Paolini, che peccato: lotta ma cede a Swiatek. A Cincinnati però Jasmine ha ritrovato il sorriso
di Massimo CalandriAnche Jasmine Paolini è uscita purtroppo sconfitta in 2 set (7-5, 6-4 ) nella finale di Cincinnati: ma la piccola tennista toscana ancora una volta ha dimostrato d’essere gigantesca, per coraggio e talento. Ha chiuso comunque col suo sorriso, il più bello del mondo del tennis. Davanti aveva la polacca Iga Swiatek, testa di serie numero 3 del torneo, che nei precedenti 5 incontri l’aveva sempre battuta e un mese fa ha vinto Wimbledon rifilando un terrificante doppio bagel (6-0, 6-0) alla povera americana Anisimova.
Paolini, che partenza. Ma Iga rimonta
Ma Jas non è una che si fa intimorire, anzi. Ha cominciato con grande decisione, strappando il servizio all’avversaria e portandosi sul 3-0 nel primo set: poi la rimonta col doppio break consecutivo della Swiatek, che si è messa a serv…
Anche Jasmine Paolini è uscita purtroppo sconfitta in 2 set (7-5, 6-4 ) nella finale di Cincinnati: ma la piccola tennista toscana ancora una volta ha dimostrato d’essere gigantesca, per coraggio e talento. Ha chiuso comunque col suo sorriso, il più bello del mondo del tennis. Davanti aveva la polacca Iga Swiatek, testa di serie numero 3 del torneo, che nei precedenti 5 incontri l’aveva sempre battuta e un mese fa ha vinto Wimbledon rifilando un terrificante doppio bagel (6-0, 6-0) alla povera americana Anisimova.
Paolini, che partenza. Ma Iga rimonta
Ma Jas non è una che si fa intimorire, anzi. Ha cominciato con grande decisione, strappando il servizio all’avversaria e portandosi sul 3-0 nel primo set: poi la rimonta col doppio break consecutivo della Swiatek, che si è messa a servire a quasi 200 kmh. Nella prima frazione, Jas ha salvato un set point e ulteriormente ribaltato la situazione, prima di cedere in 57 minuti. Due break a testa in apertura del secondo set, con l’azzurra che piazza un passante da far impazzire il pubblico: «Outrageous!», scandaloso, nel senso di scioccante per bellezza, recita il pannello luminoso.
La classifica di Paolini
Resta aggrappata all’incontro, che però alla fine la polacca chiude col fiatone: la battaglia è durata complessivamente un’ora e 50 minuti. Con questo risultato, Jasmine promette di recuperare l’ottava posizione nel ranking mondiale (oggi è nona; Iga sale al 2° posto) che a novembre le permetterebbe di partecipare alle Finals di Ryad. Nell’ultima settimana di Cincinnati, tra singolare e doppio ha giocato 9 incontri, 20 set (compresi 5 tie-break), 200 games. Una guerriera.
Il cammino a Cincinnati
L’avventura nel doppio femminile con Sara Errani, l’amica del cuore, si è chiusa in semifinale. Nel singolare, invece: subito una vittoria sofferta con la greca Sakkari, due set al tie-break vinti soprattutto mentalmente. Poi i successi con l’americana Krueger, la ceca Krejcikova (con cui l’anno scorso aveva perso in finale a Wimbledon). E soprattutto, nei quarti, la vittoria con la favoritissima Gauff, già battuta sulla terra rossa nella finale di Roma. In semifinale ha piegato la Kudermetova.
Il sorriso ritrovato di Jasmine
All’inizio dell’estate, dopo le trionfali giornate romane celebrate col tutto nella piscina del Foro Italico, aveva conosciuto un periodo di stanchezza e confusione, coinciso coi tornei di Parigi e Wimbledon. Dicevano che fisicamente non fosse più quella che logorava le avversarie con lunghi scambi, facendole impazzire con la corsa e l’intelligenza; negli ultimi mesi si era messa in testa di chiudere subito, sbagliando per troppa fretta. La decisione di rompere con Marc Lopez, l’allenatore che a sorpresa a marzo aveva sostituito Renzo Furlan, aveva aumentato le perplessità. Poi, è arrivato il cemento dell’Ohio e il sostegno di un tecnico messo a disposizione dalla Federazione, Federico Gaio. Gli applausi del pubblico dell’Ohio le hanno fatto fare clic: «La gente apprezza il mio tennis e tutto è di nuovo bellissimo, riesco a tirare fuori il massimo». Aveva bisogno di sentirsi amata. Clic: è tornato il sorriso.