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Cahill, la pensione può attendere. Con Sinner almeno fino a Melbourne

Sinner e Cahill dopo la finale di Wimbledon 

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Il supercoach australiano, che progettava di lasciare a fine stagione, ha deciso di restare accanto al numero 1. A Cincinnati prova generale in vista dello Us Open
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È stata la sconfitta del Roland Garros, molto più del successo di Wimbledon, a cementare il loro rapporto. Perché è nei momenti difficili, che si vedono gli amici. «Vuole diventare la versione migliore di sé stesso. Sono qui per aiutarlo», dice Cahill di Sinner. «Posso progredire ancora», ripete il ragazzo dai capelli rossi. C’è bisogno di aggiungere altro? Il supercoach, che progettava di andare in pensione in autunno, ha deciso di restare accanto al numero uno. Lo accompagnerà fino agli Australian Open del prossimo gennaio. Come minimo.

A Cincinnati prove generali di Us Open

Darren e Jannik, storia di un rapporto molto speciale. Si sono appena ritrovati sul cemento dell’Ohio, per quel Masters 1000 di Cincinnati — oggi il sorteggio, l’a…

È stata la sconfitta del Roland Garros, molto più del successo di Wimbledon, a cementare il loro rapporto. Perché è nei momenti difficili, che si vedono gli amici. «Vuole diventare la versione migliore di sé stesso. Sono qui per aiutarlo», dice Cahill di Sinner. «Posso progredire ancora», ripete il ragazzo dai capelli rossi. C’è bisogno di aggiungere altro? Il supercoach, che progettava di andare in pensione in autunno, ha deciso di restare accanto al numero uno. Lo accompagnerà fino agli Australian Open del prossimo gennaio. Come minimo.

A Cincinnati prove generali di Us Open

Darren e Jannik, storia di un rapporto molto speciale. Si sono appena ritrovati sul cemento dell’Ohio, per quel Masters 1000 di Cincinnati — oggi il sorteggio, l’azzurro campione uscente è testa di serie numero uno e non scenderà in campo prima di sabato, mentre Djokovic ha dato forfait — che servirà da prova generale in vista dello Slam di New York, a fine mese. L’australiano avrebbe dovuto raggiungere il campione molto più tardi: all’inizio l’idea era addirittura quella di seguire da lontano l’avventura della Volpe agli Us Open. Ma la caccia al quinto Slam è un obiettivo troppo importante per il numero uno del mondo. E allora, di nuovo insieme.

Cahill: “A fine stagione lascio”. Poi il dietrofront

A Parigi, vigilia della semifinale con Djokovic, Cahill era parso più che mai risoluto: «No, Jannik non mi ha fatto cambiare idea. Alla fine della stagione dico basta, resto in Australia con la mia famiglia». Il resto della storia, la conoscete: Nole schiantato in 3 set, poi la maledetta finale con i 3 match point annullati da Alcaraz, il successo del murciano che aveva gettato l’azzurro nello sconforto più profondo. In quel momento, Darren ha capito che la sua storia con Jannik sarebbe durata più a lungo del previsto.

Sinner e l’importanza di Cahill

Sessant’anni il prossimo ottobre, gran bel giocatore (in semifinale nello Slam americano nel 1988, 22° posto nel ranking l’anno seguente) e ottimo allenatore: ha seguito prima il connazionale Lleyton Hewitt, poi André Agassi e altri campioni. Fino a incrociare la strada di Sinner, nel giugno del 2022. Lavora insieme a Simone Vagnozzi. Jannik lo racconta in maniera esemplare: «Cahill è fondamentale dal punto di vista tecnico, ma soprattutto umano. È bravissimo sul campo, fuori ancora di più. Mi ha fatto capire come superare le delusioni». Il riferimento è al 2024 trascorso con l’incubo della denuncia Wada, poi i 3 mesi di stop, infine lo shock della sconfitta di Parigi. «Mi ha aiutato a diventare un tennista, ma soprattutto una persona migliore». Quei due devono restare insieme. Il più a lungo possibile.

Darren Cahill e Simone Vagnozzi

 

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