Roberta Vinci: “Non solo Sinner, ora gli Slam parlano italiano. Il futuro è Tyra Grant”
dal nostro inviato Massimo CalandriMELBOURNE – Quando si parla di semifinali, chi meglio di Roberta Vinci e quella volta agli Us Open contro l’impossibile Serena Williams? “Stavo perdendo, non mi sono arresa. Nella vita e nel tennis bisogna provarci sempre, perché non sai mai cosa possa accadere”.
Il nostro tennis ci sta provando: funziona. Anche qui in Australia dove lei commenta per Eurosport, che trasmette l’Australian Open su HBO Max e Discovery+.
“Mi verrebbe da dire che era scontato vedere Sinner protagonista, ma ormai lo stesso vale pure per Musetti. Peccato che qualcuno, come Cobolli, sia uscito un po’ troppo presto: ma può succedere, la qualità — sua, e di altri — non si discute, la prossima volta andrà meglio”.
Ci sono anche Darderi, Arnaldi, Bellucci, Nardi. E Maest…
MELBOURNE – Quando si parla di semifinali, chi meglio di Roberta Vinci e quella volta agli Us Open contro l’impossibile Serena Williams? “Stavo perdendo, non mi sono arresa. Nella vita e nel tennis bisogna provarci sempre, perché non sai mai cosa possa accadere”.
Il nostro tennis ci sta provando: funziona. Anche qui in Australia dove lei commenta per Eurosport, che trasmette l’Australian Open su HBO Max e Discovery+.
“Mi verrebbe da dire che era scontato vedere Sinner protagonista, ma ormai lo stesso vale pure per Musetti. Peccato che qualcuno, come Cobolli, sia uscito un po’ troppo presto: ma può succedere, la qualità — sua, e di altri — non si discute, la prossima volta andrà meglio”.
Ci sono anche Darderi, Arnaldi, Bellucci, Nardi. E Maestrelli, entrato nel tabellone principale degli Australian Open: tutti nati fra il 2001 e il 2003. Come è successo, che siano sbocciati tanti talenti?
“Un grande lavoro di programmazione. Ma a me piace anche pensare che il segreto, per tutti, sia una filosofia comune: giocare soprattutto per divertirsi, ma senza accontentarsi mai. Perché poi un giorno ti può anche capitare di giocare contro Serena: se non ti arrendi, magari succedere qualcosa di importante”.
Dieci anni fa erano le ragazze, a colorare d’azzurro il tennis mondiale. Ora, invece.
“Va a periodi. Il nostro è stato bellissimo. Forse abbiamo ispirato un po’ gli uomini. E comunque, abbiamo vinto la seconda Billie Jean King Cup consecutiva. Paolini è stabilmente nella Top 10, Cocciaretto ha appena vinto a Hobart”.
Qualche collega invidiosa sostiene che Paolini ha avuto anche tanta fortuna.
“Sciocchezze. Non puoi essere protagonista a livello mondiale per due stagioni consecutive, se non te lo meriti. Jasmine ha saputo sfruttare al massimo le sue doti. E oggi ha cambiato gioco, l’approccio: prima le sue erano soprattutto “pallate”, ora viene a rete e colpisce con la consapevolezza di saperlo fare bene”.
Sara Errani è diventata l’allenatrice. E poi gioca con lei il doppio, quello misto con Vavassori, il padel. Tanti impegni.
“Se lo fa, è perché pensa sia la cosa migliore. Di sicuro, per Jasmine è una grande opportunità per crescere ancora: devono continuare insieme”.
Per il futuro del tennis femminile tutti scommettono su Tyra Grant.
“Ha grandi potenzialità. Non è ancora maggiorenne, e questo le permette di giocare solo pochi tornei. Deve solo avere pazienza: sopportare la pressione, seguire una strada precisa con costanza, lavorare tanto. Con gioia. Se i risultati arrivano subito, bene. Altrimenti, niente drammi: ha tanto tempo davanti a sé. L’importante è divertirsi. E provarci, sempre”.