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Morto Pietrangeli, le reazioni. Mattarella: “Successi e umana simpatia, aveva affetto italiani”

Pietrangeli con il Presidente Mattarella
Pietrangeli con il Presidente Mattarella 
L’icona del tennis italiano è scomparso a 92 anni
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Addio a Nicola Pietrangeli. E' morto a 92 anni il grande campione icona del tennis italiano: fu capitano della Coppa Davis vinta nel 1976.

Mattarella: “Successi e umana simpatia, aveva l’affetto degli italiani”

"Ho appreso la notizia della morte di Nicola Pietrangeli con autentico dispiacere. I suoi straordinari successi sportivi, la sua umana simpatia, gli hanno procurato l'affetto di tanti italiani, sportivi e non. Esprimo ai familiari cordoglio e sentimenti di vicinanza". Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Panatta: “Insieme ci siamo divertiti”

"Nicola era il mio amico, anche se ci beccavamo ogni tanto, ma era un gioco che facevamo". Adriano Panatta ha ricordato a ‘Storie italiane’ su Rai 1 Nicola Pietrangeli. "Lo voglio ricordare con allegria, è stato un personaggio straordinario, al di là di essere un campione assoluto che ha vinto praticamente tutto quello che c'era da vincere nel periodo in cui giocava. Alla mia nascita lui era un 17enne che giocava al tennis Parioli ed era già una promessa, poi abbiamo fatto un po’ il cambio della guardia io e lui. Abbiamo anche giocato insieme, ci siamo divertiti, abbiamo fatto le vacanze insieme. Io e Nicola eravamo molto amici", ha aggiunto Panatta ricordando poi il dolore vissuto negli ultimi mesi da Pietrangeli per la perdita del figlio: "La cosa che mi faceva più male in questo ultimo periodo era che non volevo che soffrisse: lui ha avuto un colpo tremendo quando è morto Giorgino. L'ultima volta che l'ho chiamato, pochi giorni fa, gli ho detto 'alzati dal letto, accidenti a te'. Lui mi diceva che non voleva alzarsi. Però ha fatto una vita bellissima".

Pietrangeli e Panatta
Pietrangeli e Panatta (ansa)

Pescosolido: “Perdiamo una leggenda”

"Oggi è un giorno molto triste per il tennis italiano e in generale per il nostro sport. Perdiamo un simbolo, una leggenda. E' stato con lui che sono arrivate le prime vittorie per il nostro tennis, è stato il primo a vincere uno torneo del Grande Slam, a Parigi. Giocatore di grande tecnica, di un'eleganza unica, con uno dei più bei rovesci della storia". Così l'ex giocatore azzurro di Coppa Davis Stefano Pescosolido nel giorno della scomparsa di Nicola Pietrangeli. "E' stato il giocatore simbolo della Coppa Davis, detiene il record di partite giocate e di partite vinte nella competizione – ricorda Pescosolido -. Da giocatore non l'ha mai vinta pur essendo arrivato in finale ma poi fece un capolavoro nel 1976 vincendola da capitano, riuscendo a unire un gruppo con personalità forti e molto diverse tra loro".

Malagò: “Sabato ti ho abbracciato”

"Ciao Nic, sabato sono venuto ad abbracciarti, ma io ti voglio ricordare così". Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano-Cortina ed ex presidente del Coni, ha ricordato Pietrangeli postando sui social una foto di Nicola Pietrangeli con la dedica "A Giovanni, amici da sempre… per sempre".

Musetti e Cobolli: “Ciao Nicola”

"Ciao Nicola". Così, con una storia a testa nei loro profili Instagram, Lorenzo Musetti e Flavio Cobolli, hanno ricordato la scomparsa di Pietrangeli.

Coni dispone minuto di silenzio in tutte le competizioni

Su invito del presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, è stato disposto un momento di raccoglimento in occasione delle gare di tutte le competizioni in programma dalla giornata odierna e per l'intero fine settimana (compresi eventuali anticipi e posticipi) per onorare la memoria di Nicola Pietrangeli, icona del mondo del tennis scomparso oggi all'età di 92 anni. Lo rende noto la Figc in un comunicato.

Il ricordo di Flavia Pennetta

Flavia Pennetta ha voluto ricordare Nicola Pietrangeli postando sui social un’immagine di lui in compagnia di Lea Pericoli: “Mi piace ricordarvi così, insieme. Grazie per tutto quello che avete fatto per il nostro sport, non vi dimenticheremo mai. Riposa in pace, Nicola”.

Bertolucci: “È stato il nostro primo eroe tennistico”

"E' un gran brutto lunedì". Paolo Bertolucci inizia così il ricordo di Nicola Pietrangeli. "E' stato il nostro capitano nella prima vittoria in Coppa Davis, in Cile nel 1976, ma soprattutto é stato il primo grande giocatore italiano, recordman assoluto per quanto riguarda i match disputati in Coppa Davis, un record che nessuno potrà mai togliergli. E' stato il nostro primo eroe tennistico, da ragazzini lo guardavamo giocare a bocca aperta, nel bianco e nero dei primi incontri di Davis" ha aggiunto. Ma "Nicola aveva anche una grande personalità, era un grande personaggio, che ha scritto pagine indelebili. E' il tennis italiano. Purtroppo, dopo Lea Pericoli abbiamo perso anche lui".

Meloni: “Campione capace di ispirare generazioni”

"Oggi perdiamo una figura che ha fatto la storia dello sport con straordinario talento e passione. Nicola Pietrangeli è stato un simbolo del tennis italiano, il primo azzurro a vincere uno Slam, inserito nella Hall of Fame mondiale, un campione capace di ispirare diverse generazioni e che ha portato in alto il nome dell'Italia nel mondo. Condoglianze alla sua famiglia, ai tanti tifosi che lo hanno sostenuto nel corso della sua carriera e a chi gli ha voluto bene". Lo scrive su X la premier Giorgia Meloni ricordando Nicola Pietrangeli.

Il ricordo di Salvini

"Ci lascia uno dei più grandi tennisti italiani di sempre, il primo azzurro a vincere lo Slam. Una leggenda dello sport nazionale e internazionale. Buon viaggio". Lo scrive sui social il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, commentando la scomparsa di Nicola Pietrangeli.

Abodi: “Ha scritto la storia del tennis italiano”

"Oggi è un giorno triste per l'Italia, in particolare per lo sport, ci lascia una leggenda, Nicola Pietrangeli, simbolo del tennis nazionale e internazionale. La sua storia, i suoi successi e il suo stile hanno segnato generazioni di appassionati, contribuendo in modo indelebile alla crescita e alla diffusione di questa meravigliosa disciplina nella nostra Nazione". Così il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi. "È difficile saper coniugare la grandezza dello sportivo con la semplicità dell'uomo, per certi versi un rivoluzionario che ha scritto la storia del tennis italiano, ecco Nicola era proprio questo, ma soprattutto ci lascia un amico, una persona schietta che ha combattuto intensamente e che ci regala un'eredità immensa, non solo sportiva, ma culturale e valoriale. Sono certo che il suo esempio continuerà a vivere nei nostri ricordi e nel futuro dello sport", ha aggiunto Abodi.

Nadal: “Un grande del tennis italiano e mondiale”

Volandri: “Il nostro tennis perde un gigante”

"Oggi il nostro tennis perde un gigante. Nicola Pietrangeli è stato il primo idolo e il primo vero punto di riferimento per chiunque abbia amato questo sport. Per noi che indossiamo o abbiamo indossato la maglia azzurra, non è mai stato soltanto un grande campione del passato. Dalla battuta ironica al consiglio più serio, aveva sempre il modo giusto per farti riflettere e per ricordarti cosa significhi rappresentare l'Italia. Era libero, diretto, autentico: per questo unico". Queste le parole del capitano di Coppa Davis Filippo Volandri. "Ha aperto la strada a tutti noi. Le sue vittorie, la sua personalità e il suo modo di vivere il tennis hanno permesso all'Italia di credere di poter competere ai massimi livelli. Siamo cresciuti con i suoi racconti, con la sua passione travolgente, con la sua capacità di farci sentire parte di una storia più grande. Perdiamo un simbolo e un maestro, ma il suo spirito resterà con noi, in ogni Coppa Davis e in ogni ragazzo che entra in campo con la maglia azzurra. Grazie, Nicola, per tutto ciò che hai rappresentato e continuerai a rappresentare per il nostro tennis". Per Tathiana Garbin, capitana della BJK Cup "Pietrangeli è stato un punto fermo del nostro tennis. Per la mia generazione è stata una guida silenziosa. La sua storia resterà per sempre intrecciata a quella di Lea Pericoli: insieme hanno acceso la prima grande luce del tennis italiano, facendo innamorare intere generazioni e dando stile, anima e identità al nostro movimento".

Volandri (secondo da sinistra) e Tathiana Garbin (seconda da destra) con Pietrangeli al Foro Italico
Volandri (secondo da sinistra) e Tathiana Garbin (seconda da destra) con Pietrangeli al Foro Italico 

Licia Colò: “Mi innamorai del suo coraggio”

"Nicola è stato un campione nella vita e nello sport, un esempio di grande coraggio. È sempre stata una persona che ha diviso, nel senso che alcuni lo amavano e altri non lo sopportavano, proprio perché era coraggioso, trasparente e non ha mai avuto paura di prendere posizioni scomode, anche fino all'ultimo. E io proprio di questo mi sono innamorata a suo tempo". Così Licia Colò ricorda Nicola Pietrangeli, con il quale ha avuto una relazione dal 1987 al 1994. "In una società dove tutti fanno gli equilibristi, Nicola è stato un grandissimo maestro di vita", prosegue la conduttrice. "Con lui ho condiviso un bellissimo momento della mia vita. E il nostro rapporto ha continuato a essere bello anche dopo, perché il nostro legame si è trasformato. L'amore può cambiare, e quando c'è un sentimento che merita, si trasforma in una grande stima e in un grande affetto, che ho sempre conservato per lui. Per me è stato un maestro". Il ricordo si fa poi più intimo e recente: "L'ho visto l'ultima volta solo cinque giorni fa. Sono andata a trovarlo, stava molto male, ma continuava a fare battute, lamentandosi di essere 'stanco di essere stanco'. Stava male da tempo, adesso si è liberato. Probabilmente, ora ha finito di essere stanco". Infine, un pensiero di addio: "Voglio ricordarlo così e mi auguro che da lassù possa continuare a divertirsi, a sorridere e a fare battute con le persone che non sono più”.

Licia Colò e Nicola Pietrangeli
Licia Colò e Nicola Pietrangeli 

Il ricordo di La Russa

"Nicola Pietrangeli, leggenda del tennis, ci lascia a 92 anni. Primatista assoluto in Coppa Davis e protagonista di tante pagine indimenticabili, il suo ricordo resterà nella memoria di tutti. Alle persone a lui care giungano le mie condoglianze e quelle del Senato della Repubblica". Così, su facebook, il presidente del Senato, Ignazio La Russa.

Fognini: “Hai insegnato a tutti cosa significa vincere davvero”

Sport e Salute: “Nicola, talento che diventa cultura”

“Nicola Pietrangeli ha rappresentato una visione: quella in cui il talento diventa cultura, la disciplina diventa stile, la storia diventa futuro”. E’ il ricordo della società Sport e Salute dell'ex campione morto oggi a 92 anni. "Ha insegnato a tutti cosa significhi rappresentare l'Italia con fierezza - prosegue -. Non perdiamo solo un campione, ma un custode della bellezza, dell'eleganza e della passione che il tennis italiano ha saputo esprimere grazie a lui. La sua eredità non è solo nei trofei, ma nella firma che ha lasciato al sistema sportivo nazionale".

Petrucci: “Gli intitolai campo in suo onore”

“Una delle pagine più belle dello sport italiano, eravamo amici dai tempi della segreteria generale del Coni con Mario Pescante presidente. In suo onore feci una cosa che probabilmente non si era mai fatta: gli intestai il campo Pietrangeli al Foro Italico, per quello che aveva fatto e per quello che rappresentava per lo sport italiano. Ha dato tutto quello che poteva dare per questa federazione". Così Gianni Petrucci, presidente della federbasket, ricorda Nicola Pietrangeli. "Le sue scaramucce con Panatta? Era il gioco delle parti, si volevano bene. Hanno vinto quella meravigliosa coppa Davis in Cile. Con il tennis di oggi non si possono fare paragoni, sono momenti diversi, concorrenze diverse. È tutto diverso. Certo, loro sono stati quelli storici".

Buonfiglio: “Perdiamo un punto di riferimento assoluto”

Luciano Buonfiglio, presidente del Coni, ricorda così Nicola Pietrangeli: “La scomparsa di Nicola Pietrangeli addolora profondamente tutto lo sport italiano. Con lui perdiamo non solo un campione straordinario, ma un’icona, un simbolo eterno della sua disciplina. Pietrangeli ha incarnato il tennis italiano: il suo talento, il suo carisma e le sue vittorie hanno attraversato indissolubilmente intere generazioni. Con i suoi successi ha portato l’Italia sulla ribalta internazionale, aprendo la strada a una tradizione che oggi continua a brillare grazie anche al solco da lui tracciato. Oggi perdiamo un punto di riferimento assoluto, un ambasciatore autentico dei valori che accomunano il nostro mondo. Alla sua famiglia, al Presidente Angelo Binaghi e all’intero movimento del tennis italiano va il cordoglio più sincero mio e del CONI”.

Barazzutti: “Perdo un amico, ambasciatore nel mondo dello sport”

"Sono molto dispiaciuto per la scomparsa di Nicola, perché prima di tutto era una persona di famiglia. Abbiamo praticamente vissuto una vita insieme, per quanto mi riguarda da quando ero ragazzino lo vedevo giocare in televisione, era un po’ il mio idolo, l'ho incontrato come giocatore in campo, è stato compagno mio di Coppa Davis, quando io ero un ragazzino, è stato il mio capitano quando abbiamo vinto la Coppa Davis e in questi ultimi 20 anni siamo sempre stati insieme, abbiamo condiviso tante cose". Questo il ricordo di Corrado Barazzutti. "Nicola era un amico, era una persona alla quale ero molto vicino e un grande personaggio sportivo. Era un ambasciatore nel mondo del tennis e dello sport, un ambasciatore di principi e di valori, un grande personaggio sportivo che ha dato tantissimo al tennis e allo sport italiano".

Il Roland Garros: “Lascia un’eredità straordinaria”

Il Roland Garros ricorda Nicola Pietrangeli: “Quattro volte campione del Roland-Garros e figura iconica del tennis italiano, lascia un'eredità straordinaria. Mancherà molto al mondo del tennis”.

Il ricordo della Lazio

“Ricordiamo Nicola Pietrangeli, leggenda del tennis italiano e appassionato della nostra Lazio. Un campione che ha portato in alto l’Italia della racchetta e che ha sempre portato la Lazio nel cuore”. Così la Lazio ricorda Nicola Pietrangeli.

Tajani: “L’Italia piange la scomparsa di un’icona”

"L'Italia piange la scomparsa di Nicola Pietrangeli. Icona del tennis italiano, uno dei più grandi sportivi nazionali del secolo scorso. Il primo azzurro a vincere uno Slam. Sincere condoglianze alla sua famiglia e ai suoi cari.
Riposa in pace". Così, su X, Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.


Binaghi: “Primo a insegnarci cosa vuol dire vincere”

Angelo Binaghi, presidente della federtennis, ricorda così Pietrangeli: “Il tennis italiano perde il suo simbolo più grande, e io perdo un amico. Nicola non è stato soltanto un campione: è stato il primo a insegnarci cosa volesse dire vincere davvero, dentro e fuori dal campo. È stato il punto di partenza di tutto quello che il nostro tennis è diventato. Con lui abbiamo capito che anche noi potevamo competere con il mondo, che sognare in grande non era più un azzardo". E poi ancora: "Quando si parla di Nicola, si pensa subito ai record, alle Coppe Davis, ai titoli e ai trionfi che resteranno per sempre nella nostra storia. Ma la verità è che Nicola era molto di più. Era un modo di essere. Con la sua ironia tagliente, il suo spirito libero, la sua voglia inesauribile di vivere e di scherzare, riusciva a rendere il tennis qualcosa di umano, di vero, di profondamente italiano".

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