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Sinner, un nuovo servizio è l’alleato in più per la sfida a a Rublev

Jannik Sinner (agf)

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Stasera il numero 1 del mondo contro il russo per l’ingresso ai quarti
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Parigi – Carota o Volpe Rossa? Jannik sorride, quando gli chiedono cosa lo rappresenti di più: «La storia della carota è nata prima, qualche anno fa a Vienna». Durante un cambio campo, dopo un sorso d’acqua, il ragazzo dai capelli rossi diede un morso a una carota. «Appunto. Invece la Volpe Rossa, il mio logo, è arrivato dopo. La carota non è male, secondo me: più facile da trovare. Ma quando gioco non ho tempo per pensare a queste cose. So solo che è bello avere dei tifosi».

La sfida con Rublev: “Devo essere più aggressivo”

A Sinner piace scherzare, soprattutto quando la sera prima ha dormito bene. Non è vera la storia del ragazzo algido, anzi. «È che nell’ultimo anno aveva un bel peso sulle spalle, con la denuncia della Wada: ora finalmente è più libero di ess…

Parigi – Carota o Volpe Rossa? Jannik sorride, quando gli chiedono cosa lo rappresenti di più: «La storia della carota è nata prima, qualche anno fa a Vienna». Durante un cambio campo, dopo un sorso d’acqua, il ragazzo dai capelli rossi diede un morso a una carota. «Appunto. Invece la Volpe Rossa, il mio logo, è arrivato dopo. La carota non è male, secondo me: più facile da trovare. Ma quando gioco non ho tempo per pensare a queste cose. So solo che è bello avere dei tifosi».

La sfida con Rublev: “Devo essere più aggressivo”

A Sinner piace scherzare, soprattutto quando la sera prima ha dormito bene. Non è vera la storia del ragazzo algido, anzi. «È che nell’ultimo anno aveva un bel peso sulle spalle, con la denuncia della Wada: ora finalmente è più libero di essere se stesso», spiega Simone Vagnozzi, il suo allenatore. Stasera però si fa sul serio: dalle 20.15 il numero uno incontra negli ottavi Andrej Rublev, testa di serie numero 17: «Qui a Parigi dopo il tramonto la palla rimbalza meno, puoi essere più aggressivo», spiega il campione altoatesino.

Sinner e le novità nel servizio

Come piace a lui. Anche se Jannik, in quella ossessiva ricerca della perfezione, è una metamorfosi ambulante: «Bisogna sapersi adattare alle diverse condizioni: la stessa superficie può cambiare rispetto alle condizioni meteo, e poi dipende dall’avversario». Il russo è un tipo «ostico», dice: i precedenti sono 6-3 in favore dell’azzurro. «Ma l’ultima volta, qui al Roland Garros, contro di lui mi sono ritirato». Sinner ha fatto grandi passi avanti, rispetto alla finale del Foro Italico di due settimane fa: «Mi muovo meglio, sono più rapido. Scivolo. Anche sul servizio c’è qualcosa di nuovo». Ieri con il suo staff si è allenato per un’ora sul campo 27, lontano dal complesso del Roland Garros. Stasera parte favorito, in caso di passaggio del turno incontrerebbe nei quarti il vincente di Bublik-Draper, in programma nel tardo pomeriggio sul Suzanne Lenglen. Dall’altra parte del tabellone, Alcaraz va avanti, dopo aver superato in 4 set il pericoloso americano Shelton. Domani sfiderà un altro statunitense, Paul.

L’eliminazione di Jasmine Paolini

L’altro giorno Jannik era stato «rapito» nel corso di un’intervista da Jasmine Paolini, cui lo lega una forte amicizia. Ieri non è stata una bella giornata, per “Jas”: testa di serie numero 4 al Roland Garros, reduce dal successo di Roma, la ragazza toscana si è arresa all’ucraina Svitolina al termine di un match folle, nel corso del quale ha avuto tre occasioni per chiudere definitivamente l’incontro. «Così è crudele. Ho perso un po’ di fiducia al terzo match point annullato nel secondo set». Una frazione a testa, nella terza e decisiva è crollata: mentalmente, e fisicamente. «Questo è il tennis: anche se è difficile accettarlo, lo devo fare», dice con un filo di voce Jasmine, che qui a Parigi lo scorso anno era arrivata in finale ma che conferma comunque il 4° posto nel ranking Wta. «È stata una partita complicata, ho avuto le mie chance e non le ho sfruttate. Lei è molto brava. Forse avrei potuto fare qualcosa in più su uno dei match point, ma è andata così». Un istante dopo, ritorna “quel” sorriso. «Avrò presto l’occasione di rifarmi».

Ad esempio, ancora qui a Parigi: oggi pomeriggio, insieme a Sara Errani, formidabile coppia azzurra, sfida negli ottavi il doppio formato dalla brasiliana Haddad Maia e dalla tedesca Siegemund.

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