. Tanti momenti belli, tutti insieme».

È trascorso un anno, lei sportivamente è diventata un’altra: 4° posto nel ranking mondiale.
«Sono sempre la stessa, solo più consapevole di quello che posso fare».

Ma il successo al Foro Italico, i complimenti del Presidente Sergio Mattarella, tutto l’entusiasmo e l’attenzione degli italiani non le mettono ulteriore pressione addosso?
«Non lo so, vedremo. A Roma sono state 2 settimane incredibili, forse avrei voluto più tempo per godermi il successo. Ma sono pronta a una nuova sfida, consapevole che ogni torneo fa storia a sé. Continuerò a comportarmi come sempre: cercando di dare il massimo, anche se non si può controllare tutto».

A proposito di controllare: le vicende che hanno coinvolto Sinner e la Swiatek, le contaminazioni accidentali, vi preoccupano?
«Facevo già molta attenzione prima, ma adesso ti senti più vulnerabile. Perché dopo questi casi tutto ti sembra in qualche modo più ‘reale’, nel senso che può accadere a chiunque. Sono felice che la Wada stia cambiando le regole, anche se non accadrà prima del 2027. Nel frattempo, cerchiamo di fare il nostro meglio: nella speranza che una storia del genere non accada più a nessuno».

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