Sinner, dedica a Donnarumma: “Ci facciamo il tifo a vicenda”. Il gesto con Ciccone: “E’ un segreto”
dal nostro inviato Massimo CalandriParigi - «E’ un segreto tra noi quattro. Non posso rivelarlo». Sinner e quel misterioso gesto diventato virale sui social – fatto con indice e pollice ravvicinati, come dire: manca tanto così… -, che il tennista scambia con gli amici di Montecarlo (i piloti della Ferrari, Antonio Giovinazzi e Alessandro Pier Guidi; il ciclista Giulio Ciccone). Il segno dei quattro, come il titolo di un romanzo di Conan Doyle: ci vorrebbe Sherlock Holmes, appunto, per decifrarlo. «E’ una sorta di portafortuna», si era fatto scappare in una occasione Ciccone.
Sinner e la sfortuna di Ciccone: “Peccato, per lui il Giro è come per me Wimbledon”
Al termine del match col francese Rinderknech, Sinner ha raccontato di aver parlato al telefono proprio col ciclista, che sabato è rimasto vittima di u…
Parigi - «E’ un segreto tra noi quattro. Non posso rivelarlo». Sinner e quel misterioso gesto diventato virale sui social – fatto con indice e pollice ravvicinati, come dire: manca tanto così… -, che il tennista scambia con gli amici di Montecarlo (i piloti della Ferrari, Antonio Giovinazzi e Alessandro Pier Guidi; il ciclista Giulio Ciccone). Il segno dei quattro, come il titolo di un romanzo di Conan Doyle: ci vorrebbe Sherlock Holmes, appunto, per decifrarlo. «E’ una sorta di portafortuna», si era fatto scappare in una occasione Ciccone.
Sinner e la sfortuna di Ciccone: “Peccato, per lui il Giro è come per me Wimbledon”
Al termine del match col francese Rinderknech, Sinner ha raccontato di aver parlato al telefono proprio col ciclista, che sabato è rimasto vittima di una brutta caduta durante la tappa da Gorizia a Treviso, e ha dovuto abbandonare il Giro d’Italia per una lesione al quadricipite destro. «Ho sentito Giulio, è molto dispiaciuto», ha detto il campione altoatesino. «Lui è una persona molto simile a me, e ad Antonio, Alessandro. Diamo grande importanza alla famiglia, alle persone che abbiamo intorno e conoscono i sacrifici che facciamo per essere a questi livelli. Per lui, il Giro d’Italia è un po’ come Wimbledon per noi tennisti. Una manifestazione molto importante. Finire in questo modo gli ha spezzato il cuore. Siamo amici stretti e per questo cerchiamo di darci tanta forza a vicenda. Mi dispiace non essere lì vicino a lui».
Gli amici di altri sport
Durante i 3 mesi di stop concordati con la Wada per la vicenda Clostebol, Sinner è rimasto a lungo nel Principato, dove risiedono anche gli alti 3 atleti. E con loro si è allenato e divertito in diverse occasioni: una lunga gita in bici, un pomeriggio al volante dei kart. Avevano trascorso anche il Capodanno insieme, nella casa monegasca di Giovinazzi. «Quello che ci accomuna è sicuramente la voglia di migliorarci ogni giorno. Ho amici che praticano molti sport diversi, ma alla fine ti rendi conto che è sempre la testa a fare la differenza. La mentalità è molto importante. Il resto viene di conseguenza. L’atteggiamento, gli allenamenti, l’attenzione che hai verso quello che mangi, come dormi. Questo tipo di cose. Più uno è professionale sotto questi punti di vista, meglio è. Lo sapevo già, però parlare con sportivi di altissimo livello mi aiuta tanto».
La maglia con dedica a Donnarumma
Ieri sera al Philippe Chatrier è venuto a trovarlo Gigi Donnarumma: il portiere del Psg – che ha solo 2 anni più, ma con la maglia del Milan era già un idolo del Sinner adolescente e tifoso rossonero – ha ricevuto una maglia con dedica. "A Giggio, forte a COD. Numero 1, TVB". COD sta per Call of Duty, videogame al quale Sinner he rivelato di aver giocato proprio con il portiere.
“Inter-Psg? Tutti sanno che sono milanista”
Donnarumma si è seduto accanto a Alex Vittur, mentore e manager del tennista, insieme al resto della squadra di Jannik (il supercoach Cahill, il tecnico Vagnozzi, il preparatore Panichi, il fisio Badio). «Vederlo lì in tribuna, nel mio box, è stato bello», ha detto Sinner. «Anche lui ha una partita importante tra pochi giorni. Siamo tutti e due abbastanza concentrati su noi stessi, in questo periodo. Ma ci supportiamo e ci facciamo il tifo a vicenda». Allo stadio centrale del Roland Garros c’era anche Ousmane Dembélé, un altro giocatore del Psg che sabato sarà impegnato nella finale di Champions a Monaco di Baviera con l’Inter. Per chi farà il tifo, Jannik? «Tutti sanno che sono milanista. Se vincesse un team italiano sarebbe molto bello, ma anche se vincesse la squadra di Gigio. Speriamo sia una bella partita».
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