Non tutti i mali arrivano per gli stessi motivi. Una volta sono le vesciche, lo stomaco, e ancora l’intestino, la pressione, i muscoli, le articolazioni. L’ultima sono stati i crampi. Si possono mettere insieme tutti i problemi di Sinner, agitare bene e decidere che il campione è fragile e andrebbe maneggiato con cura? Cosa hanno in comune crampi e cadute, ginocchia e dissenteria?
La rincorsa ad alto rischio dopo lo stop di 3 mesi
Sono due i fattori da considerare prima di avere un’opinione (o non averla): lo stop di tre mesi e la voglia di conservare il numero uno nella classifica mondiale (poi ceduto ad Alcaraz, a New York, dopo la finale persa negli Us Open). Lo hanno costretto a una rincorsa affannosa, a una gara contro il tempo, a un recupero lun…
Non tutti i mali arrivano per gli stessi motivi. Una volta sono le vesciche, lo stomaco, e ancora l’intestino, la pressione, i muscoli, le articolazioni. L’ultima sono stati i crampi. Si possono mettere insieme tutti i problemi di Sinner, agitare bene e decidere che il campione è fragile e andrebbe maneggiato con cura? Cosa hanno in comune crampi e cadute, ginocchia e dissenteria?
La rincorsa ad alto rischio dopo lo stop di 3 mesi
Sono due i fattori da considerare prima di avere un’opinione (o non averla): lo stop di tre mesi e la voglia di conservare il numero uno nella classifica mondiale (poi ceduto ad Alcaraz, a New York, dopo la finale persa negli Us Open). Lo hanno costretto a una rincorsa affannosa, a una gara contro il tempo, a un recupero lunghissimo. Alta intensità, alto rischio.
Le temperature troppo alte
E altissime temperature. Afa. Umidità. Sinner che si ritira nel match con Griekspoor e torna negli spogliatoi appoggiandosi alla racchetta, piegato in due, bloccato dai crampi è un’immagine che impressiona. Ma i crampi sono legati alle condizioni estreme, folli, di Shanghai, dove Djokovic vomita due volte nel match con Hanfmann, Rune chiede se l’Atp vuole il morto, Fritz ha un mezzo collasso, Fucsovics dice all’arbitro “sto morendo”, Medjedovic urla ritirandosi “come potete lasciarci giocare in queste condizioni?”. Con quelle condizioni brutali, il tetto che non fa circolare l’aria, gli orari delle partite, le proteste, i crampi di Sinner non stupiscono.
Per Sinner più di un malore
Perché quindi ci si preoccupa? Perché Jannik aveva già avuto due malori recenti. A Cincinnati, quando tutti hanno visto Jannik bianco, debole, fermo sulle gambe, costretto ad abbandonare la finale contro Alcaraz, spaventato pure lui dalle condizioni del rivale. Sinner quella volta spiegò: virus intestinali, notte insonni, stanchezza. Qualche giorno dopo, a Pechino, ha comunque vinto il torneo, semifinale con De Minaur. Anche lì una spiegazione: attacco di dissenteria. Parole che allontanano i timori. Che invece erano stati grandi un anno fa, a luglio 2024, a Wimbledon: scattò l’allarme durante il quarto con Medvedev, l’azzurro si era dovuto fermare 11 minuti, correre negli spogliatoi. Era bianco, stava svenendo. Tremava. Gli girava la testa. Preoccupazione.
Come a inizio anno, agli Australian Open, contro Rune: problemi respiratori e difficoltà negli spostamenti, un calo vistoso, il bisogno immediato del fisioterapista. La mano colpita da un tremore irrefrenabile. Misura della pressione e fuori dal campo. Sinner era poi rientrato e aveva vinto la partita.
Quel problema a Halle
E poi gli altri match mai finiti o mai iniziati per problemini fisici: il ritiro a Halle con Bublik per un guaio muscolare; la rinuncia, a maggio 2024, alla semifinale di Madrid per l’infortunio all’anca. Vesciche a Vienna nel 2020, le stesse che lo misero fuori gioco nel 2022 a Miami nel quarto con Cerundolo. Stesso anno: la caduta in campo, a Sofia, e l’abbandono per caviglia dolorante, un problema al ginocchio al Roland Garros.
Certe volte i pit stop servono
I campioni come Sinner, spiegano i medici sportivi, sono come monoposto di Formula Uno, soggetti ad accelerazioni, frenate, alta velocità, pause improvvise, stress: una volta si può rompere la sospensione, un’altra i freni, si possono avere guai con l’aerodinamica e ci sono gare preparate male. Si può essere in pole position o invece si deve rientrare ai box. Piccoli malori passano. Ma a certe intensità servono anche i pit stop. Che a volte sono il male minore.