Barazzutti: “Basta silenzi, a Sinner serve più trasparenza. Operarsi è un rischio”
di Massimo CalandriCorrado Barazzutti se lo aspettava. «Dopo aver rinunciato a Pechino, era logico che Jannik facesse altrettanto con Shanghai. Tra i due tornei c’è di mezzo solo una settimana, se non sei a posto come fai a riprenderti in così poco tempo? Fosse stato davvero disponibile per Shanghai, avrebbe usato Pechino come tappa di avvicinamento. No, non sono sorpreso. Però…».
Però?
«Un po’ più di trasparenza nella comunicazione, da parte del suo staff, sarebbe meglio. Tutti questi silenzi: perché? Non c’è niente di male a dire le cose alla luce del sole, basterebbe un medico che spiegasse: ha questo problema fisico, dovrà curarsi così e colà, rientrerà ragionevolmente per una certa data».
Invece dobbiamo accontentarci di qualche post sui social, ogni tanto.
«I…
Corrado Barazzutti se lo aspettava. «Dopo aver rinunciato a Pechino, era logico che Jannik facesse altrettanto con Shanghai. Tra i due tornei c’è di mezzo solo una settimana, se non sei a posto come fai a riprenderti in così poco tempo? Fosse stato davvero disponibile per Shanghai, avrebbe usato Pechino come tappa di avvicinamento. No, non sono sorpreso. Però…».
Però?
«Un po’ più di trasparenza nella comunicazione, da parte del suo staff, sarebbe meglio. Tutti questi silenzi: perché? Non c’è niente di male a dire le cose alla luce del sole, basterebbe un medico che spiegasse: ha questo problema fisico, dovrà curarsi così e colà, rientrerà ragionevolmente per una certa data».
Invece dobbiamo accontentarci di qualche post sui social, ogni tanto.
«Intendiamoci, capisco benissimo che sia una scelta precisa e non la discuto: vogliono proteggere la privacy del giocatore. Del resto, era successo un po’ anche con Alcaraz: nessuno sa esattamente cosa gli sia accaduto al polso destro. Con Sinner sono stati ancora più criptici: niente di male, ma poi la gente finisce per speculare».
Chissà quando lo rivedremo.
«Appunto. Sarebbe bello sapere quali siano le sue reali condizioni. Qualcuno sostiene sia clinicamente guarito, ma dentro di sé non si senta al 100% e allora preferisca rinviare: una questione mentale? Sciocchezze. Anche quest’anno ha raggiunto la piena forma nel corso dei tornei (penso a quel sudatissimo primo turno di Wimbledon con Kecmanovic, e a quello dell’anno precedente con Dimitrov). No, sono convinto che si tratti di un problema fisico non ancora risolto. Non so se sia una valutazione sua o del team, ma credo faccia bene a prendere tempo se non si sente ancora a posto: a volte è importante rallentare, ascoltare il proprio corpo».
Potrebbe giocare verso la fine del mese il Six Kings Slam a Riad o l’Atp di Vienna.
«Magari invece lo rivedremo direttamente alle Atp Finals di Torino, sicuramente uno degli appuntamenti cui tiene di più, insieme agli Slam e a qualche Masters 1000. Immagino possa permettersi di rinunciare ai soldi dei sauditi in nome della salute».
Comunque vada, nella migliore delle ipotesi sarà rimasto fermo più di 100 giorni. Che Sinner ritroveremo?
«Il campione di sempre, competitivo. Dopo la vicenda del Clostebol, aveva subito raggiunto la finale al Foro Italico. Certo, questo è uno stop diverso: non ha potuto allenarsi come avrebbe voluto. È possibile un rientro più graduale, ma Sinner resta un patrimonio italiano e mondiale: guai a dubitare».
Meglio operarsi o provare a recuperare altrimenti?
«Io soffrivo di epicondilite al gomito destro: sono stato operato 4 volte. È giusto cercare a tutti i costi di evitare un intervento, ma alla fine la decisione la deve prendere il medico: se, nonostante le cure, l’operazione diventa necessaria, si fa».
Con lui fermo, gli altri azzurri sembrano aver perso un po’ di smalto: forse si sentivano in qualche modo “rassicurati” dalla presenza del numero 1.
«Non ci credo. È tutto molto casuale. In questi giorni ho visto giocare bene Berrettini, e anche Cobolli: hanno appena perso con due avversari pericolosi. E Arnaldi ha affrontato alla pari Alcaraz. Tutte partite che i nostri avrebbero potuto vincere. Mi dispiace per Musetti, era rientrato in gran forma ed è stato sfortunato a rompersi l’anulare. Le ragazze purtroppo non stanno andando benissimo. Ma anche senza Sinner, il tennis italiano resta protagonista. Però con lui è tutta un’altra cosa».