Parigi – Alla fine, quelli del Roland Garros hanno “sacrificato” Djokovic. In serata, sul Philippe Chatrier, mentre l’attenzione di francesi e italiani sarà tutta per la finale di Champions, giocherà Novak (con Misolic). Sinner invece scenderà in campo all’ora di pranzo. La maggior parte del pubblico farà così in tempo a evitare possibili guai — nel vicinissimo Parco dei Principi sono attesi 50mila tifosi davanti a un maxi schermo, si temono disordini qualunque sia il risultato: il prefetto Nuñez schiera in città 5.400 poliziotti — tornare a casa e accendere la tv. “Noi ce la vedremo in albergo. Ma la sola partita che conta davvero è quella di Jannik”: Simone Vagnozzi, interista. L’allenatore dice che Sinner “ha recuperato dal raffreddore e qualche acciacco, dovrebbe stare bene ma in uno Slam non puoi sempre essere al 100%. Ricordate quella giornata complicata con Rune, a Melbourne? Poi cominciò a crescere”. L’appuntamento è dopo le 13 nel Suzanne Lenglen, lo stadio che ieri tra un rovescio e un moccolo ha visto Musetti (“Noi di Carrara siamo duri come il marmo”) battere l’argentino Navone dopo una prima parte tribolata. Dall’altra parte della rete, Sinner troverà Jiri Lehecka, 34 nel ranking Atp, bravo ma prevedibile: “Match ostico. Quello colpisce forte da entrambi i lati e serve bene, guai a dargli ritmo. Bisogna farlo muovere”. Se vincerà, Jannik incontrerà Andrey Rublev, che ha approfittato del ritiro di Arthur Fils per problemi alla schiena. Vagnozzi racconta che ora un qualsiasi Top 100 può creare problemi ai migliori: “Ora ci sono più soldi, più premi: e ognuno può permettersi un tecnico o un preparatore al seguito. Così sale il livello medio. Non come ai miei tempi, quando gli allenatori guadagnavano più a fare i maestri di un circolo e i giocatori si arrangiavano da soli”.
Vagnozzi: “Voglio far cambiare idea a Cahill”
Sinner ha una squadra solida, peccato che Cahill smetta a fine stagione. “Serve qualcuno che lavori con me, da solo non ce la faccio. Cominceremo a cercarlo dopo Wimbledon. Anche se spero di far cambiare idea a Darren”. Che il clima sia buono, lo vedi dagli atteggiamenti di Jannik a Parigi: scherza, ride. “Nell’ultimo anno ha dovuto sopportare un peso incredibile, ma è sempre stato solare, sorridente: ora può esprimersi liberamente”. Lui e Alcaraz sembrano di un altro pianeta. “Quando si incontrano, di solito il favorito perde: allora qui vinceremo noi. Perché il favorito è Carlos”.
Gigante, una sconfitta e tanti sorrisi
Domenica Musetti incontrerà negli ottavi Rune. Nel ranking live il carrarino sale al 6° posto: con Navone nel primo set e mezzo si è lasciato andare alle emozioni — e alle parolacce — come una volta, poi ha recuperato equilibrio e colpi. “Dicevano che non mi sporcavo le mani. Ho imparato a soffrire”. Domenica ci sarà anche Jasmine Paolini, che ha liquidato Julija Starodubtseva: l’aspetta un’altra ucraina, Svitolina. È finita invece l’avventura di Matteo Gigante: arrivava dalle qualificazioni, ha superato due turni, si è arreso in tre set all’americano Ben Shelton. Ma ha messo da parte 168mila euro di premi: pagherà l’allenatore, il preparatore. Migliorerà ancora. Verso le 14, il Philippe Chatrier ospiterà Flavio Cobolli: lo aspetta Zverev, testa di serie numero 3. Comunque vada, anche loro faranno in tempo a vedersi Inter-Psg.