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Sinner, il prezzo degli esperimenti. Musetti, che gaffe

Sinner e Musetti 

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Jannik, con un gioco diverso dal passato, fatica contro Atmane. Lorenzo costretto alle scuse dopo una frase infelice in campo, a Pechino
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"Non riuscirò mai a giocare come Alcaraz. Ma posso cambiare qualcosa nel mio tennis”. Dopo la sconfitta di New York, Jannik ha deciso di uscire dalla comfort zone: non c’è altro modo, per avere la meglio nella prossima — inevitabile — finale con Carlitos. Serve and volley, palle corte, discese a rete: un gioco più vario e imprevedibile, restando però ancorato alla determinazione e fisicità dal fondo. C’è un prezzo da pagare, e arrivato a Pechino — il primo crash test del “nuovo” Sinner — aveva messo le mani avanti: “Una cosa è allenarsi, un’altra giocare per davvero. All’inizio non sarà facile”. Appunto. Con Atmane l’azzurro ha faticato molto più del previsto, perdendo un set (e tre volte il servizio) prima di riuscire ad avere la meglio in 2 ore e 21 minuti: solo un mese fa, nella semifinale di Cincinnati, aveva impiegato un’ora di meno a battere il francese. Ma quella, era la “vecchia” versione di Jannik. Lavori in corso.

"Non riuscirò mai a giocare come Alcaraz. Ma posso cambiare qualcosa nel mio tennis”. Dopo la sconfitta di New York, Jannik ha deciso di uscire dalla comfort zone: non c’è altro modo, per avere la meglio nella prossima — inevitabile — finale con Carlitos. Serve and volley, palle corte, discese a rete: un gioco più vario e imprevedibile, restando però ancorato alla determinazione e fisicità dal fondo. C’è un prezzo da pagare, e arrivato a Pechino — il primo crash test del “nuovo” Sinner — aveva messo le mani avanti: “Una cosa è allenarsi, un’altra giocare per davvero. All’inizio non sarà facile”. Appunto. Con Atmane l’azzurro ha faticato molto più del previsto, perdendo un set (e tre volte il servizio) prima di riuscire ad avere la meglio in 2 ore e 21 minuti: solo un mese fa, nella semifinale di Cincinnati, aveva impiegato un’ora di meno a battere il francese. Ma quella, era la “vecchia” versione di Jannik. Lavori in corso.

Sinner: “Non devo stravolgere la mia identità”

“Sto cercando di fare cose nuove in campo, e per questo motivo spendo abbastanza forza mentale”, ha confessato Sinner al termine dell’incontro. “Dobbiamo stare attenti a non far troppo”. Perché non è mica Alcaraz. “Non devo stravolgere la mia identità, cambiare tutto quello che sono come giocatore. In questo momento sto provando a fare l’80% del mio tennis abituale e un 20% di novità. Secondo me, dovrei arrivare al 90-95% di quel che sono io, e provare a cambiare un 5%. E magari, all’inizio fare queste cose diverse nei momenti più tranquilli”. Ci vuole coraggio per cambiare. “Penso ancora troppo, è impossibile automatizzare tutto in così poco tempo”. Lunedì l’azzurro incontrerà nei quarti di finale l’ungherese Fabian Marozsan. Nel frattempo, duemila chilometri più a est, l’altro Duellante — Carlos Alcaraz — ha superato Bergs nel secondo turno del torneo di Tokyo: domenica affronta Nakashima.

Le scuse di Musetti

A Pechino a colazione, contro Mannarino c’è Lorenzo Musetti: bello e immarcabile, come sempre. Il carrarino è stato al centro di un piccolo caso, dopo che sui social è stato rilanciato un momento in cui se l’è presa con qualche spettatore (“Tossiscono sempre, questi cinesi”, frase accompagnata da una parolaccia). Ha chiesto pubblicamente scusa: “Le mie parole erano rivolte a poche persone in tribuna”.

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