La parola d’ordine è: «Costruire». Nel cantiere Sinner si lavora a testa bassa. Ogni giorno, un mattone. Un colpo al volo in più, una palla corta, un servizio in kick. Proviamoci. Non è semplice, perché ci vuole coraggio anche a fallire. Ma Jannik è determinato: sa che il solo modo per battere Alcaraz è variare il proprio gioco, e allora persevera in questo metamorfico percorso anche a costo di qualche piccolo inciampo. Gli è successo ieri con l’ungherese Marozsan, che verso la fine del secondo set gli ha strappato la battuta. «Devo trovare il giusto equilibrio tra le novità e le cose che so fare meglio». Ci vorrà tempo. Può aspettare. «Avere fiducia è molto importante, nel tennis».
Ora De Minaur, Sinner è 10-0 nei precedenti
Stamani alle 8 italiane nella semifinale dei China Open affronta…
La parola d’ordine è: «Costruire». Nel cantiere Sinner si lavora a testa bassa. Ogni giorno, un mattone. Un colpo al volo in più, una palla corta, un servizio in kick. Proviamoci. Non è semplice, perché ci vuole coraggio anche a fallire. Ma Jannik è determinato: sa che il solo modo per battere Alcaraz è variare il proprio gioco, e allora persevera in questo metamorfico percorso anche a costo di qualche piccolo inciampo. Gli è successo ieri con l’ungherese Marozsan, che verso la fine del secondo set gli ha strappato la battuta. «Devo trovare il giusto equilibrio tra le novità e le cose che so fare meglio». Ci vorrà tempo. Può aspettare. «Avere fiducia è molto importante, nel tennis».
Ora De Minaur, Sinner è 10-0 nei precedenti
Stamani alle 8 italiane nella semifinale dei China Open affronta Alex de Minaur, numero 8 del mondo ma affetto da un imbarazzante complesso di inferiorità nei suoi confronti: 10 sconfitte in 10 precedenti, ma l’australiano sa che la Volpe ha cambiato pelo, almeno un poco, e spera di approfittarne. Dietro l’angolo c’è la probabile sfida con quel parvenu di Medvedev, il russo che quando lo batteva fingeva di sbadigliare per la noia però poi ha smesso di fare il furbo, perché l’azzurro ha vinto 8 degli ultimi 9 incontri tra i due. Con quello di ieri, siamo a 40 successi (5 sconfitte) nel 2025, e 13 semifinali, questa è l’ottava di fila sul cemento: tutte vinte. «Considerato che ho giocato solo 8 tornei, è un gran risultato». La fiducia, appunto.
Pensiero a Alcaraz, appuntamento a Shanghai
Ma c’è un tarlo, nella testa di Jannik: si chiama Carlitos. Ieri a Tokyo il murciano ha dato un’altra dimostrazione di classe purissima (successo numero 66 della stagione) e vola in finale, dove se la vedrà con Fritz. I Duellanti hanno appuntamento a Shanghai, tra pochi giorni: se si incontreranno, sarà solo nell’ultimo match del torneo. Il sorteggio non ha sorriso troppo all’azzurro, che passa direttamente al secondo turno ma negli ottavi troverà forse quel pericoloso mattacchione di Bublik, poi Rune o Fritz, quindi Djokovic.
Musetti si arrende a un problema muscolare
Passerà al secondo turno di Shanghai anche Lorenzo Musetti, che sembra essersi assicurato un posto alle Atp Finals di Torino ma continua a sprecare occasioni d’oro. Era in vantaggio di un set e in pieno controllo, quando – sempre a Pechino – si è arreso nei quarti all’americano Tien per un problema muscolare. Un vero peccato: la finale con Jannik è solo rimandata.