Così piccola e grande. «La più forte tennista italiana di sempre. Attualmente gioca il miglior tennis al mondo». Renzo Furlan l’ha allenata una vita, la conosce meglio di tutti: Jasmine Paolini, 29 anni. Un metro e 63 centimetri di talento, energia, coraggio, sorrisi. Numero 8 del ranking, numero 1 per il pubblico. “Jas”, la più amata. Per la seconda volta consecutiva, protagonista della Wta Finals di Riad. In singolare, da domani, inserita nel girone con Sabalenka, Gauff, Pegula. E in doppio, insieme a Errani: oggi alle 13.30, l’esordio («Non sta benissimo, ma in campo sarà al massimo», dice Sara).
Come fa una ragazza così minuta a competere con avversarie almeno 20 centimetri più alte, e con le spalle larghe il doppio?
«Ha una fibra muscolare eccezionale. Rapida, elastica, potente. Gioca la palla — in rotazione o piatta — alla stessa velocità delle altre. Perché il braccio e le gambe sono veloci. Spesso colpisce anche più forte di Sabalenka & C.: ci riesce anche grazie a una stra…
Così piccola e grande. «La più forte tennista italiana di sempre. Attualmente gioca il miglior tennis al mondo». Renzo Furlan l’ha allenata una vita, la conosce meglio di tutti: Jasmine Paolini, 29 anni. Un metro e 63 centimetri di talento, energia, coraggio, sorrisi. Numero 8 del ranking, numero 1 per il pubblico. “Jas”, la più amata. Per la seconda volta consecutiva, protagonista della Wta Finals di Riad. In singolare, da domani, inserita nel girone con Sabalenka, Gauff, Pegula. E in doppio, insieme a Errani: oggi alle 13.30, l’esordio («Non sta benissimo, ma in campo sarà al massimo», dice Sara).
Come fa una ragazza così minuta a competere con avversarie almeno 20 centimetri più alte, e con le spalle larghe il doppio?
«Ha una fibra muscolare eccezionale. Rapida, elastica, potente. Gioca la palla — in rotazione o piatta — alla stessa velocità delle altre. Perché il braccio e le gambe sono veloci. Spesso colpisce anche più forte di Sabalenka & C.: ci riesce anche grazie a una straordinaria qualità di gioco. A Riad ha un girone difficile, ma può battere tutte».
Non è esagerato definirlo “il migliore del mondo”?
«È il gioco migliore, perché è il più completo: Jas sa adattarsi alle situazioni, le altre no. Tra le atlete della sua taglia, diciamo alte fino a 1.70, ha il servizio più efficace. Il gioco da fondo lo conoscete. Alla qualità della volée — altissima — ha aggiunto un grande senso della posizione. Merito delle esperienze in doppio con Errani».
La scorsa stagione, con le finali di Parigi e Wimbledon, l’oro nel doppio alle Olimpiadi, sembrava aver raggiunto lo zenit della carriera.
«Quest’anno ha alzato il livello: perché prima non era cosciente, ora invece si è confermata e gioca con la consapevolezza di essere una delle più forti. Le altre ne riconoscono il valore, la temono. Progredirà ancora: grazie alle motivazioni personali e alle informazioni tecnico-tattiche che le arrivano. L’ingresso nella sua squadra di un tecnico come Danilo Pizzorno è stato decisivo».
In Cina, dove l’hanno soprannominata “Bao Zong” (più o meno: boss Paolini), impazziscono per lei. E così nel resto del mondo: perché è tanto amata?
«È una lottatrice. E gioca sempre col sorriso. Dentro e fuori dal campo trasmette un’energia positiva incredibile. Il suo segreto è l’empatia. La gente si innamora subito. Anche quando non era tra le Top 10, dal Brasile al Canada riceveva testimonianze di affetto incredibili. Meritate, perché è veramente una brava ragazza».
È la più forte tennista italiana di sempre?
«Sì. Per ora le manca la vittoria in uno Slam, ottenuta da Pennetta e Schiavone: ma come costanza nel ranking, e successi nei tornei 1000, non c’è paragone».
Peccato che a marzo le vostre strade si siano separate.
«Era arrivato il momento. Ha il dovere di raggiungere il massimo delle sue potenzialità. Siamo rimasti buoni amici, per lei ci sarò sempre. Come si fa a non voler bene a Jas?».