Tre italiani nei primi 15, come mai prima. Cobolli vince ad Acapulco e raggiunge Sinner e Musetti
di Giuseppe Antonio PerrelliIl libro dei record del tennis azzurro consuma in fretta le sue pagine. Neanche il tempo di leggerne una che c’è già pronta quella successiva. L’ultima l’ha scritta Flavio Cobolli che, con la vittoria 7-6 6-4 contro lo statunitense Frances Tiafoe nella finale dell’Atp 500 sul cemento di Acapulco, raggiunge il suo miglior piazzamento: il romano, 23 anni, si arrampica al numero 15, con vista sulla top ten, residenza ormai fissa di Jannik Sinner (n. 2) e Lorenzo Musetti (n. 5). Tre tennisti tra i primi quindici della classifica Atp: solo l’Italia li ha, in questo momento. Ed è la sua prima volta dal 1973, ossia da quando
Il terzo torneo conquistato dal tennista romano
Cobolli in Messico ha salutato il traguardo indossando il sombrero d’ordinanza, alz…
Il libro dei record del tennis azzurro consuma in fretta le sue pagine. Neanche il tempo di leggerne una che c’è già pronta quella successiva. L’ultima l’ha scritta Flavio Cobolli che, con la vittoria 7-6 6-4 contro lo statunitense Frances Tiafoe nella finale dell’Atp 500 sul cemento di Acapulco, raggiunge il suo miglior piazzamento: il romano, 23 anni, si arrampica al numero 15, con vista sulla top ten, residenza ormai fissa di Jannik Sinner (n. 2) e Lorenzo Musetti (n. 5). Tre tennisti tra i primi quindici della classifica Atp: solo l’Italia li ha, in questo momento. Ed è la sua prima volta dal 1973, ossia da quando
Il terzo torneo conquistato dal tennista romano
Cobolli in Messico ha salutato il traguardo indossando il sombrero d’ordinanza, alzando al cielo il trofeo appena vinto (un’inguardabile pera gigante ricoperta d’argento) e dando sfoggio al microfono del suo spagnolo simpaticamente maccheronico: “Questo è un torneo magnifico: non si gioca solo in campo ma anche fuori. Dopo andiamo a festeggiare come facciamo in Italia”. E tutto il pubblico a ridere e ad applaudire il tennista che ha riscattato un inizio 2026 non facile, fotografato dalla sofferenza agli Australian Open, dove si era subito arreso al britannico Fery, n. 185 al mondo, e al virus intestinale che lo aveva reso uno zombie in campo: “Da bambino sognavo questo momento, un torneo così, giocare con il tifo del pubblico tutto per me”, ha detto ancora Cobolli, al terzo titolo in carriera dopo i successi del 2025 a Budapest (un Atp 250) e ad Amburgo (un altro 500).
le classifiche le compila il computer.
Cobolli: “Mi merito questo momento”
“Sono molto orgoglioso e non solo per me — ha proseguito l’azzurro — ma anche per le persone che lavorano con me: mio padre, la mia famiglia, il resto del team. Mi hanno aiutato molto. Penso di meritarmi questi traguardi per come lavoro fuori dal campo. Dopo le sconfitte mi alleno con ancor più convinzione”.
Il successo di Cinà in India
Completa la domenica da applausi delle racchette italiane il primo titolo Challenger vinto in carriera da Federico Cinà che a Pune, in India, ha battuto 6-3 5-7 7-6 il britannico Gill, annullandogli cinque match point. Il tennista palermitano entra per la prima volta tra i primi 200 al mondo, salendo al n. 183. È l’effetto Sinner, che mostra tutta la sua forza proprio quando lui, Jannik, vive un piccolo appannamento. Nel libro ci sono ancora tante belle pagine da scrivere. Le prossime, magari, già a Indian Wells, da mercoledì.